Melbourne: svolta minimal per l’MPavilion firmato da Glen Murcutt

Progettato dall’unico architetto australiano finora insignito del Pritzker Prize, l’annuale padiglione temporaneo dei Queen Victoria Gardens di Melbourne reinterpreta il concetto di riparo. Incoraggiando un’esperienza di contemplazione del paesaggio e della città

MPavilion 2019 by Glenn Murcutt AO Credit John Gollings
MPavilion 2019 by Glenn Murcutt AO Credit John Gollings

Per l’MPavilion 2019, la Naomi Milgram Foundation torna a giocare in casa. Era dalla sua prima edizione, con Sean Godsell nel 2014, che la fondazione non collaborava con un progettista autoctono. Dopo Amanda Levete, Studio Mumbai, OMA e il più recente contributo della spagnola Carme Pinòs, è il turno dell’architetto Glenn Murcutt, unico progettista australiano finora insignito del Pritzker Prize. Fino al 22 marzo prossimo, i Queen Victoria Gardens di Melbourne saranno vivacemente animati da una serie di eventi culturali – tra cui conferenze, workshop, installazioni di arte, cinema e design -, promossi in collaborazione con importanti enti locali quali il Melbourne Theatre Company, il Royal College of Art, la Melbourne Music Week e il Climate Emergency Cinema. Ad accogliere questo programma trasversale, come di consueto, sarà l’MPavilion.

MPavilion 2019 by Glenn Murcutt AO Credit John Gollings
MPavilion 2019 by Glenn Murcutt AO Credit John Gollings

UN TETTO PER GUARDARE IL PAESAGGIO

Memore di un’esperienza vissuta in un viaggio in Messico, in cui l’ala di un piccolo aereo lo aveva protetto dal sole tropicale, Glen Murcutt disegna il padiglione come un ampio tetto in acciaio a travi curve, rivestite da membrane traslucide e sorrette da una serie di pilastri metallici che danno origine ad una navata centrale. La leggerezza di questa struttura è accentuata dall’inserimento di un sistema di luci a LED che permette al padiglione di brillare come una lanterna nei Queen Victoria Gardens. L’attitudine di Murcutt a lavorare dialogando continuamente con il suolo e con il clima è pietra miliare della sua opera architettonica e base fondante anche di questo padiglione. È studiato infatti per permettere la vista su tre livelli visivi in sequenza: i giardini, il fiume Yarra e la città.

UN’ARCHITETTURA SENZA TEMPO

I prospetti principali, nord e sud, garantiscono rispettivamente la protezione dal sole tramite l’aggetto della copertura e dagli altri agenti atmosferici, grazie all’eventuale attivazione di tendaggi elettrici. Moderna, elegante e senza tempo, questa architettura è pensata per essere facilmente montata e smontata: alla fine del proprio ciclo vitale ogni MPavillion viene donato alla città di Melbourne che gli assegna un’altra locazione, questa volta permanente, permettendogli di trovare posto nella logica della metropoli.

GLEN MURCUTT, UNICO AUSTRALIANO INSIGNITO DEL PRIZKER PRIZE

Nato a Londra da genitori australiani, Glen Murcutt trascorre parte della sua infanzia in Nuova Guinea. Questi anni a stretto contatto con la natura e le popolazioni indigene hanno fortemente influenzato il lavoro dell’architetto. “Touch the earth lightly”, ossia approcciarsi all’ambiente con delicatezza, è il motto che lo guida nel processo creativo di ogni suo progetto, agendo sempre nel rispetto del suolo e in risposta al clima. La sua filosofia architettonica abbraccia soprattutto edifici di piccola scala, proprio per poter gestire al meglio il rapporto con l’intorno.

IL RISPETTO DELL’AMBIENTE COME MARCHIO DI FABBRICA

Tra le sue opere maggiormente conosciute si ricordano la Donaldson House, l’Australian Islamic Centre, la Mange House, tutti costruiti in suolo australiano. Sicuramente uno degli architetti più famosi nel suo continente, Murcutt oltre ad essere apprezzato come insegnante e oratore in tutto il mondo, è stato premiato in più occasioni ed è ammirato a livello internazionale per la sensibilità delle sue opere. Oltre al premio Pritzker, ha ricevuto la medaglia Alvar Aalto e le medaglie d’oro dall’Australian Institute of Architects e dall’American Institute of Architects.

– Sara Villani

https://mpavilion.org/

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Sara Villani
Architetto. Nasce a Cuneo in un sabato di maggio del 1994 e dopo aver terminato Liceo Classico si trasferisce in Svizzera. Si laurea all’Accademia di Architettura di Mendrisio (AAM) in cui ha la possibilità di frequentare gli atelier di architetti dal valore internazionale. Tra il 2015 e il 2016 stanca della Svizzera scappa per un anno a Lisbona e oltre a lavorare in uno studio di progettazione si innamora della lingua e della cultura del posto. È appassionata dell’architettura e del design del secondo Novecento, ma oltre a questo ama l’arte, il cinema, il buon cibo e leggere libri (meglio se di Saramago).