Architetti su cui scommettere. L’esempio di Feilden Fowles

Lo studio londinese nato dalla volontà dei giovani Fergus Feilden ed Edmund Fowles sta riscuotendo sempre più successo a livello internazionale. Complice l’approccio sostenibile delle sue architetture.

Feilden Fowles, The Weston, Yorkshire Sculpture Park, Wakefield. Photo Peter Cook
Feilden Fowles, The Weston, Yorkshire Sculpture Park, Wakefield. Photo Peter Cook

Nella People to watch pubblicata dall’Architects’ Journal lo scorso dicembre, la lista dei personaggi su cui scommettere nell’anno a venire, figuravano, fra l’intraprendente sindaco di Liverpool e l’esuberante director dell’AA Eva Franch i Gilabert, anche gli emergenti Feilden Fowles. Una menzione inaspettata, che lo studio londinese ha confermato di meritare a tempo di record, conquistando in soli cinque mesi una candidatura allo EU Mies Award e tre RIBA Award 2019. Dietro al successo di Fergus Feilden (1982) ed Edmund Fowles (1984) un’innata intraprendenza e una ferma determinazione nel realizzare “opere per la collettività, che abbiano un impatto sociale, ambientale o educativo”.
Una visione perseguita fin dagli esordi quando, neolaureati, i compagni di studi a Cambridge, in cambio di un minimo compenso, propongono alla Ralph Allen School di Bath di eseguire gli urgenti interventi di manutenzione, redigere un nuovo masterplan e assistere nel reperimento di fondi per la sua realizzazione. In questo modo non solo conquistano la fiducia della scuola, che affida loro i lavori di ampliamento, ma iniziano anche a costruirsi una reputazione nel settore, ricevendo incarichi da altri quattro istituti del Paese. Uno spirito di iniziativa che non passa inosservato, tanto che nel 2015 il duo riceve dall’American Institute of Architects il titolo di primo UK Young Architect of the Year Award.

Edmund Fowles e Fergus Feilden. Photo Kendal Noctor
Edmund Fowles e Fergus Feilden. Photo Kendal Noctor

I PROGETTI

Negli anni a seguire, la mission dei giovani architetti si allarga a contesti e tipologie differenti. Se fra le cave del Somerset l’impianto democratico tipico degli spazi educativi si traduce in un campus incentrato sul benessere dei lavoratori dell’azienda alimentare Charlie Bigham’s, nel primo progetto urbano dello studio un lotto in disuso nel centro di Londra si trasforma in una fattoria didattica. Fra un hub per la comunità e cucine collettive, l’oasi verde a due passi da Waterloo Bridge ospita anche il quartier generale dei due progettisti: low cost, smontabile ed estensibile, l’atelier in legno e vetro è il manifesto dell’architettura socio-ambientale di Feilden Fowles.
Il rapporto con l’ambiente naturale diventa simbiotico nel nuovissimo centro visitatori dello Yorkshire Sculpture Park, il cui basso volume in cemento pigmentato a strati si immerge e confonde nel paesaggio di rocce arenarie del museo a cielo aperto di Wakefield. Acclamato dalla critica internazionale e uscito trionfante dai recenti RIBA Award 2019, The Weston sancisce l’ingresso di Feilden Fowles nella big-league dell’architettura britannica. Lo conferma il prestigio delle attuali commissioni, dall’ampliamento della Cattedrale di Carlisle, ora in cantiere, ai progetti per le università di Oxford e Cambridge. Un percorso lungo il quale gli architetti sono decisi a proseguire: “Non ci interessa tanto crescere in termini di numeri o fatturato”, raccontano ad Artribune, “piuttosto continuare a lavorare con istituzioni stimolanti, aumentando gradualmente la scala ma soprattutto l’impatto del nostro operato. Verso un ambiente costruito più sostenibile, per uomo e natura”.

Marta Atzeni

http://www.feildenfowles.co.uk/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #50

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.