Architettura da scoprire. Lo studio catalano unparelld’arquitectes

Eduard Callís e Guillem Moliner sono i fondatori dello studio di architettura unparelld’arquitectes, finito nella lista stilata da Domus fra i 10 migliori interventi del 2020. Ecco chi sono e cosa fanno.

Nella classifica dei 10 migliori interventi del 2020 pubblicata da Domus lo scorso dicembre figurava, fra le residenze nel gallaratese del maestro Álvaro Siza e l’ultimo museo di Steven Holl a Houston, anche una curiosa scenografia urbana nel centro di Olot, cittadina nel cuore della Catalogna. A firmarla è lo studio locale unparelld’arquitectes, che, con “scene radiose, capaci di attivare gli spazi, raccontare nuove storie e costruire atmosfere”, sta rivoluzionando “i confini tra infrastruttura e decorazione, tra sfera domestica e pubblica, tra città e giardino”.

LE STANZA ALL’APERTO DI UNPARELLD’ARQUITECTES

Un’indagine che Eduard Callís (1977) e Guillem Moliner (1979) inaugurano nel tessuto residenziale dell’entroterra catalano, dove, con l’ingegnoso inserimento di “stanze all’aperto” – logge, terrazze e corti –, aprono gli spazi domestici verso le montagne della Garrotxa e l’azzurro intenso del cielo. Interventi sensibili ai luoghi e a chi li vive, che ricevono l’attenzione tanto della comunità architettonica spagnola quanto delle municipalità locali, offrendo agli architetti l’occasione di ripensare i punti d’incontro fra dimensione privata e spazio pubblico.
Come nel complesso sportivo di El Morrot, in cui un’agorà racchiusa da portici moltiplica le occasioni di relazione dei giovani giocatori e delle loro famiglie. O nel quartiere di Sant Miquel, dove la semplice aggiunta di un tappeto di vernice e di decorazioni dai pattern geometrici ridona alla piazza deteriorata l’originaria veste di infrastruttura comunitaria, teatro di attività economiche e sociali, celebrazioni e giochi. Accoglienti, funzionali e dai costi ridottissimi, le stanze per la socialità di unparelld’arquitectes figurano per ben due edizioni nella shortlist del Simon Architecture Prize.

unparelld'arquitectes, Dressing up the Square, Olot. Photo © La Comarca d'Olot
unparelld’arquitectes, Dressing up the Square, Olot. Photo © La Comarca d’Olot

IL LAVORO DI EDUARD CALLÍS E GUILLEM MOLINER NELLE PIAZZE DI OLOT

Nel 2018, con il piano di recupero delle piazze di Olot, l’architettura di Callís e Moliner raggiunge la scala urbana. Nella prima fase, lo studio riattiva il piccolo vuoto lasciato da una demolizione, trasformando il muro di partizione residuo in una scenografica sequenza di volte, con nicchie e decorazioni che mimano la vita domestica perduta. Celebrata dalle riviste di settore e shortlisted ai Dezeen Awards, la magnetica convergenza tra sfera pubblica e privata di Can Sau vale al duo la candidatura allo AR Emerging Architecture Award.
In attesa dei risultati, prosegue l’attività di unparelld’arquitectes nel centro storico di Olot, con “la riqualificazione delle restanti piazze, la nuova sede di una cooperativa e un’installazione per il Festival delle luci”, racconta lo studio ad Artribune. “Vogliamo sempre più promuovere città le cui facciate non sono confini insormontabili e le camere, le cucine, i soggiorni sono la continuazione dei parchi, delle strade e delle piazze. Così da dare vita a una città più accogliente, più socievole, a uno spazio pubblico più domestico”.

‒ Marta Atzeni

www.unparelldarquitectes.cat

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #58

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.