Morta la grande designer italiana Cini Boeri, madre dell’architetto Stefano Boeri

Madre dell’archistar Stefano Boeri, è stata la brillante creatrice del divano Strips, che le era valso il Compasso d’Oro negli anni Settanta. Ecco i passi più importanti della sua carriera.

Cini Boeri con Alessandro Mendini e Paolo Ulian
Cini Boeri con Alessandro Mendini e Paolo Ulian

È morta a 96 anni nella sua casa di Milano il 9 settembre 2020 Maria Cristina Mariani Dameno, coniugata Boeri, a tutti nota come Cini Boeri. La sua carriera era cominciata nel 1951 dopo la laurea al Politecnico di Milano: collaborò con i grandi Gio Ponti e Marco Zanuso per un periodo che si concluse nel 1963, quando aprì uno studio in proprio. Per alcuni anni è stata docente di progettazione architettonica e disegno industriale al Politecnico, nonché membro del consiglio d’amministrazione della Sedicesima Triennale di Milano (1981) e e Socio Onorario ADI. Sposata con il neurologo Renato Boeri (da cui si è poi separata nel 1965) ha avuto tre figli, tutti molto noti nelle relative professioni: Sandro Boeri (giornalista), Stefano Boeri (archistar, ex assessore alla cultura del Comune di Milano e Presidente della Triennale di Milano) e Tito Boeri (economista). Cini Boeri ha incarnato quei valori della borghesia milanese fatta di dedizione alla professione, passione per il lavoro e pragmatismo.

Cini Boeri, 1954
Cini Boeri, 1954

MORTA LA DESIGNER CINI BOERI

Lungo tutto il corso della sua carriera ha collezionato numerosi premi, come il Compasso d’Oro nel 1979 (di cui ha fatto anche parte della giuria nel 1984), con il divano Strips, disegnato per Arflex e oggi esposto presso la collezione permanente della Triennale di Milano. Tra i suoi oggetti più noti: la poltrona Bobo (1967), il divano Serpentone (1971), il tavolo Talete(1976) e la libreria girevole Double face (1980), tutti per Arflex; il tavolo Lunario e il divano Gradual (1970) per Knoll; il lampadario Feltro (1989) per Venini. Ma ci sono altri riconoscimenti italiani e internazionali guadagnati, tra cui due Premi Roscoe New York (1978 e 1984), Premio Saiedue (1983), Premio Design Stoccarda (1985), selezione Forum Design (1987), Premio “Milanodonna” Comune di Milano (2007), “the IIC Lifetime Achievement Award” Los Angeles (2008) e il “Good design award” Chicago (2008). Dopo aver insegnato al Politecnico, ha tenuto conferenze e lezioni nelle più grandi università del mondo: al Nucleo del Deseno Industrial di Sao Paulo, al Collegio degli Architetti di Rio de Janeiro, alla Cranbrook School di Detroit, al Pacific Design Center e alla UCLA di Los Angeles, per citarne alcune.

Il divano Strips di Cini Boeri
Il divano Strips di Cini Boeri

IL PENSIERO E LO STILE DI CINI BOERI

La sua cifra stilistica, ereditata anche dalla collaborazione con Gio Ponti, è stata l’essenzialità delle forme e il fatto di privilegiare la funzionalità del progetto rispetto alla sua estetica. Oltre a oggetti di design, Cini Boeri ha progettato in Italia e all’estero case unifamiliari, appartamenti, allestimenti museali, uffici e negozi, dedicando grande attenzione allo studio della funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l’uomo e l’ambiente. Su questa tematica ha scritto alcuni testi, come Le dimensioni umane dell’abitazione di Franco Angeli Edizioni e i saggi La dimensione del domestico. Fuori dal suo percorso creativo, nel 2019 ha vinto un altro significativo premio: l’Ambrogino d’oro, assegnatole dalla Commissione su proposta dall’Anpi Provinciale di Milano per essere stata in gioventù staffetta partigiana presso Stresa e aver contribuito alla resistenza italiana.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.