DICHO, il padiglione interconnesso tramite Twitch con la Biennale di Architettura di Tbilisi

All’interno della Triennale di Milano il collettivo (ab)Normal ha realizzato un padiglione interconnesso con la Biennale di Architettura di Tbilisi 2020 tramite Twitch. Il racconto di un’esperienza sperimentale, tra reale e digitale

Padiglione DICHO - Piercarlo Quecchia DSL studio
Padiglione DICHO - Piercarlo Quecchia DSL studio

Progettato da (ab)Normal per la Biennale di Architettura di Tbilisi 2020, il padiglione DICHO ha animato il programma della Triennale di Milano dal 18 ottobre al 4 novembre scorso. In un periodo di grande incertezza che sta colpendo soprattutto gli spazi museali e le manifestazioni culturali, DICHO ha promosso il dialogo virtuale, un «non-stop streamed dialogue between Milan and Tbilisi on the entanglements of physical and digital cultures», proponendosi come un luogo non-luogo dove organizzare talk riprodotti in streaming tramite il canale Twitch e accessibili a tutti. Il collettivo ha progettato un prototipo di padiglione che è stato realizzato sia per la Triennale di Milano che per la Biennale di Tbilisi, città in cui è stato posizionato nella Stazione inferiore della funivia di Mtatsminda. 

IL PROTOTIPO DI UNO SPAZIO NEUTRALE

DICHO è stato uno spazio dincontro cucito su misura delle nuove forme di imprenditoria digitale. La creazione di valore basato sullo sfruttamento della vita privata e sullutilizzo spasmodico di dispositivi mobile contrappone, al fisiologico bisogno di abitare uno spazio, la compresenza disturbante di un nuovo habitat domestico compresso nellinterfaccia ed esploso nellinfrastruttura della rete. In risposta alla perdita di influenza dello spazio domestico, (ab)Normal ha promosso il prototipo di uno spazio neutrale e, per tale caratteristica, flessibile nell’acquisire qualsiasi sembianza. Una superficie a scomparsa cromatica, dove rigenerare qualsiasi sfondo lo user necessiti per raccontare la propria versione della realtà. L’installazione ha messo in evidenza il carattere universale e omogeneizzante dello spazio digitale. Due piccole infrastrutture con superfici a scomparsa cromatica, dislocate a Milano e Tbilisi, hanno costituito lo spazio di confronto tra giovani spatial designer e le nuove figure di content creators digitali, Streamers o youtubers.

Padiglione DICHO - Piercarlo Quecchia DSL studio
Padiglione DICHO – Piercarlo Quecchia DSL studio

TALK, DJ-SET E VIDEO NEL PROGRAMMA

Coinvolti nel programma di talk molti protagonisti della scena architettonica italiana e internazionali: 2050+ ad Alvar Aaltissimo, da Forgotten Architecture a Covid Room, da Dank Lloyd Wright a Captcha, Parasite 2.0, Naomi Accardi, Young Agamben e tanti altri. I temi che sono stati toccati sono molteplici e sempre legati a una rilettura delle discipline in chiave virtuale. Elettra Fiumi, regista e figlia di Fabrizio Fiumi del gruppo radicale 9999, ha intervistato in diretta su Twitch Gian Piero Frassinelli (Superstudio) e Stefano Boeri, in qualità di architetto e Presidente della Triennale di Milano. Naomi Accardi e Bianca Felicori hanno dialogato con (ab)Normal sul futuro del calcio e delle infrastrutture sportive dopo la pandemia. Covid Room e Frankeeno con The Pleasure Paradox hanno proposto un dj-set con takeover. Il collettivo Captcha ha realizzato un video ispirato a The Sims dove le protagoniste sono le influencer Chiara Ferragni e Kim Kardashian West. Due i talk coordinati da Forgotten Architecture, dedicati all’architettura nei video (t)rap italiani, coinvolgendo i registi Federico Merlo, Attilio Cusani, Francesco Lettieri, Martina Pastori, Edoardo Carlo Bolli, Enea Colombi, Theodor Guelat e i The Astronauts.

NELLE PAROLE DEI CURATORI

DICHO è avulso da ogni luogo fisico, non ha una correlazione diretta con un contesto, può essere collocato alinterno di uno spazio domestico così come in una radura. Nel caso specifico della Biennale di Architettura di Tbilisi, creare due padiglioni identici, uno a Milano e uno a Tbilisi, ci ha permesso di creare una sorta di connessione invisibile tra le due città”, raccontano Marcello Carpino, Mattia Inselvini, Davide Masserini e Luigi Savio di (ab)Normal che considerato questa esperienza come «un punto di partenza per la ricerca di una nuova tipologia di domesticità». E, in relazione ai due padiglioni, aggiungono che entrambi “mettono in risalto ed estremizzano quello che negli ultimi anni sta diventando una realtà quotidiana per molte persone, ovvero la creazione di contenuto digitale – banalmente dal ragazzo che gioca a Fortnite, allimprenditore che fa una Zoom videocall con un cliente dal salotto di casa”.

Bianca Felicori 

https://www.twitch.tv/abnormal_story

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.