La biennale Manifesta 14 a Pristina. Sarà Carlo Ratti a condurre lo studio preliminare sulla città

Come già accaduto per le precedenti edizioni di Palermo e Marsiglia, anche per la prossima tappa a Pristina Manifesta ha commissionato un’analisi urbanistica come strumento per costruire la biennale e per delinearne i possibili sviluppi urbanistici e sociali

Manifesta 14 Prishtina local team © Qazim Gashi Manifesta 14 Prishtina
Manifesta 14 Prishtina local team © Qazim Gashi Manifesta 14 Prishtina

Sarà lo studio di architettura italiano Carlo Ratti Associati in collaborazione con MIT’s Senseable City Lab di Boston (diretto da Carlo Ratti, progettista, insieme a Italo Rota, del Padiglione Italiano per Expo Dubai) a redigere lo studio preliminare commissionato dalla biennale d’arte contemporanea itinerante Manifesta sulla città di Pristina in Kosovo, sede della 14esima edizione della kermesse che si terrà nel 2022. Quella di affidare a uno studio di architettura il compito di analizzare i tessuti – spesso stratificati – urbanistico, sociale e culturale delle città che si accingono a ospitarla è un modus operandi che Manifesta ha introdotto a partire dalla sua 12esima edizione, tenutasi a Palermo: in quella occasione, a redigere lo studio preliminare che ha poi preparato il terreno su cui è stata costruita la biennale è stato lo Studio OMA; mentre per la 13esima edizione, tenutasi nel 2020 a Marsiglia, questo compito è stato affidato all’architetto Winy Maas, tra i fondatori dello studio MVRDV di Rotterdam.

LE NUOVE SFIDE DI MANIFESTA

“La vita oggi sembra essere sempre più imprevedibile e gli attuali dibattiti dei media mostrano un futuro incerto minacciato dalla polarizzazione, dalla disgregazione, dal caos climatico e dalla crescente disuguaglianza economica e dall’impatto della pandemia COVID-19. Le lotte per l’uguaglianza e i nuovi movimenti attivisti hanno motivato Manifesta a trasformare il modo di lavorare, concentrandosi su un programma più impegnato socialmente e sostenibile”, spiega Hedwig Fijen, direttrice e fondatrice di Manifesta. “Ciò significa che lavoriamo con urbanisti, architetti, ecologisti e designer accanto ad artisti e creative mediator per fare di Manifesta un momento di partecipazione più diversificata, democratica, a partire dalle voci delle comunità locali”. La sfida di Manifesta nel penetrare nelle dinamiche del mondo contemporaneo dunque continua, e ai cambiamenti geopolitici che osserva ormai da oltre vent’anni si aggiungono adesso i mutamenti culturali, sociali ed economici che la pandemia sta apportando a livello globale.

LO STUDIO SU PRISTINA CONDOTTO DA CARLO RATTI

“Lungi dal rendere le città obsolete, la pandemia ha sbloccato un potenziale sempre più ampio di rinascita, ciò che l’economista Joseph Schumpeter ha chiamato ‘distruzione creativa’ su scala urbana”, spiega Carlo Ratti“La crisi ha lasciato ai governi poca scelta se non quella di adottare un approccio frenetico, per tentativi ed errori. Le straordinarie innovazioni emerse in materia di pedonalizzazione, spazio pubblico, alloggi a prezzi accessibili e zonizzazione dinamica evidenziano il potere dei circuiti di feedback positivi che arrivano dai cittadini. Siamo all’inizio di una nuova era di innovazione urbana partecipativa, che è al centro di ciò che esploreremo a Pristina con Manifesta 14”. In condivisione con la visione urbana di Carlo Ratti Associati e basandosi su una metodologia “dal basso verso l’alto”, Manifesta ha deciso, come accaduto a Marsiglia, di realizzare laboratori di consultazione con cui coinvolgere i cittadini. I laboratori saranno guidati dallo Studio L A, cofondato dall’architetta bosniaca-olandese e cofondatrice dello Studio L A Arna Mačkić e dall’architetta olandese Lorien Beijaert.

– Desirée Maida

www.manifesta.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.