Ritorna Open House Milano. Tour tra 6 architetture del distretto NaPa

Torna nel 2021 Open House Milano. Due giorni per scoprire il patrimonio architettonico più segreto e mai aperto al pubblico di Milano. Qui il suggerimento di un tour a NaPa, ovvero il nuovo distretto creativo che sta nascendo attorno al Naviglio Pavese

Entrare in luoghi solitamente non accessibili al pubblico: da sei anni Open House porta il pubblico alla scoperta del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo. L’edizione  milanese del 2021 si svolge nel week end dal 25 al 26 settembre e traccia un itinerario tra l’archeologia industriale cittadina fino alla Chiesa Rossa, nota per l’intervento di Dan Flavin, realizzato nel 1997 grazie a Fondazione Prada. Ecco una mappa nel distretto di NaPa (Naviglio Pavese) dei luoghi da visitare oltre ai tanti sparsi in città.

1. ALTAVIA ITALIA

Esterno serale Altavia Italia

Un’ex riseria, di caratteristica tipologia industriale, ampliata nel 1937 si affaccia, per un solo lato, sull’alzaia del Naviglio Pavese. Il fronte maggiore è prospiciente il cortile interno sul quale sorgono una palazzina residenziale del 1935 e altri edifici di minor importanza nati negli anni successivi. Il progetto è stato portato avanti in diverse fasi a partire dal 2000, ha mantenuto le caratteristiche tipologiche dell’edificio. Sono stati conservati i vecchi solai in ferro e legno, i serramenti in ferrofinestra e il caratteristico open space dello spazio industriale. All’interno trova spazio la sede di un’importante agenzia di comunicazione e publishing. Negli interni si è voluto preservare molto il carattere industriale dello spazio, valorizzando la pavimentazione originale in legno e creando isole di lavoro con il semplice posizionamento di scaffalature metalliche e setti in compensato ad altezza ribassata. L’espansione-integrazione dei corpi annessi all’edificio principale, che ospitano il ristorante Distreat tendono alla riconferma della caratteristica industriale del luogo con l’utilizzo di serramenti in alluminio, ma con un disegno che richiama i tradizionali profili in ferro, per creare uniformità tra i diversi edifici, ricostruendo una corte interna protetta utile per le diverse attività della realtà di Altavia. Lo spazio nel complesso si caratterizza come un punto di incontro e ritrovo per la comunità del quartiere in tutto l’arco della giornata.

2. FARM 65

Farm65

La cartiera nasce per volontà dell’imprenditore Ambrogio Binda nel 1857 e, nel secolo successivo, diviene una delle maggiori cartiere italiane. Accanto, sorgerà addirittura un villaggio con scuola, farmacia, forno per il pane, spaccio alimentare, medico, levatrice e una chiesa. La fabbrica originale aveva uno sviluppo orizzontale e constava di un unico corpo centrale a più piani, con tetto a terrazza. Il nucleo storico si estendeva a forma di quadrilatero attorno ad un cortile interno e ampi finestroni su tutti i lati dei corpi di fabbrica immettevano luce all’interno dei reparti di produzione. La fabbrica per un secolo diviene una delle principali cartiere a livello nazionale, fino ad arrivare alla seconda metà degli anni Novanta, quando i cancelli della Cartiera Binda chiudono definitivamente. Nell’ambito di un programma integrato di Intervento di promozione della “qualità urbana”, intesa come realizzazione di un intervento significativo per integrazione di funzioni e miglioramento del contesto urbano ed ambientale, l’area viene totalmente riqualificata. Il progetto, curato da Andrea Balzani, Amedeo Barbieri e Andrea De Maio, prevede sia il recupero di alcuni edifici storici sia la costruzione di nuove residenze. Gli edifici di fine Ottocento, che verranno recuperati secondo le loro originarie caratteristiche e destinati a residenze, commercio e artigianato, legate alla valorizzazione dei Navigli e del Parco Sud. All’interno degli spazi che una volta ospitavano la mensa della cartiera, e con affaccio diretto all’Alzaia si trova ora Farm65, un hub culinario, un luogo in cui si promuovono esperienze di convivialità intorno alla cultura enogastronomica.  La modernità e l’innovazione dei componenti d’arredo necessari, come le cucine isola, sono fortemente in armonia con lo spirito originale del luogo e ne preservano le caratteristiche.

