Classico attualissimo. Umberto Riva a Milano

Fondazione Sozzani, Milano – fino al 5 maggio 2019. Tra le numerosissime proposte di una Design Week sempre più bulimica, spicca l’omaggio ‒ pacato, raccolto, “analogico” ‒ a una figura importante, ma spesso defilata, del progetto italiano. Ultimi giorni per visitare “Forme: Umberto Riva architetto e designer”.

Umberto Riva. Exhibition view at Fondazione Sozzani, Milano 2019. Photo C. Gussoni
Umberto Riva. Exhibition view at Fondazione Sozzani, Milano 2019. Photo C. Gussoni

Ero ingordo di immagini”, racconta Umberto Riva davanti alla telecamera, nel video inedito realizzato da Francesca Molteni e Claudia Adragna che chiude la mostra inaugurata all’inizio di aprile alla Fondazione Sozzani, forse con l’intento di spiegare un percorso di studi erratico e l’approdo quasi casuale alla professione. “Il mio non è un lavoro di un intellettuale, ma quello dell’artigiano che si approssima alla forma”, prosegue il decano degli architetti italiani, 91 anni e ancora in attività, mentre spiega nello stesso filmato il suo approccio ‒ lento, individuale, più empirico che ideologico ‒ alla progettazione. Nell’intersezione tra queste due affermazioni trova tutto il suo senso il percorso espositivo curato da Gabriele Neri (autore anche di una recente monografia, Umberto Riva. Interni e allestimenti, edita da LetteraVentidue), una chicca tra le tante mostre organizzate a cavallo della Design Week milanese che rende un doveroso omaggio a una figura mai entrata veramente nel mainstream, concentrandosi sulla sua attività di designer.

Umberto Riva, Tappeto Rituale, 2018 © Tacchini
Umberto Riva, Tappeto Rituale, 2018 © Tacchini

I TEMI

Il discorso si sviluppa intorno a tre nuclei tematici: il rapporto di Riva con la luce, esplicitato attraverso i “vetri illuminati” disegnati per FontanaArte, Barovier & Toso e altre importanti aziende del settore e spesso ispirati alle arti figurative, gli arredi, con pezzi storici, prototipi rari e creazioni più recenti, e la ricerca in ambito grafico, con quadri, fotografie di edifici e schizzi inediti provenienti dall’archivio personale del Maestro, che mostrano la ricorrenza di alcuni pattern e forme geometriche, anche in progetti incomparabili per scala e finalità.
I pezzi esposti rivelano un’ispirazione onnivora che spazia dalla natura (Medusa, realizzata nel 1972 per VeArt) ai classici vasi veneziani in vetro soffiato (Veronese, disegnata nel 1984 per Barovier & Toso) e una continua sperimentazione di forme e materiali, dal vetro di Murano al cemento, dall’acciaio al legno o alla plastica, tipiche di chi non esclude nessuna delle molte possibilità del progetto. A fare da contraltare a questa curiosità aperta e trasversale c’è la leggendaria ritrosia di Riva, che lo porta a interpretare il design come una sommessa arte del quotidiano progettando interni tanto raffinati quanto discreti, da apprezzare palmo a palmo mentre li si attraversa, e disegnando mobili e oggetti talmente in armonia con il loro contesto da fondersi in esso.

Umberto Riva. Exhibition view at Fondazione Sozzani, Milano 2019. Photo C. Gussoni
Umberto Riva. Exhibition view at Fondazione Sozzani, Milano 2019. Photo C. Gussoni

L’ATTUALITÀ

A colpire è anche l’attualità di certi progetti degli Anni Sessanta e Settanta, tra i primi in una linea temporale che si spinge fino a includere due pezzi editati dalla galleria romana Giustini/Stagetti nell’ultimo biennio, la lampada Sud-Est (presentata, durante la Design Week 2018, in un allestimento che affiancava a Riva un progettista di tutt’altra generazione, il falegname-designer Giacomo Moor) e la poltrona E19 (2019). Esemplare in questo senso è la storia della lampada E63, disegnata da Riva nel 1963 raccogliendo l’ispirazione di una scultura di Brâncuși e diventata un’icona senza tempo al punto da essere scelta dall’arredatrice di scena di Blade Runner 2049, sequel della famosa pellicola di Ridley Scott, ambientato, come l’originale, in un futuro distopico.

Giulia Marani

Evento correlato
Nome eventoForme: Umberto Riva, architetto designer
Vernissage06/04/2019 ore 15
Duratadal 06/04/2019 al 05/05/2019
CuratoreGabriele Neri
Generiarchitettura, design
Spazio espositivoFONDAZIONE SOZZANI
IndirizzoCorso Como 10 - Milano - Lombardia
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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.

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