Il design si racconta a Parma

La mostra sul design ospite dello CSAC e di Palazzo Pigorini a Parma va a scovare le origini del linguaggio progettuale, illuminandone le caratteristiche.

Non aspettatevi una grande parata di oggetti di design. La mostra allestita al CSAC di Parma è sì una mostra sul design a tutti gli effetti, ma il focus non è tanto sui risultati concreti – quelli dalle linee accattivanti, dalle cromie armoniche, dalla funzionalità studiata con cura – bensì sui progetti da cui sono nati mobili, posate, libri, divani, ambienti conosciutissimi. E in particolare la finestra temporale indagata è soprattutto quella degli Anni Sessanta e Settanta: proprio il periodo più denso nello sterminato patrimonio conservato nel Centro Studi e Archivio della Comunicazione. L’obiettivo della curatrice Francesca Zanella e del team di collaboratori dell’istituzione che fa capo all’Università di Parma è delineare “un percorso in cui l’artista e il designer – quale bricoleur, artigiano, antropologo, filosofo, scienziato, tecnologo – si confronta sui temi del progetto, sulle modalità di dibattito con le politiche di intervento sul territorio e sul patrimonio culturale, con quelle della produzione, e infine sui differenti linguaggi e pratiche all’interno di una società multiculturale”.

I GRANDI NOMI DEL DESIGN

C’è anche qualche oggetto, concentrato soprattutto nella sezione conclusiva allestita nella zona dell’abside della monumentale chiesa sconsacrata dell’abbazia di Valserena, mentre le cappelle costituiscono tanti approfondimenti dedicati a una selezione di designer presenti nella collezione permanente parmigiana. Ecco allora nomi ben noti: Livio, Pier Giacomo e Achille Castiglioni con i loro progetti per Montedison, con la seduta Mezzadro, con il Radiofonografo Stereofonico rr126 per Brionvega; Mario Bellini, con i lavori per Olivetti; Cini Boeri con la seduta Serpentone, Roberto Sambonet con contenitori, pentole e posate; Bruno Munari con i disegni per le Macchine Inutili, le Sculture da viaggio, i Libri illeggibili. Non mancano Enzo Mari, Archizoom, Alberto Rosselli, Roberto Menghi. E c’è inoltre la sezione Corpo e abito, che indaga le relazioni tra design e dimensione corporea, anche attraverso proiezioni di video di performance.

Sissi, Homage to Brunetta Tuta Linguale, 2020. CSAC, Università di Parma
Sissi, Homage to Brunetta Tuta Linguale, 2020. CSAC, Università di Parma

LA MOSTRA A PALAZZO PIGORINI

È spostandosi verso il centro città e accedendo a Palazzo Pigorini che si incontra un’interessante esposizione che mette in dialogo i materiali cartacei del CSAC con il lavoro contemporaneo: protagonista è l’artista Sissi che si confronta con le straordinarie creazioni della Sartoria Farani, must del costume cinematografico, con le illustrazioni di Brunetta e con i bozzetti delle stiliste Krizia e Cinzia Ruggeri. Le carte di queste “creative” fanno da contraltare a tre abiti/sculture disegnati e prodotti da Sissi con la collaborazione di alcune aziende del territorio: la Tuta Linguale deriva dalle figure di Brunetta, da cui l’artista bolognese estrapola la sagoma di un capo di vestiario tipico degli Anni Sessanta e Settanta e il cui motivo a lingue si riallaccia pure al progetto Anatomia Parallela della stessa Sissi. Il cappotto Biomorfo, con le sue forme organiche, è dedicato ai movimenti ondulatori e alle sperimentazioni di Cinzia Ruggeri, mentre l’abito Antelamato ha una duplice fonte di ispirazione: le ricerche di Krizia, che spesso guardava all’arte e all’architettura, e l’antica scultura di Benedetto Antelami con la Deposizione di Cristo, conservata nella Cattedrale di Parma e datata 1178.

ZONE ROSSE, NIENTE PAURA

Al momento, la mostra ha potuto rimanere aperta al pubblico solo per qualche settimana, ma la scelta degli organizzatori è stata lungimirante poiché ha messo a disposizione un tour immersivo a 360 gradi per esplorare la rassegna dell’Abbazia di Valserena. Lo si può fare collegandosi al sito di Parma 2021 e acquistando una Parma Card che dà accesso anche ad altre visite virtuali. E non è tutto: si sono organizzati dei talk che vanno in diretta alle 18 fino al 19 maggio sulla pagina Facebook di CSAC e consentono di approfondire le tematiche principali della mostra: protagonisti i ricercatori, gli esponenti del mondo del design e addirittura musicisti come Mauro Sabione, compositore e tastierista dei Matia Bazar.

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoDesign! Oggetti, processi, esperienze
Vernissage03/02/2021 no
Duratadal 03/02/2021 al 03/03/2021
CuratoreFrancesca Zanella
Generedocumentaria
Spazio espositivoCSAC - CENTRO STUDI E ARCHIVIO DELLA COMUNICAZIONE
IndirizzoStrada Viazza di Paradigna, 1 Abbazia di Valserena - Parma - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.