Apre al pubblico la residenza dell’architetto e designer Eliot Noyes

Su iniziativa di Abby Bangser, fondatrice di Object & Thing, e in collaborazione con la galleria di New York Blum & Poe e con la galleria Mendes Wood DM di San Paolo, la residenza apre al pubblico con una mostra permanente di arte contemporanea e design. Ma chi era Eliot Noyes?

Uno scorcio della residenza di Noyes nel Connecticut
Uno scorcio della residenza di Noyes nel Connecticut

Architetto e designer industriale, Eliot Fette Noyes (Boston, 1910 – New Canaan, 1977) completò nel 1955 la residenza dove avrebbe trascorso il resto della sua vita. Con le sue ampie vetrate che dal pavimento toccano il soffitto, le pareti in pietra locale, le linee asimmetriche e un giardino ispirato all’armonia dell’Antica Grecia e dell’Antico Oriente, l’edificio è un punto di riferimento dell’architettura modernista americana.  

LA STORIA DELLA DIMORA DI ELIOT NOYES, TRA CASA E MUSEO

A lungo questo luogo è stato anche una sorta di museo privato, poiché ospitava la vasta collezione d’arte di Noyes, che includeva opere di Matisse e Picasso e la famosa scultura Black Beast II di Alexander Calder, oggi al MoMA. In questo spirito Abby Bangser – fondatrice e direttrice artistica della fiera newyorkese Object & Thing – ha voluto ricreare l’idea di una casa-museo, aperta però al dialogo con artisti contemporanei, attentamente selezionati fra coloro e in grado di dialogare con le atmosfere dell’edificio. Ad esempio, sono stati coinvolti Aaron Aujla e Ben Bloomstein, fondatori di Green River Project LLC, che hanno realizzato appositamente un tavolino da caffè, e relative sedie, in legno di pino, nel rispetto dell’attenzione che Noyes aveva per materiali locali e naturali. La mostra, che comprende circa 80 opere, vuole appunto essere un omaggio al Noyes collezionista e creativo.

I PROGETTI DI ELIOT NOYES, ARCHITETTO E DESIGNER 

Come architetto, Noyes aveva una formazione europea, ben radicata nella lezione di Walter Gropius (di cui fu allievo e collaboratore), di Marcel Breuer e di Le Corbusier. Il suo “credo” si riassumeva nella semplicità della forma e nell’utilizzo di materiali che fossero il più possibile naturali, in modo che i suoi edifici fossero parte di un ambiente e capaci di adattarsi alle sue caratteristiche fisiche e, per questo, ogni regione degli USA avrebbe dovuto avere edifici diversi, in base al clima. Per queste sue teorie è stato uno dei membri più influenti del gruppo degli Harvard Five, attivo nel Connecticut. Non meno importante fu la sua carriera nel campo della creatività industriale poiché, tra la fine degli anni Cinquanta fino alla scomparsa, Noyes collaborò come direttore del design per importanti compagnie come IBM, Mobil Oil, Westinghouse, progettando, ad esempio, la macchina da scrivere IBM Selectric, ma anche il primo programma di progettazione aziendale, nonché l’arredamento degli uffici. Per Mobil Oil, invece, ideò il design delle stazioni di servizio, e in particolare delle pompe di benzina. 

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.