Si conclude all’Aquila il recupero del Teatro San Filippo danneggiato dal terremoto. Era chiuso da 17 anni
Riapre le porte lo storico teatro aquilano ospitato all’interno di una chiesa sconsacrata seicentesca, che conserva un prezioso apparato decorativo barocco. Il weekend del 18 e 19 aprile con gli spettacoli del festival CostellAzioni, la ripresa effettiva delle attività entro la fine del 2026
Da 17 anni, il Teatro San Filippo era chiuso al pubblico. Il sisma che nel 2009 colpì violentemente L’Aquila lo aveva reso inagibile, sottraendo alla città – che nel frattempo, tra ritardi e tante difficoltà, è rinata – un punto di riferimento culturale molto amato dalla comunità.
Per questo la conclusione del lungo e complesso intervento di recupero finanziato con fondi statali e donazioni private è stata celebrata, nella mattinata del 17 aprile, come una festa collettiva. Alla presenza delle istituzioni – oltre al sindaco Pierluigi Biondi, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli – e di molte personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, il Teatro San Filippo ha accolto nuovamente in platea i cittadini orgogliosi di riappropriarsi di uno spazio pubblico da troppo tempo precluso.

Alle origini del Teatro San Filippo: la chiesa seicentesca
Ma la chiusura del cantiere, vista l’importanza storica e artistica del sito, assume un valore su scala nazionale. Dopo la parziale riapertura del Castello cinquecentesco, L’Aquila riacquista così un altro spazio radicato da secoli nel tessuto urbano. Il Teatro San Filippo è infatti ospitato all’interno di un ex luogo di culto. La Chiesa di San Filippo Neri fu costruita dai Padri Filippini nella prima metà del Seicento, in una fase di espansione della congregazione, con l’obiettivo di dotarsi di un nuovo e ampio edificio di culto che testimoniasse al contempo la vitalità dell’ordine. I lavori iniziarono nel 1637, e già nel 1651 la chiesa era operativa, sebbene l’edificio fosse incompleto: la facciata non fu mai terminata, e ancora oggi è priva di rivestimento.
Dal punto di vista architettonico, l’edificio costituisce una delle più interessanti espressioni della cultura seicentesca aquilana, richiamando la tradizione romana delle grandi chiese congregazionali realizzate tra tardo Cinquecento e primo Seicento. Un esempio di architettura barocca con aula centrale, presbiterio cupolato e cappelle laterali, già danneggiata dal terremoto del 1703 che provocò danni rilevanti alla struttura, colpendo il tetto, la cupola ottagonale, il campanile e parte dell’apparato decorativo. All’epoca, la ricostruzione ripristinò il carattere monumentale dell’edificio, che oggi conserva stilemi decorativi del tardo barocco e ispirati alla maniera di Carlo Fontana.
Il complesso di San Filippo da luogo di culto a teatro
Dopo la soppressione dell’Ordine, all’inizio dell’Ottocento, l’edificio passò al Comune e fu chiuso al culto.
Negli Anni Settanta del Novecento, prima ancora di diventare teatro, fu oggetto di un importante dibattito cittadino che ne evitò la demolizione. Nel frattempo, infatti, lo spazio era stato utilizzato come atelier d’artista da Gino Marotta, diventando ritrovo per artisti, collezionisti, committenti e allievi dell’Accademia di Belle Arti. Nel 1972 la chiesa fu completamente restaurata e destinata ad auditorium e laboratorio sperimentale teatrale. Nell’87, su proposta del Teatro Stabile di Innovazione L’Uovo, fu inaugurata la nuova sistemazione come teatro moderno.
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Il recupero del Teatro San Filippo
L’intervento di recupero appena concluso è stato possibile grazie alla sinergia tra l’ex Segretariato regionale del Ministero della Cultura per l’Abruzzo, la Soprintendenza, la Prefettura e il Fondo Edifici di Culto, proprietario del bene. I fondi statali concessi per lavori di consolidamento e restauro strutturale, architettonico e impiantistico ammontano a €2.405.000. Mentre l’iniziativa solidale Domani 21/04.2009, promossa da Sugar Music di Caterina Caselli, Macù Edizioni di Mauro Pagani, Giuliano Sangiorgi e Lorenzo Jovanotti (con la costituzione degli Artisti Uniti per l’Abruzzo) ha dispensato €1.190.616 frutto di donazioni private. Il Comune ha inoltre stanziato € 400.000,00 per interventi di completamento e forniture, con l’obiettivo di riaprire il Teatro San Filippo entro il 2026, nell’anno da Capitale italiana della Cultura dell’Aquila.
Traguardo raggiunto e celebrato dal Sindaco Biondi: “Il San Filippo è stato per generazioni di aquilani un laboratorio culturale, uno spazio di crescita, di incontro, di formazione. Con la sua riapertura, restituiamo alla città e ai giovani aquilani una memoria viva e un’ulteriore prospettiva di futuro. L’inaugurazione di oggi assume un valore ancora più significativo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. È la dimostrazione del ruolo che la cultura ha avuto nella ricostruzione sociale e identitaria del nostro territorio”.

La riapertura del Teatro sotto la gestione comunale
Alla restituzione del complesso seicentesco, farà seguito, alla fine del 2026, la ripartenza delle attività del Teatro, sotto la gestione del Comune per i prossimi sei anni (dal 1986 al 2009, a gestire il Teatro, trasformando una chiesa sconsacrata in un luogo vivo di produzione culturale riconosciuto a livello nazionale, è stata la compagnia de L’Uovo – Teatro Stabile di innovazione, con Antonio Massena, Maria Cristina Giambruno e Totò Centofanti).
Intanto, all’Aquila parte il festival diffuso CostellAzioni, con un cartellone che prevede iniziative culturali in 27 tra frazioni e quartieri, e due grandi in centro città. E il Teatro San Filippo sarà direttamente coinvolto nei prossimi giorni, fino a domenica 19 aprile, con una serie di appuntamenti gratuiti (già tutti sold out), tra recitazione, musica e arte.
Livia Montagnoli
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