Abbiamo visitato in anteprima la Casa do Cinema Manoel de Oliveira, inaugurata nella città di Porto e diretta da António Preto. Un luogo speciale che raccoglie e preserva la lunga storia del grande e instancabile regista portoghese scomparso nel 2015.

Manoel Cândido Pinto de Oliveira ha dedicato con passione più di ottanta dei suoi 106 anni al cinema ‒ il suo primo documentario, Douro, Lavoro fluviale, è del 1929, con la première nel 1931 e l’ultimo, The Old Man of Belem, è del 2015, anno della sua morte ‒, attraversandone, tecnicamente, esteticamente e concettualmente, tutte le trasformazioni. Tanti i premi e i riconoscimenti internazionali che gli sono stati attribuiti, tra cui due Leoni d’Oro alla carriera al Festival del Cinema di Venezia e la Palma d’Oro alla carriera al Festival di Cannes. L’importante e preziosa eredità di uno dei più straordinari registi della sua generazione a livello mondiale è ora conservata nella sua città natale, Porto. Immersa nello splendido e curatissimo parco che ospita già il Museo Serralves progettato da Álvaro Siza e diretto da aprile da Philippe Vergne, arrivato dal MOCA di Los Angeles, la nuova Casa do Cinema Manoel de Oliveira è composta da un vecchio garage riconvertito e da un nuovo edificio firmato sempre da Siza. Come molte delle costruzioni dell’architetto portoghese, premio Pritzker nel 1992, il nuovo spazio si integra armoniosamente al contesto. Il tetto è rivestito da fogli di zinco, il bianco della struttura è accecante e all’interno, grazie ad ampie finestre e porte finestre, domina la luce naturale amplificata dai chiari pavimenti in granito. Le linee sono rigorose, minimali e la vista sul parco dalla sala centrale è mozzafiato.

UN LUNGO ITER

Tutto è cominciato il 20 aprile 2009 quando Manoel de Oliveira ha siglato un primo protocollo con la Fondazione Serralves ‒ che quest’anno festeggia trent’anni ‒, che aveva ospitato un anno prima una sua grande retrospettiva in occasione del centenario della sua nascita, donando alla fondazione il suo archivio. Nel 2013 è stato firmato un secondo accordo che stabiliva gli obiettivi e la struttura. Il progetto è stato discusso personalmente dal regista con l’architetto Álvaro Siza che lo ha firmato e la costruzione è cominciata nel gennaio 2018. “Ho parlato a lungo con Oliveira di questa casa”, ci racconta il neo direttore António Preto a poche ore dalla cerimonia ufficiale d’inaugurazione, “che per lui era molto importante. Abbiamo sempre discusso a lungo dei suoi film, dei suoi progetti. Per me era un amico. Aveva anche l’idea di girare un documentario sull’architetto e sulle varie fasi della realizzazione, e integrare la Casa Do Cinema nel film. Purtroppo è scomparso e non è stato più possibile farlo.

Casa do Cinema Manoel de Oliveira. Una delle sale espositive nel sottotetto del vecchio garage di Villa Serralves riconvertito
Casa do Cinema Manoel de Oliveira. Una delle sale espositive nel sottotetto del vecchio garage di Villa Serralves riconvertito

L’ARCHIVIO E GLI SPAZI

La Casa do Cinema Manoel de Oliveira preserva l’intero archivio del regista con numerosi documenti, lettere, sceneggiature, foto di riprese, appunti, film, dialoghi dei film e la sua biblioteca privata al completo. Così come i cimeli e i premi che il regista ha ricevuto e raccolto nel corso della sua carriera. “Al momento” ‒ ci dice Preto ‒ “stiamo digitalizzando e catalogando tutto il materiale conservato. L’archivio è aperto al pubblico, su prenotazione, e aspettiamo l’arrivo di ricercatori interessati ad approfondire la storia del regista”. Il vecchio garage di Villa Serralves ‒ commissionata, insieme al parco circostante, dal Conte di Vizela Carlos Alberto Cabral sul terreno della residenza estiva della sua famiglia, costruita tra il 1925 e 1944 e considerata uno straordinario esempio di edificio Art Déco portoghese e dal 2012 Monumento Nazionale ‒ è stato riconvertito e ospita due gallerie espositive, una biblioteca e gli uffici. La nuova ala invece ha un auditorio da 59 posti, l’eccezionale archivio, una sala studio e un ampio spazio che da settembre sarà dedicato a programmi educativi, con strumenti e dispositivi cinematografici per un pubblico di tutte le età.

LE MOSTRE INAUGURALI

La nuova Casa do Cinema Manoel de Oliveira ospita una mostra documentale con una selezione dal ricchissimo archivio di documenti, scritti, ritratti del regista, premi e un’esposizione temporanea interamente dedicata alla rappresentazione della casa nel suo cinema. “La casa” ‒ ci spiega Preto ‒ “è un soggetto trasversale che ricorre in tutta la sua opera. Nel 1982 Oliveira ha girato un film documentario intitolato “Visit or Memories and Confessions”. In quel momento stava lasciando la sua casa, esempio dell’architettura domestica modernista a Porto, e ha deciso di girare questo film in cui parla della sua vita personale e fa riflessioni sul cinema, anticipando molti dei suoi futuri progetti. A quel tempo aveva già 73 anni. È un film testamentario perché ha voluto che fosse presentato solo dopo la sua morte. Ma è stato anche un film profetico. Ci sono tre copie di questo film. Una era stata inviata a Sorrento, una alla cineteca portoghese e un’altra a Parigi alla cineteca francese. È un film molto particolare, tutto girato intorno alla sua abitazione e alla rappresentazione cinematografica della casa”.

Álvaro Siza
Álvaro Siza

IL FUTURO

La Casa do Cinema Manoel de Oliveira è al contempo un omaggio al regista e un luogo dove riflettere sul linguaggio cinematografico contemporaneo, avendo come punto di riferimento il lavoro del regista portoghese che ha solcato tutte le trasformazioni e le innovazioni nel cinema. Uno spazio, secondo il direttore “in cui avere una prospettiva storica sul cinema, vivere il cinema del presente e immaginare scenari e immagini del futuro”. Qui si svolgeranno programmi cinematografici, conferenze, retrospettive filmiche a tema o monografiche e saranno ospitate mostre di altri autori. La prossima, prevista per novembre, sarà dedicata al regista franco-americano Eugène Green.

Daniele Perra

www.serralves.pt/pt/actividades/casa-do-cinema-manoel-de-oliveira-inauguracao/

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AutoreÀlvaro Siza
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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.