Scalo Romana a Milano. Il Villaggio Olimpico sarà progettato da SOM

Il progetto sarà guidato dagli architetti Skidmore, Owings & Merrill (SOM), il grande collettivo di architetti, designer, ingegneri e progettisti, e sarà all’insegna della sostenibilità, con soluzioni a impatto zero. E dopo le Olimpiadi il Villaggio diventerà studentato. Qui alcune immagini

Villaggio Olimpico Milano progettato da SOM a sinistra la Torre A2A a destra Fondazione Prada
Villaggio Olimpico Milano progettato da SOM a sinistra la Torre A2A a destra Fondazione Prada

Proseguono i lavori di preparazioni in vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, che porteranno a un mutamento sostanziale dell’area sud del capoluogo lombardo, con la creazione del nuovo Scalo di Porta Romana affidato al team Outcomist, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati e Arup. Secondo il Masterplan aggiornato, che ha passato il vaglio di una consultazione pubblica aperta alla cittadinanza, lo Scalo verterà sul Parco Romana, che includerà una “eco-zone” (corridoi verdi con servizi pubblici come aree sportive, aree bambini e orti urbani), e una foresta sospesa sopra ai binari. L’intero progetto rientrerà nei parametri previsti dal Pnrr sulla transizione ecologica, e si ergerà a modello di sostenibilità nella riqualificazione urbana.

SOM Villaggio Olimpico Milano
SOM Villaggio Olimpico Milano

IL VILLAGGIO OLIMPICO DI SCALO ROMANA E LA SUA FUTURA RICONVERSIONE

Dentro al mega progetto ci saranno poi una serie di sottoprogetti. A firmare il Villaggio Olimpico – che sarà realizzato da COIMA SGR, Covivio e Prada Holding – sarà lo studio Skidmore, Owings & Merrill – SOM, classificatosi peraltro secondo al concorso per il Masterplan generale. Lo studio di ingegneria, architettura e pianificazione urbanistica statunitense, fondato a Chicago negli anni Trenta, è uno dei più grandi al mondo; affermatosi come leader nella progettazione dei grattacieli seguendo l’International Style, ha firmato nel tempo oltre 10.000 progetti, come la Lever House di New York, il John Hancock Center e la Sears Tower di Chicago. Il progetto milanese, emerso per il dialogo e l’apertura nei confronti del resto del complesso e delle porzioni limitrofe della città, costituirà il primo tassello del grande progetto di rigenerazione urbana di Scalo Porta Romana e sarà consegnato a luglio 2025 in tempo per i giochi. Il suo assetto prevedrà edifici più bassi e diffusi (esteticamente ricordano le fabbriche di cui la zona era piena) e sarà integrato con servizi per accogliere la città e offrire numerosi spazi a disposizione del pubblico. Posizionata nel quadrante sud ovest dello scalo, la superficie di circa 60.000 mq sarà dedicata all’accoglienza degli atleti fino al termine delle Olimpiadi Invernali 2026, per poi essere riconvertita – entro i quattro mesi dalla fine delle competizioni – in uno student housing dotato di circa 1000 posti letto e con servizi rivolti agli studenti. L’Olympic Village Plaza, invece, diventerà la nuova piazza del quartiere, sulla quale si affacceranno negozi ed esercizi commerciali, e nella quale si potranno svolgere mercati contadini ed eventi. Un’operazione di rigenerazione urbana pensata complessivamente in termini di “outcome investing” con l’obiettivo di contribuire a un impatto sociale positivo nell’intera comunità. Da segnalare che gli edifici, immaginati con dei terrazzi in sharing come le antiche case di ringhiera milanesi, prevedono anche il recupero degli storici spazi industriali della zona, noti per essere stati fotografati dal grande Gabriele Basilico.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.