Il rilancio di 6 palazzi storici di Milano tra cultura, svago e ristorazione

La pandemia ha prolungato i cantieri, ma non ha fatto desistere gli investitori italiani e internazionali che in Milano individuano una vetrina di primo livello. Rinascono così spazi dimenticati di palazzi ed edifici storici, pronti a ospitare musei, hotel, boutique e ristoranti d’autore

Mentre è già partito il countdown per l’apertura di Horto sul rooftop di The Medelan, a piazza Cordusio, corso Venezia si prepara ad accogliere Casa Cipriani, in attesa di salutare l’inaugurazione del Museo Etrusco finanziato dalla Fondazione Rovati. Poco distante, è notizia degli ultimi giorni l’approdo nel Palazzo del Principe di Piombino del gruppo americano RH, specializzato in arredamento di lusso. A Brera, invece, sarà l’autunno a battezzare l’esordio di Casa Baglioni, boutique hotel che punta tutto su arte e design, oltre che – ma questa è una dote comune a tutti i progetti in fieri citati in precedenza – sulla ristorazione d’autore. Mentre per trovare un progetto d’ospitalità più singolare si giunge in vista dei grattacieli di City Life, dove NH ha recuperato una curiosa chiesa abbandonata. Tutte conferme di come Milano sia in grado di attrarre investitori italiani e internazionali disposti a farsi carico della riqualificazione di edifici storici – con una certa predilezione per gli eleganti palazzi di corso Venezia, a quanto pare – e anzi convinti che il valore aggiunto dei loro progetti, che si tratti di creare nuovi spazi culturali, commerciali o d’ospitalità, stia proprio nel recupero di pezzi di storia dell’architettura cittadina, ripensati come vetrine di alto profilo. Milano, dal canto suo, riscopre spazi finora inibiti al libero accesso, pronti a trasformarsi in ambiziosi centri per il tempo libero: cultura, shopping, svago, ristorazione.

Livia Montagnoli

1. CASA CIPRIANI A PALAZZO BERNASCONI

Palazzo Bernasconi, Milano

In zona Porta Venezia, proprio dirimpetto ai Giardini Indro Montanelli, Palazzo Bernasconi è uno degli edifici più iconici del fervore costruttivo di inizio Novecento, fondato nel 1910 dalla famiglia omonima e dalla fine degli Anni Novanta sede della maison Gianni Campagna. La morte dello stilista, nel 2017, ha portato alla cessione della proprietà, entrata nel portafoglio di Merope Asset Management, e presto oggetto di interesse da parte del gruppo Cipriani, che qui ha scelto di fondare il primo indirizzo italiano di Casa Cipriani, concept nato a New York nell’autunno 2021 dal recupero del Battery Maritime Building di Lower Manhattan.
La peculiarità della club house (però con camere d’hotel aperte anche a chi non è socio) ideata dalla famiglia di imprenditori veneziani più famosa sulla scena internazionale di ristorazione e ospitalità è infatti quella di rivitalizzare edifici storici, per farne nuovi luoghi di aggregazione e di “dolce vita” made in Italy. Entro la fine di giugno, se sarà confermata la data di inaugurazione prevista, anche Milano conoscerà questo approccio, godendo di una serie di servizi di alta gamma: due ristoranti (l’iconico Cipriani Restaurant al terzo piano con terrazza; la Socialista Lounge nella soffitta recuperata, con chiaro riferimento, nelle ambientazioni e nell’offerta, alla Cuba degli Anni Trenta), un boutique hotel, un bar club (il Bar Arrigo al piano terra), un centro benessere e uno fitness. Una casa, nelle intenzioni di chi l’ha ideata, da vivere nell’arco dell’intera giornata. Fil rouge dell’operazione di riqualificazione del palazzo è stato il design simbolo dell’italianità, valorizzato in tutti gli ambienti (camere comprese) dall’architetto Michele Bonan, che ha selezionato arredi di Venini, Flos, velluti Dedar, tessuti Rivolta Carmignani. In totale, l’investimento stimato oscilla tra i 15 e i 20 milioni di euro per riaprire quasi 4mila metri quadrati distribuiti su quattro livelli, più due piani interrati.