3. MOTELOMBROSO

Motelombroso

Un’ex casa cantoniera sul Naviglio Pavese, recuperata e ripristinata, ora ospita un innovativo ristorante. Un’oasi di silenzio, avvolta in un giardino e nascosta dalla strada. Il progetto di ristrutturazione ha tenuto in conto le esistenze e ha voluto mantenere e valorizzare il carattere originale della casa. Nelle stanze al primo piano, sotto gli strati di vernice si possono ancora ammirare alcuni affreschi e trame realizzate dai precedenti proprietari. a Motelombroso design, estetica moderna e antico si intrecciano con stile unico. Nel corso della visita si potrò conoscere e approfondire la storia del luogo e la sua trasformazione.

4. ABOUT_FUCINA ORAFA

About Fucina Orafa

Un vecchio opificio in prossimità del corso del Naviglio, si è trasformato in una fucina orafa, un laboratorio e spazio di condivisione dove orafi e designer possono lavorare, insegnare ed imparare all’insegna della condivisione e della partecipazione.​ La fucina orafa si articola nelle diverse stanze, dall’officina, cuore del laboratorio, qui infatti si trovano tutti gli strumenti utili a realizzare i gioielli in metallo e cera; allo studio e biblioteca, che ospita corsi e workshop, e dove si trovano i banchetti orafi disegnati dalle 3 ideatrici del progetto.

5. CHIESETTA ROSSA

Chiesa Santa Maria alla fonte

L’attuale Chiesa di S. Maria alla fonte in Chiesa Rossa, monumento nazionale, risale al X secolo con una lunga storia tra splendore e totale abbandono, avendo subito nel corso dei secoli danni plurimi sia per causa di eventi naturali che per lavori di restauro non appropriati. In epoca moderna, il primo intervento di recupero avviene solo nel 1894 con Luca Beltrami, membro della Commissione regionale Conservatrice dei Monumenti, che permise la riapertura al pubblico. La chiesa è anche esempio di attivismo civico: quando a seguito del blocco dei lavori di restauro del 1966, un gruppo di cittadini, preoccupati per il degrado inevitabile dovuto all’abbandono del complesso, si costituì nel Comitato Cascina Chiesa Rossa, che attuò varie pressioni nei confronti dell’Amministrazione pubblica, per ottenerne i necessari interventi di restauro, che si conclusero definitivamente nel 2003. Nel corso della visita sarà possibile approfondire la storia e la bellezza di questo luogo, così ricco di aneddoti e testimonianze del passato.

6. SANTA MARIA ANNUNCIATA IN CHIESA ROSSA

Chiesa Rossa

La costruzione di S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa, delizioso edificio di carattere religioso, fu iniziato dall’ingegnere Franco Della Porta, tuttavia l’incarico fu proseguito e terminato dall’architetto Giovanni Muzio. Edificata nel 1932, fu completata solo nel 1960 per quanto riguarda il pronao (l’atrio del tempio). La chiesa, in mattoni, è caratterizzata dalla pianta a croce latina e una da navata centrale coperta da una volta a botte. Un ulteriore particolarità che contraddistingue la struttura è lo scarno linguaggio e la rigorosa geometria d’insieme. Al suo interno si trova l’installazione d’arte contemporanea “Untitled” di Dan Flavin (1996), ultimo progetto dell’artista appositamente ideato per l’illuminazione della Chiesa, donato alla fine del 1997 dalla Fondazione Prada alla parrocchia.

La chiesa sarà aperta per la visita notturna dell’installazione (senza visite guidate) dalle ore 19.00 fino alle 20.30 di sabato e domenica.

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