Found Muji. A Milano tra artigianato e scuola d’arte Bauhaus

Nel negozio MUJI di Corso Buenos Aires a Milano, la tradizione artigianale tedesca si confronta con l’evoluzione della filosofia della scuola d’arte Bauhaus.

Found Muji - Milano Buenos Aires
Found Muji - Milano Buenos Aires

Da Monaco a Berlino, da Seiffen al piccolo villaggio di Pulsnitz, il marchio giapponese che ha fatto degli oggetti di design anonimo la propria specialità ha scoperto realtà artigianali che ancora oggi si portano dietro l’influenza del Bauhaus, una scuola che dal 1919 al 1933 riunì design, arti industriali, belle arti, artigianato, teatro e molti altri campi formando un numero incomparabile di grandi designer, architetti, scenografi e artisti. Rievocando il sapere della scuola che aprì a Weimar nel 1919, la linea Found MUJI presenta in edizione limitata e a prezzi decisamente accessibili, manufatti artigianali inseribili nella quotidianità, usati per generazioni senza aver subito modifiche e che oggi stanno gradualmente scomparendo.

Il negozio Muji a Milano Buenos Aires
Il negozio Muji a Milano Buenos Aires

IL PROGETTO SECONDO NAKAHARA

Shinichiro Nakahara, il producer di MUJI che ha curato il progetto, racconta sotto quale profilo la cultura giapponese sia vicina a quella tedesca, e come sia importante orientare i consumi verso gli oggetti orientati alla qualità: Durante questo viaggio in Germania mi sono imbattuto in molti spunti da cui trarre ispirazione per diventare un consumatore migliore. Si tratta di tradizioni che non sono necessariamente esclusive della Germania. Di fatto queste tradizioni sono da sempre parte anche della cultura giapponese. La regola base è di non tenere troppe cose per sé, ma di condividerle con gli altri. Questo vale anche per l’ambiente naturale. Si tratta di decidere la quantità di risorse che consumeremo in un anno e attenersi ad essa. I tedeschi sanno che non ci saranno sempre risorse sufficienti, per questo regolano i consumi pur soddisfacendo le proprie esigenze. Probabilmente conoscete qualcuno che ne è capace, magari quel vostro amico che capisce davvero come usare ciò che possiede e lo usa in modo originale. Osservare come vive questa persona potrebbe essere la vostra miglior fonte di ispirazione. A quel punto si tratta solo di provare ogni metodo per trovare quello che fa per voi, un po’ come gli studenti del Bauhaus, che sperimentavano con entusiasmo.”

Il Bauhaus a Dessau
Il Bauhaus a Dessau

GLI OGGETTI

Ecco, fra i numerosi articoli selezionati da Shinichiro Nakahara, alcuni esempi: gli animali in legno realizzati dai Reifendreher, artigiani esperti in una particolare tecnica di tornitura del legno; le spazzole per scarpe e abiti prodotte a mano da oltre 100 anni dalla DIM (Die Imaginäre Manufaktur) di Berlino, le cui setole vengono realizzate con materiali di origine vegetale o animale, di capra e cavallo; le tazze e le teiere in vetro di Jena; oppure i boccali e i bicchieri per la birra. La presentazione avviene nel primo negozio aperto in assoluto da Muji in Italia. L’azienda, ormai famosa in tutto il paese, nasce nel 1980 ed è ora parte della Ryohin Keikaku Co. Ltd. Il primo negozio, MUJI è stato aperto a Tokyo nel 1983. Attualmente, in Giappone i prodotti MUJI vengono venduti da un totale di 418 negozi. Oltre il confine giapponese, MUJI opera attraverso 403 punti vendita presenti in 26 paesi e regioni del mondo.

-Ginevra Bria

www.muji.net

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.