https://www.casaciprianimilano.com/

2. IL MUSEO ETRUSCO IN CORSO VENEZIA CON LA CUCINA DI ANDREA APREA

Museo Etrusco di Milano, rendering

I lavori, tra alterne vicende e una pandemia nel mezzo a scombinare ogni programma, hanno richiesto diversi anni di attesa, ma il cantiere di Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro sembra finalmente avviarsi a conclusione (entro la fine dell’estate). L’edificio di corso Venezia, civico 52, è stato scelto dalla famiglia Rovati per ospitare la collezione archeologica (circa quattromila pezzi, di cui trecento esposti a rotazione) acquistata in Svizzera con l’intenzione di condividerla con un’ampia platea. È questa la genesi del primo Museo Etrusco di Milano, che la Fondazione Luigi Rovati ha sostenuto con un ambizioso progetto di recupero degli ambienti storici, affidato a Mario Cucinella. Oltre alle sale espositive, il museo accoglierà un ristorante e un bar bistrot, guidati da chef Andrea Aprea (in arrivo dalle cucine del VUN del Park Hyatt Milano, che nel frattempo ha voltato pagina). Il ristorante, all’ultimo piano del palazzo, godrà di una bella vista sulla città, apprezzabile dalla grande parete vetrata progettata dall’architetto Flaviano Capriotti, che firma anche il bar bistrot del pian terreno, affacciato sul giardino interno del museo. Ennesima conferma di come la Fondazione punti a far vivere il museo in dialogo costante con la città, e non solo attraverso l’offerta gastronomica, ma anche con laboratori, mostre ed eventi che restituiranno alla comunità un edificio storico di corso Venezia, non distante dalla GAM, dal PAC e dal Museo Civico di Storia Naturale e di fronte al Planetario Ulrico Hoepli.

https://fondazioneluigirovati.org/il-museo-di-arte-etrusca/

3. LA RH GALLERY A PALAZZO DEL PRINCIPE DI PIOMBINO

Palazzo Principe di Piombino, Milano

10 milioni di euro per riqualificare l’intero edificio affacciato su corso Venezia al civico 56, meglio conosciuto come Palazzo del Principe di Piombino, esempio di architettura eclettica in stile rinascimentale costruito nell’ultimo quarto del XIX secolo. Cinque piani in altezza e un cortile interno piantumato, il palazzo costituisce il classico modello di condominio signorile dell’epoca, e nel 2020 era entrato nel portfolio della società di investimento e sviluppo immobiliare Merope, dopo l’acquisto da Banca Ifis. Ora, l’accordo con il gruppo americano RH porterà a ripensare l’edificio in chiave commerciale: RH è un luxury brand dell’’arredamento, che a corso Venezia aprirà il suo primo flagship store, non prima di aver ristrutturato il palazzo, con i suoi 5.500 metri quadrati di superficie calpestabile, la corte e un giardino che fanno dell’immobile un luogo di grande prestigio per il debutto del marchio americano in Italia. L’arrivo di RH garantirà l’apertura al pubblico di molti spazi dell’edificio, destinati a ospitare le collezioni del gruppo (Interiors, Contemporary, Modern, Outdoor, Beach House e Ski House), ma anche un Interior Design Studio, dedicato a servizi di progettazione e installazione di interni. La corte, invece, coperta con un tetto in vetro retrattile, sarà destinata alla ristorazione, con wine bar, Champagne & Caviar Lounge e ristorante.

