In Cina apre Tank Shanghai, museo privato nelle ex cisterne di carburante per aerei

Un’enorme area che unisce attività espositive e ricreative, riqualificazione industriale e vicinanza con la natura, sintomo di una Cina sempre più audace nel campo della creatività.

Event Plaze. Credit OPEN Architecture
Event Plaze. Credit OPEN Architecture

Se il must di un museo è aprire in uno spazio (solitamente ex industriale) riqualificato, quello di Qiao Zhibing supera ogni immaginazione, trasformando cinque cisterne di carburante per aerei in un’enorme area espositiva. Nasce così Tank Shanghai che, da poco inaugurato, ospita artisti di punta del sistema cinese e internazionale – come l’argentino Adrian Villar Rojas – e una mostra interattiva sul tema dell’acqua.

TANK SHAGHAI: IL PROGETTO

Il museo nasce presso le rive del fiume Huangpu di Shanghai, nello spazio che una volta era deputato a ospitare il combustibile usato come rifornimento agli aerei del vicino aeroporto internazionale di Hongqiao. I cinque enormi serbatoi, ora circondati da un rigoglioso parco urbano, avranno una vita ben diversa, grazie all’ambizioso progetto disegnato dallo studio Open Architecture: un parco ricreativo di 60.000 metri quadrati compreso di spazi espositivi, giardini, negozi e ristoranti. “Le cisterne vengono trasformate da contenitori di carburante in contenitori di arte e vita. Mentre si rende omaggio al passato industriale del sito, il nuovo parco artistico mira a creare nuova vita urbana ristabilendo il legame tra arte, natura e città”, spiegano gli architetti. Un progetto in cantiere da tempo, che avrebbe dovuto vedere la luce nel 2017 ma è stato ritardato fino al 2019. Tuttavia, a quanto dichiara il collezionista ideatore del nuovo spazio, la collaborazione e l’appoggio del governo cinese sarebbero stati totali: “Il governo vuole costruire una strada dei musei nel West Bund”, afferma Qiao Zhibing su Artnet News, riferendosi a West Bund Art & Design, una fiera nata del 2014 che ha fatto della zona uno dei district principali di Shanghai, “quindi ha dato un grande sostegno alla nostra infrastruttura“. Il collezionista cinese, arricchitosi grazie alla proprietà di numerosi Karaoke Bar sparsi per tutta Shanghai, possiede opere di autori del calibro di Theaster Gates, Olafur Eliasson, Michaël Borremans e Damien Hirst.

TANK SHANGHAI: GLI ARTISTI OSPITI

“Due delle cisterne sono trasformate in gallerie d’arte, di cui una consiste in un white cube per adattarsi al meglio alle diverse esigenze curatoriali, in particolare alle delicate opere su tela; l’altra, invece, è rimasta quasi completamente intatta per preservare le sue audaci caratteristiche industriali, da utilizzare come spazio speciale per opere d’arte e installazioni su larga scala. Gli altri tre serbatoi vengono rinnovati come spazi multifunzionali per mostre, tempo libero e attività sportiva”, viene spiegato ancora nel progetto redatto da Open Architecture. La diversificazione dell’offerta artistica è quindi la priorità del programma culturale di Tank Shanghai, come dimostrano le tre mostre di apertura. La prima, infatti, è una mostra collettiva dal titolo Under Construction e include i lavori pittorici, fotografici e tessili degli artisti cinesi Fanzhi, Yang Fudong e Ding Yi; segue poi teamLab: Universe of Water Particles in the Tank, lo spettacolare percorso interattivo che immerge il visitatore in una serie di proiezioni, screening ed effetti audiovisivi a cura del collettivo teamLab, specializzato nella commistione tra arte e tecnologia. Infine, Sometimes you wonder, in an interconnected universe, who is dreaming who?, è la personale dedicata all’artista argentino Adrian Villar Rojas, protagonista di una mostra ospitata presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

-Giulia Ronchi

Tank Shanghai
Fino al 24 agosto
2350 Longteng Ave, Xuhui Qu, Cina
https://www.instagram.com/tankshanghai/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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