Chiese a porte aperte: 11 nuove aperture automatizzate dalla Valsusa alle Langhe e Roero

Un percorso in 11 luoghi di culto del Piemonte che si aprono da soli tramite app, con narrazione immersiva che si attiva all’ingresso. Eccoli nel dettaglio

Dopo una prima fase di sperimentazione che ha coinvolto la Cappella di San Sebastiano a Giaveno in provincia di Torino e la Cappella di San Bernardo d’Aosta a Piozzo presso Cuneo, entrambe risalenti al XV secolo, entra ora nel vivo la app Chiese e porte aperte che consente di accedere alle chiese aderenti al progetto in maniera automatizzata. Ideata dalla Consulta per i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e Valle d’Aosta e dalla Fondazione CRT e realizzata con il sostegno della Regione Piemonte, Assessorato alla Cultura e al Turismo, con il cofinanziamento dei proprietari dei beni (parrocchie e comuni), l’applicazione è stata sviluppata nell’ambito di Città e Cattedrali: un progetto che dal 2005 mette in rete più di 500 beni e edifici ecclesiastici tra Piemonte e Valle D’Aosta, periodicamente aperti al pubblico grazie al sostegno di oltre 200 volontari. Così come gran parte dello sterminato patrimonio artistico e architettonico dell’Italia, però, questo spesso non è fruibile perché l’edificio, come nel caso di cappelle e chiesette di antichi borghi, è difficilmente raggiungibile e considerato minore, fuori dagli itinerari più gettonati. È per dar una possibilità di fruizione a questo patrimonio di confine che l’anno scorso è stata coraggiosamente sperimentata una app per rendere alcuni edifici di pregio fruibili in libertà. Ora, visto il successo del test, si è deciso di estendere aa altri 11 luoghi, localizzati tra provincia di Torino, Val di Susa, Valsesia, Alta Langa e Roero, l’apertura automatizzata: un unicum in Europa, che nel corso del prossimo anno coinvolgerà altri luoghi di culto nel vercellese e nel novarese per arrivare a un totale di 20 siti. In attesa del 21 e 22 settembre, quando ci sarà la due giorni di Città e Cattedrali a porte aperte, ecco le sedi dei beni ecclesiastici piemontesi, da aprire autonomamente tramite app, nel dettaglio…

-Claudia Giraud

www.cittaecattedrali.it

 

1. CAPPELLA DI NOTRE DAME DU COIGNET – BARDONECCHIA – MELEZET (TORINO)

Bardonecchia, Coignet

Edificata prima del 1496 e ampliata all’inizio del XVI secolo, la cappella del Coignet è situata in località Pian del Sole, su un panoramico poggio che domina le frazioni Les Arnauds e Melezet di Bardonecchia. L’interno, a navata unica, è suddiviso in una zona più ampia, costituente l’aula, e da una appena più piccola nella quale è ospitato il presbiterio. Le due parti sono divise da una cancellata lignea, posta all’altezza dell’arco trionfale, che aveva originariamente il compito di suddividere la zona dei fedeli da quella sacra, e proteggere gli arredi posti in quest’ultima. L’edificio presenta un’ampia decorazione ad affresco interna, databile al 1496, e un ulteriore ciclo esterno databile al primo trentennio del Cinquecento.

 

2. CAPPELLA DI SAN SISTO – BARDONECCHIA – MELEZET (TORINO)

Bardonecchia, San Sisto, interno, parete absidale, Vita di San Sisto

 

Edificata nella seconda metà del XV secolo, la cappella presenta sia esternamente che internamente una decorazione pittorica ad affresco realizzata dall’ultimo quarto del XV secolo alla metà del Cinquecento. In particolare, l’esterno presenta una suggestiva raffigurazione del Giudizio Universale, opera databile ai primi anni del ‘500 e attribuita al Maestro di Savoulx, un anonimo artista che si ispirò in modo originale ai modelli figurativi espressi dalla bottega dei Serra in Pinerolo. Ai pinerolesi Bartolomeo e Sebastiano Serra è invece attribuito il ciclo presente sulla parete destra. Si tratta di tre riquadri raffiguranti l’Annunciazone, San Cristoforo e San Sebastiano realizzati nel 1475 per volere di Matheus André, esponente di una famiglia locale.

 

3. CAPPELLA DI SANT’ANDREA – CHIOMONTE – RAMATS (TORINO)

Chiomonte, Sant’Andrea, interno, parete absidale

La cappella ospita un importante ciclo di affreschi realizzato tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento da un anonimo frescante, affine alla bottega dei Serra di Pinerolo, definito dalla critica come il “Maestro del Coignet e delle Ramats”. Il ciclo affrescato presenta sull’arco santo una delicata Annunciazione, mentre l’area absidale ospita le Storie di sant’Andrea apostolo suddivise in tredici riquadri.

 

4. CAPPELLA DI SAN GIULIO – LEMIE (TORINO)

Lemie, San Giulio, interno, parete absidale

 

La cappella di San Giulio sorge in località Forno, a Lemie. La dedicazione sembrerebbe derivare dall’origine valsesiana di molti concittadini, provenienti dalla zona del lago d’Orta. La sua costruzione si deve ad Amedeo, Antonio e Giovanni Goffi che, come riporta un’iscrizione, nel 1486 “fecero realizzare questa cappella coi suoi affreschi“: l’intero ciclo decorativo è attribuito ad un anonimo pittore denominato “maestro di Forno di Lemie” formatosi in ambiente jacqueriano ed espressione della pittura tardo-gotica.

 

5. CAPPELLA DI SAN BERNARDINO DA SIENA – LUSERNETTA (TORINO)

Lusernetta, San Bernardino, interno, Madonna della Misericordia, particolare

 

La cappella di San Bernardino, edificata tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, era la chiesa parrocchiale di Bibiana, comune del quale Lusernetta era parte integrante. Sulla facciata è posto lo stemma del casato del conte Enrico Morozzo e della moglie Irene Veraris di Castiglione, nobili di Torino che verso la fine del 1800 si occuparono della risistemazione del cimitero. L’interno è stato affrescato da un anonimo pittore, detto Maestro di Lusernetta, che nella seconda metà del 1400, ispirandosi alla tradizione jacqueriana, ha decorato le pareti del presbiterio.

 

6. CAPPELLA DI SAN SALVATORE – MACRA (CUNEO)

Macra, San Salvatore, interno, parete absidale

L’edificio in pietra presenta una piccola abside semicircolare; la facciata culmina in un campanile a vela e il portico d’ingresso è retto da una coppia di colonne. La storiografia locale situa la fondazione della cappella di San Salvatore, da parte della Prevostura di Oulx, tra il 1120 ed il 1148, lasso cronologico all’interno del quale pare di poter situare gli affreschi romanici con Storie dell’Antico e Storie del Nuovo Testamento presenti sulle pareti laterali interne della navata, in prossimità dell’abside.

 

7. CAPPELLA DI SAN ROCCO – MOMBARCARO (CUNEO)

Cappella di San Rocco, Mombarcaro (CN), ph Claudia Giraud

La costruzione della cappella di San Rocco si riconduce al XV secolo. Sorge su un poggio da cui è possibile ammirare campi seminati e ben coltivati dell’Alta Langa. Sulla destra si scorgono la valle Bormida, Prunetto, Levice, Bergolo e persino la punta del Monte Rosa. Sulla sinistra le colline che costeggiano il Belbo, la valle di Murazzano e sullo sfondo il Monviso. Nel corso dei secoli San Rocco è stata oggetto di diversi rimaneggiamenti ed è stata utilizzata più volte come lazzeretto. L’esterno semplice con struttura porticata antistante nasconde uno scrigno di affreschi, opera di Antonino Occello da Ceva. Pittore di area monregalese nato ad inizio Cinquecento, proviene da una nobile casata che annovera altri frescanti.

 

8. ORATORIO DI SAN FRANCESCO – SANTA VITTORIA D’ALBA (CUNEO)

Oratorio di San Francesco, Santa Vittoria d’Alba (CN), ph Claudia Giraud

L’oratorio di San Francesco occupa un edificio nato probabilmente ad uso civile, un fienile, successivamente riconvertito a sede della Confraternita di Santo Spirito, che si affaccia sulle colline del Roero. Le pareti interne sono quasi integralmente coperte da trentaquattro metri di affreschi, raffiguranti scene della Passione di Gesù. Il ciclo è stato commissionato dai confratelli, a seguito della parziale ristrutturazione interna della loro “casa” in forma di oratorio, avviata negli anni ’90 del Quattrocento e completata negli anni ’30 del secolo successivo. La narrazione ha inizio sulla parete posta in corrispondenza dell’ingresso con due brani riferiti all’Entrata di Gesù in Gerusalemme e si conclude sul lato opposto con la Resurrezione. Il ciclo attribuito al Maestro di Santa Vittoria d’Alba sembra mostrare un forte debito nei confronti del Maestro di Sant’Anna di Cercenasco ed essere accostabile alla tela raffigurante la Madonna della Misericordia, conservato presso la cappella della Madonna degli angeli ad Alba e datato intorno al 1480. L’altare era ornato da un’ancona raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Francesco e Vittoria, attribuita alla bottega di Macrino d’Alba, oggi conservata presso la vicina chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta.

 

9. ORATORIO DI SAN MICHELE – SERRAVALLE LANGHE (CUNEO)

Serravalle, San Michele, interno, particolare della volta, Cristo in Mandorla

L’oratorio di San Michele sorge nel concentrico di Serravalle Langhe, in fronte alla chiesa parrocchiale. Fu costruito nell’inoltrato XIII secolo ma è stato rimaneggiato più volte nel corso del tempo. Dell’edificio più antico resta testimonianza nel rosone centrale, posto in facciata e nelle due finestre che mostrano ancora tracce di decorazione nella strombatura. L’interno è suddiviso in due parti, con una volta a crociera e una più recente campata a capriate lignee.

 

10. SANTUARIO DELLA MADONNA DI TAVOLETTO – SOMMARIVA PERNO (CUNEO)

Sommariva Perno, Tavolato esterno

Il santuario è situato nella località denominata “Tavoletto” nel mezzo del paesaggio roerino, in cima a una collina in posizione panoramica e suggestiva, dove anticamente, tra XI e XIII secolo, vi era la “villa”, un feudo costituito dal castello e un piccolo borgo. Questo venne in seguito abbandonato, verso la fine del XIV secolo, e rimase soltanto l’antica chiesa parrocchiale intitolata alla Madonna. Essa venne ricostruita nelle forme dell’attuale santuario verso la metà del Seicento e al secolo successivo risale l’ampliamento dell’area presbiteriale. La facciata, risistemata nel 1926 si presenta come un modesto porticato a doppia arcata. Il campanile venne costruito nel 1662, probabilmente su una base di muratura preesistente, e nel 1737 venne innalzata la cella campanaria. L’edificio è a pianta rettangolare, a navata unica e l’interno venne completamente ridipinto dal pittore albese Fedele Finati nel 1904. Tuttavia, affiorano alcune tracce di figure ed ornati ad affresco preesistenti e probabilmente databili al XVII o XVIII secolo.

 

11. CAPPELLA DI SANTA MARIA DI MISSIONE – VILLAFRANCA PIEMONTE (TORINO)

Villafranca, Missione, esterno

La cappella di Santa Maria è il più antico edificio religioso di Villafranca Piemonte. Sorge sul luogo di una cappella già esistente nell’XI secolo quando venne donata dal vescovo di Torino Landolfo all’abbazia di Santa Maria di Cavour che la restituì nel 1315 per rimanere alla comunità locale. Alla fine del Trecento è stata ricostruita ex novo e arricchita di pregevoli affreschi datati intorno agli anni Trenta del Quattrocento, opera del pittore Aimo Dux, frescante di scuola lombarda, giunto da Pavia per lavorare alla corte dei Savoja-Acaia nei primi anni del XV secolo. Nel 1702 la cappella è stata nuovamente modificata, senza rispettarne i caratteri originari, ed è stato aggiunto un campanile. I cicli di affreschi quattrocenteschi che impreziosiscono e ricoprono integralmente l’interno presentano un notevole interesse dal punto di vista iconografico e simbolico.

 

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).