Chiese e porte aperte, in Piemonte l’app che permette di visitare luoghi sacri in autonomia

Ideata dalla Fondazione CRT, la app consente al pubblico di visitare siti ecclesiastici in maniera autonoma, “aprendo” da sé le porte delle chiese…

App Chiese e porte aperte
App Chiese e porte aperte

Quante volte vi è capitato di voler visitare una chiesa per vedere dipinti, affreschi e mosaici custoditi al suo interno e, una volta arrivati, trovare le sue porte chiuse? O di avere difficoltà a reperire informazioni circa i giorni e gli orari di apertura degli edifici? Ebbene, da oggi questo problema ha trovato risoluzione grazie a Chiese e porte aperte, una app nata e sperimentata in Piemonte che permette di ampliare le possibilità di accesso ai beni ecclesiastici del territorio attraverso la tecnologia.

LA APP CHIESE E PORTE APERTE

Ideato dalla Fondazione CRT e dalle Diocesi del territorio e sviluppato in collaborazione con la Regione Piemonte e gli organi periferici del Ministero dei Beni Culturali, Chiese e porte aperte è una app che permette di accedere alle chiese piemontesi autonomamente, agevolando così l’organizzazione del lavoro dei volontari e rendendo più flessibili gli orari di apertura dei siti. Sviluppato nell’ambito di Città e Cattedrali – progetto nato nel 2005 dalla volontà di Fondazione CRT con la collaborazione delle Diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta, le Regioni e le Soprintendenze competenti per promuovere un circuito culturale tra le 18 cattedrali presenti sul territorio. Chiese e porte aperte, come già detto, consiste in una app che consente di accedere alle chiese aderenti al progetto in maniera automatizzata. Dopo aver scaricato la app sul proprio smartphone, occorre registrarsi e prenotare la visita gratuita. Una volta giunto al sito da visitare nell’orario prestabilito, il visitatore inquadrerà il QR code e la porta della chiesa si aprirà automaticamente. All’interno, un meccanismo multimediale avvierà una narrazione storico-artistica del luogo, in italiano e in inglese; il racconto, inoltre, sarà valorizzato anche dalle luci, attraverso un sistema di microproiettori con fasci direttivi che supporterà il visitatore nella comprensione delle opere custodite all’interno della chiesa.

CHIESE E PORTE APERTE: UNA APP PER VALORIZZARE I BENI CULTURALI PIEMONTESI

In questa prima fase di sperimentazione, i siti in cui è possibile usufruire della app sono la Cappella di San Sebastiano a Giaveno in provincia di Torino e la Cappella di Sam Bernardo d’Aosta a Piozzo presso Cuneo, entrambe risalenti al XV secolo. “Il progetto Città e Cattedrali ha saputo mettere in rete, territorialmente e digitalmente, il grande e prezioso patrimonio artistico e architettonico costituito dalle 18 cattedrali e dagli oltre 500 beni ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta, coniugando la loro anima devozionale con quella artistica e sociale, il passato con il futuro, il recupero strutturale con la valorizzazione”, ha dichiarato Giovanni Quaglia, Presidente di Fondazione CRT. “La sperimentazione dell’apertura automatizzata di due beni ecclesiastici, la prima in Italia, è solo l’ultimo passo di questo lungo percorso di attenzione al patrimonio culturale che ha visto affiancate Fondazione CRT e Consulta per i Beni culturali ecclesiastici. Un modello di intervento che può fare scuola e che già guarda al futuro: l’innovativa tecnologia adottata è già predisposta per recepire i dispositivi di monitoraggio dello stato di salute dei beni, nell’ottica della conservazione programmata”. È possibile scaricare la app dal sito www.cittaecattedrali.it.

– Desirée Maida

www.fondazionecrt.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.