4. HORTO AL THE MEDELAN

The Medelan, Milano

Nel 2015, il fondo d’investimento cinese Fosun acquistava Palazzo Broggi (oggi lo amministra attraverso la controllata portoghese Fidelidade), storico edificio affacciato su piazza Cordusio, già sede dell’ex del Credito Italiano. Nell’ambito di questa operazione è nato il progetto The Medelan, sviluppato dal Fondo Broggi e gestito da DeA Capital Real Estate SGR, che ha investito 100 milioni di euro per la ristrutturazione firmata dallo studio GLA. In realtà, i lavori hanno coinvolto ben tre palazzi collegati tra loro, risalenti a periodi diversi: l’ex palazzo del Credito Italiano, inaugurato nel 1901, progettato dagli architetti Luigi Broggi e Cesare Nava; l’edificio Magazzini Contratti del 1903, sempre a opera di Broggi; un’ala più recente, progettata nel 1960 da Giovanni Muzio. Destinazione d’uso finale: un polo a uso misto, tra uffici, retail, spazi dedicati al food and beverage, con grande impiego di tecnologia e strategie mirate di interior design per favorire il benessere psicofisico di chi trascorre buona parte della sua giornata fuori casa. Anche il progetto di ristorazione pronto a debuttare nel corso dell’estate all’ultimo piano (con terrazza panoramicissima) dell’edificio è improntato allo scopo. Horto porta per la prima volta a Milano la holding Mo-Food, nata intorno al pensiero gastronomico di Norbert Niederkofler, chef altoatesino promotore della filosofia Cook the mountain (sostenibilità delle materie prime, riuso, valorizzazione delle tipicità del territorio). Ingresso da via San Protaso, 5, e poi su verso il rooftop, ispirato nell’allestimento agli horti conclusi dei monasteri medievali, su progetto di Genius Loci Architettura e Raffaella Colombo per la progettazione del paesaggio. Arredi realizzati con materiali di recupero, dalle assi di vecchie botti di aceto per il pavimento ai tessuti riciclati per le divise dello staff. In cucina si muoveranno Stefano Ferraro (ex Noma, già dietro all’apertura di Loste in città) e Alberto Toè (in arrivo dalla brigata del St. Hubertus).

https://www.themedelan.com/
https://hortorestaurant.com/

5. CASA BAGLIONI CON CLAUDIO SADLER

In Between, Exhibition view at cantiere Casa Baglioni, Milano

A Brera, in via dei Giardini 21 (nel palazzo in stile Liberty che già fu quartier generale di Philipp Plein), il cantiere si è rivelato al pubblico in occasione dell’ultima Design Week, nell’allestimento al pian terreno pensato per ospitare la mostra In Between, con opere di Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Anne Imhof e Giulio Paolini, dalla Stefano Cecchi Trust Collection – Fondo per l’Arte (con la curatela di Iole Pellion di Persano). Per l’inaugurazione del nuovo hotel milanese della Collezione Baglioni (che dalla chiusura definitiva del Carlton, nel 2020, non è più presente in città), però, bisognerà aspettare la fine del 2022, quando il progetto firmato dallo studio di architettura Spagnuolo & Partners sarà completato. E il dialogo tra arte e design sarà il valore aggiunto dell’ospitalità a Casa Baglioni, ispirata dalle avanguardie artistiche della Milano degli Anni Sessanta (da Castellani a Bonalumi e Fontana), da cui gli architetti coinvolti hanno attinto a più riprese già in precedenti progetti. Tra i servizi per gli ospiti, un ristorante firmato da Claudio Sadler – accessibile anche per gli esterni – con cantina di design.

https://sadler.it/

6. L’NH HOTEL NELL’EX CHIESA DEL CRISTO RE

Nh Collection Milano CityLife

Il più singolare dei recuperi architettonici in città, peraltro già portato a compimento e inaugurato in occasione della Design Week, ci conduce all’interno di una imponente chiesa in stile neo-manierista edificata negli Anni Trenta, in zona Portello, lungo via Colleoni.
L’ex complesso religioso del Cristo Re, abbandonato molti anni fa, ospita ora un elegante hotel dell’NH Collection, che nel corpo principale della chiesa e nelle sue navate, su progetto dello studio Quattroassociati, ha ricavato gli spazi comuni della hall, ma anche alcune delle 185 camere e suite. L’intervento più scenografico si scopre sul tetto dell’edificio, dove ora sta una piscina con lounge bar. Gli altri spazi, dalle sale congressuali ai servizi di ristorazione, come pure la gran parte delle camere, hanno richiesto invece la costruzione di nuove strutture, accostate alla facciata. Per ora i servizi di bar e ristorante sono aperti solo agli ospiti interni ma a breve si apre a tutti, per l’ebrezza di mangiare in una (ex) chiesa.

https://www.nh-hotels.it/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI