Le nuove architetture da vedere a Basilea

Non solo Art Basel 2022. La città svizzera dei 12 Pritzker Prize ha recentemente ospitato il debutto della Settimana dell’architettura. Artribune c’era: ecco com’è andata e quali sono le novità più rilevanti da includere in un tour tutto dedicato all’architettura contemporanea di Basilea

Basilea è una città viva e in continuo divenire, costantemente delineata da nuove architetture in costruzione. Una di queste è l’attesissimo ampliamento della Fondation Beyeler, su progetto dello studio svizzero Atelier Peter Zumthor. Sebbene sul volume che sorgerà prossimamente a pochi metri dall’edificio di Renzo Piano le bocche restino ancora cucite, in qualsiasi periodo dell’anno Basilea non manca di offrire esperienze e novità a carattere architettonico. La più recente? L’esordio della ArchiteckturWoche Basel (la Settimana dell’architettura), in occasione della quale a metà maggio la capitale svizzera dell’architettura contemporanea ha spalancato le proprie porte a una serie di eventi sul tema Reale Räume (Spazi reali). Questa prima edizione ricca di eventi, talk, mostre e aperture straordinarie, grazie ai programmi di Open House e Open Office, deve probabilmente ancora trovare il proprio equilibrio tra la proposta e la propria pubblicizzazione: il vasto palinsesto è risultato a tratti difficilmente accessibile, forse anche in considerazione del taglio elitario di alcuni appuntamenti. Ci si aspetta che la cadenza biennale dell’evento dia la possibilità di elaborare una nuova strategia per la prossima edizione. Nell’attesa, ecco i nostri consigli per un viaggio a Basilea a tema architettura.

Sara Villani

https://www.myswitzerland.com/it-it/destinazioni/basilea/

1. IL NOVARTIS PAVILLON DI MICHELE DE LUCCHI

Il Novartis Pavillion con i pannelli accesi. Courtesy Novartis

Il 30 aprile 2022 è stato inaugurato il Novartis Pavillon firmato da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, vincitori del concorso del 2017. Affacciato sul Reno, il padiglione della casa farmaceutica è l’ultima chicca all’interno del masterplan progettato nel 2000 da Vittorio Lampugnani per Novartis. All’interno del Novartis campus trovano spazio edifici firmati da grandi architetti, tra cui i locali Herzog & de Meuron, Frank Gehry, Tadao Ando e Álvaro Siza.
Il nuovo padiglione è un esempio di come sostenibilità e tecnologia possano andare di pari passo: la struttura portante è interamente in legno e rivestita esternamente da una rete metallica in cui sono incastonati pannelli solari di forma romboidale che producono l’energia necessaria all’edificio. Il volume appare solido, ma leggero; gli elementi di facciata, che di giorno brillano riflettendo il cielo, la sera si illuminano grazie a dei led creando suggestivi giochi di luce. Con questo progetto la Novartis trova un punto di contatto con la collettività, cercando di portare le conoscenze mediche fuori dal nucleo degli esperti. Il piano terra ospita infatti spazi per eventi e incontri, un bar, i servizi e un hub dedicato ai più piccoli. Lo spazio è circolare e fluido e gli ambienti sono divisi da tendaggi. Salendo al piano superiore si raggiunge la mostra multimediale permanente Wonders of Medicine.

https://www.campus.novartis.com/en

2. IL (TEMPORANEO) BASEL PAVILLON DI DREISPITZ

L’area di Dreispitz. Sullo sfondo l’edificio Helsinki Dreispitz di Herzog & de Meuron. Photo Daniel Spehr

Il quartiere Dreispitz, posto al confine tra Basilea città e Basilea campagna, si è trasformato negli anni da zona industriale a quartiere residenziale e polo di formazione artistica. La metamorfosi del sito è ancora in atto e prenderà presto forma, in un’area di 51.270 metri qudrati di proprietà della Fondazione Christoph Merian, con il nuovo progetto Dreispitz nord. Disegnato da Herzog & de Meuron, avrà carattere residenziale, commerciale e universitario. Attualmente, il Dreispitz ospita anche il Basel Pavillon, la costruzione temporanea progettata dagli architetti Marta Colón de Carvajal e Juan Palencia (studio Isla) e posta lungo le rotaie ormai dismesse che conducevano allo scalo merci della città. Frutto di un concorso indetto ad hoc per la prima edizione della settimana dell’architettura, il padiglione è interamente costruito con materiali precedentemente utilizzati in altri edifici ed è esempio di come l’architettura possa essere veicolo di soluzioni sostenibili e legate all’economia circolare. Il padiglione è visitabile al Dreispitz fino al 30 settembre 2022.

https://architekturwochebasel.ch/

3. ARCHITETTURA GIAPPONESE E BARRAGÁN AL VITRA CAMPUS

Barragan Gallery. Courtesy Vitra Design Museum. Photo Mark Niedermann _ VG Bild Kunst Bonn 2022

Raggiungibile comodamente con i mezzi, il Vitra Campus dista circa mezz’ora dal centro città. Ad accogliere i visitatori a Weil am Rhein, già oltre il confine tedesco, da alcuni giorni non è solo la serie di edifici progettati dai vari Pritzker Prize, tra cui SANAA, Álvaro Siza e Zaha Hadid. È stata infatti recentemente ultimata la ricostruzione della Umbrella House di Kazuo Shinhoara, considerata un’opera chiave dell’architettura residenziale moderna giapponese.
Proprio in occasione della settimana dell’architettura 2022, il 14 maggio scorso il Vitra Design Museum ha lanciato due nuove mostre, entrambe con il focus sul colore e sulla ricerca.
Il primo – imperdibile – appuntamento è quello con la Barragán Foundation che dopo anni trova rifugio negli spazi Vitra disegnati da Dieter Thiel. L’incredibile risultato è frutto di un lavoro ventennale dell’architetta e ricercatrice Federica Zanco che, insieme al suo team, dal 1995 si è occupata di studiare e catalogare il materiale presente nell’archivio dell’architetto messicano Luis Barragán. Il progetto include un deposito per i documenti d’archivio, una sala di studio per ricercatori, e la Barragán Gallery, uno spazio espositivo che ospiterà a rotazione allestimenti per valorizzare pezzi dell’archivio dell’architetto sudamericano.

https://www.vitra.com/it-it/about-vitra/campus

4. TUTTA LA FORZA DEL COLORE NELLA COLLEZIONE VITRA

Color Rush, la mostra da Vitra. Courtesy Vitra Design Museum. Photo Mark Niedermann _ VG Bild Kunst Bonn 2022

La seconda mostra è Color Rush, curata dalla designer Sabine Marcelis. È visitabile fino a maggio 2023 presso il Vitra Schaudepot, il padiglione di Herzog & de Meuron che nel piano interrato ospita l’archivio del museo. L’allestimento non è solo un unitario e concreto gesto di catalogazione e ordine che vede esposti, divisi in nuance di colore, più di 400 pezzi di design della collezione Vitra. È soprattutto un omaggio all’uso del colore nel design attraverso gli stili e il tempo e un’attenta riflessione sulla centralità dei colori nella società che fa leva sulle personali sensazioni che le tonalità suscitano nel visitatore.

5. STUDIO LAN E L’ARCHITETTURA DI NAPOLI PROTAGOSTI AL S AM

Una delle sale della mostra Napoli Super Modern al S AM di Basilea. Photo credits Tom Bisig

Contestualmente alla settimana dell’architettura, è stata inaugurata al S AM la mostra Napoli Super Modern curata dagli architetti Benoit Jallon e Umberto Napolitano, dello studio italo-parigino LAN, che a Roma si è appena aggiudicato il concorso internazionale GRANDE MAXXI. Dopo essersi concentrati sulla Parigi del barone Hausmann, l’attività di ricerca dello studio si sposta su Napoli e le sue architetture moderne progettate tra il 1930 e il 1960.
La ricerca, prima di diventare una mostra, si concretizza nella pubblicazione Napoli Super Modern (edito da Parks book in inglese e da Quodlibet in italiano, entrambe del 2020). Spesso si è convinti di conoscere Napoli pur non avendola mai vista, basandosi su una serie di stereotipi riguardanti il cibo, l’informalità dei rapporti sociali, i suoni, le strade. La mostra Napoli Super Modern ci aiuta comprendere la città, i suoi abitanti e la sua architettura per quello che effettivamente sono, abbandonando i cliché. Assemblato attraverso fotografie, modelli, tende da scostare e un corto realizzato da Bêka e Lemoine, il lavoro di LAN è un tour guidato dal lungomare al Vesuvio, dai Quartieri Spagnoli a Posillipo, che permette una completa immersione nel capoluogo campano. Correlati alla mostra, aperta al 21 agosto 2022, sono una serie di eventi, con visite guidate, talk e tavole rotonde.

https://www.sam-basel.org/

6. DA OLGIATI A THUN: NOVITÀ ARCHITETTONICHE FRA INTERNI E SPAZIO PUBBLICO

La hall del Mövenpick Hotel di Basilea disegnata da Matteo Thun

A pochi passi dalla stazione ferroviaria svetta austera la torre dell’hotel Mövenpick, progettata dallo studio Miller&Maranta, con gli interni di Matteo Thun. I suoi 24 piani attraggono a sé fino alla piazza, in cui si erge affiancato da altre due firme svizzere. I due edifici, che insieme all’hotel disegnano lo spazio pubblico, contengono uffici del gruppo assicurativo Baloise. Il primo, progettato dallo studio Diener&Diener, si affaccia sulla piazza con una facciata in cui la rigidità dei marcapiani orizzontali in calcestruzzo è ammorbidita dall’uso del vetro curvo; di lato, più recente e in cemento rosso e vetro, trova posto l’edificio di Valerio Olgiati, esempio lampante di quell’ordine e rigore tipici dell’architettura elvetica contemporanea. Tra le altre novità architettoniche, sempre ideato dallo studio Miller&Maranta, è il recentissimo housing di Hardstrasse, inaugurato nell’autunno del 2021 e subito inserito nel programma di Open House: il “vestito metallico” della sua facciata non dà a intendere il carattere brutalista degli interni.

https://www.movenpick.com/

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Sara Villani
Architetto. Nasce a Cuneo in un sabato di maggio del 1994 e dopo aver terminato Liceo Classico si trasferisce in Svizzera. Si laurea all’Accademia di Architettura di Mendrisio (AAM) in cui ha la possibilità di frequentare gli atelier di architetti dal valore internazionale. Tra il 2015 e il 2016 stanca della Svizzera scappa per un anno a Lisbona e oltre a lavorare in uno studio di progettazione si innamora della lingua e della cultura del posto. È appassionata dell’architettura e del design del secondo Novecento, ma oltre a questo ama l’arte, il cinema, il buon cibo e leggere libri (meglio se di Saramago).