Lo stato di salute degli edifici Bauhaus in una mostra a Savona. Le foto di Hans Engels

54 immagini scattate in sei diversi paesi del mondo raccontano gli edifici realizzati dalla scuola movimento fondata da Walter Gropius dal 1919 ad oggi. In che condizioni si trovano?

Foto Hans Engels Kornhaus Tavern, Dessau, 1929 by Carl Fieger
Foto Hans Engels Kornhaus Tavern, Dessau, 1929 by Carl Fieger

Inaugura a Savona una mostra dedicata al Bauhaus, nel centenario dalla nascita della scuola fondata a Weimar da Walter Gropius. A promuoverla l’Ordine degli Architetti e il Museo della Ceramica cittadino insieme ad un network culturale italo-tedesco nel quale figura naturalmente il Goethe Institut. Protagonista è il fotografo Hans Engels che da anni sta conducendo una ricerca sugli edifici Bauhaus oggi, raccolti in 54 immagini scattate in 6 diversi paesi europei. Una mappatura, quella proposta a Savona, che mostra non i fasti del movimento di idee per un design etico, razionale, funzionale e moderno, quanto le attuali condizioni a volte positive, a volte no, delle architetture progettate allora. “La finalità di questa esposizione è documentare in uguale misura sia gli aspetti conosciuti del Bauhaus sia quelli dimenticati, mostrando le opere ristrutturate e quelle andate in rovina in modo da fornire al pubblico un panorama il più completo possibile di questo movimento architettonico”, spiegano gli architetti curatori Simone Bruzzone e Alberto Moras.

LE FOTO

Engels definisce il progetto, che i visitatori italiani potranno scoprire dal 21 novembre al 12 gennaio 2020 nelle sale del Museo della Ceramica di Savona, “l’unica collezione di immagini dedicate agli edifici del Bauhaus” e una mostra viaggiante composta da fotografie a colori di dimensioni 50 x 70. Gli scatti documentano il periodo che va dal 1919 al 1933 e giungono in Liguria in un anno in cui ovunque nel mondo fioccano celebrazioni importanti dedicate al movimento. Ad esempio? Dallo spettacolo realizzato nell’ambito del 62. Festival dei due Mondi a Spoleto alla Bauhaus Week a Berlino, fino al documentario realizzato per la rete tedesca Deutsche Welle che racconta in tre parti il Bauhaus World, per citarne solo alcuni.

IL BAUHAUS

Fondato dall’architetto Walter Gropius a Weimar nel 1919, il Bauhaus promuove la collaborazione tra discipline creative come parte di un progetto utopico. In un mondo segnato dalle dittature e dalle guerre, nomi come Josef Albers, Wassily Kandinsky, Paul Klee, tra gli altri, hanno inseguito il sogno di una società ideale attraverso la formazione, l’educazione, l’intervento diretto dell’arte e della cultura in tutti gli aspetti della vita quotidiana, una idea di comunità e di dialogo contro gerarchie e sistemi di potere. Come è noto, il progetto di Weimar chiuderà per questioni politiche nel 1925, spostandosi a Dessau e successivamente fino al 1933 a Berlino. Non è difficile immaginare quali siano state le motivazioni che abbiano spinto i promotori, soprattutto Ludwig Mies Van Der Rohe e i suoi studenti, a porre fine all’esperienza. Nel suo ultimo anno di vita ne fu comunque intimata la chiusura dalla Gestapo nazista.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.