La Marseillaise: la torre per uffici di Jean Nouvel a Marsiglia. Le immagini del progetto

Un punto di riferimento visivo, grazie alle 30 tonalità di colore delle sue facciate, nell’ambito di un più vasto piano di rigenerazione urbana. Quella progettata da Jean Nouvel non è solo una torre per uffici, ma un luogo di lavoro che presta attenzione ai suoi dipendenti

La Marseillaise, client: Constructa, architect : Jean Nouvel. Photo: Stéphane ABOUDARAM | WE ARE CONTENT(S)
La Marseillaise, client: Constructa, architect : Jean Nouvel. Photo: Stéphane ABOUDARAM | WE ARE CONTENT(S)

Situato lungo la costa, vicino al centro della città, all’inizio del XIX secolo il quartiere d’Arenc di Marsiglia era considerato un luogo di vacanza ideale con una delle spiagge più belle della città, dove i cittadini passavano il fine settimana, con alberghi di lusso e stabilimenti balneari. Alla fine del XIX secolo, Arenc assunse un diverso ruolo, con la costruzione del nuovo porto di Marsiglia, subendo una trasformazione. La società immobiliare Constructa ha progettato un piano di rigenerazione del quartiere basato sulla realizzazione di quattro elementi: Balthazar, La Marseillaise, Porte Bleue e H99. Il progetto urbanistico prevede Balthazar, un edificio per uffici di Roland Carta; La Marseillaise, una torre per uffici alta 135 metri di Jean Nouvel; Porte Bleue, residenze e un albergo di Jean-Baptiste Pietri, e sempre dello stesso architetto H99, una torre di appartamenti con vista. Questi quattro edifici, oltre a dialogare tra loro, creano un collegamento con le realtà realizzate da Euroméditerranée, che ha svolto un ruolo attivo nella rigenerazione di Marsiglia e in particolare delle sue coste, come Les Docks, costruito tra il 1856 e il 1866, restaurato dall’architetto Eric Castaldi negli anni ’90 e più recentemente da 5+1 Agenzia di Architettura Alfonso Femia Gianluca Peluffo, l’Euromed Center di Massimiliano Fuksas, e la CMA CGM Tower di Zaha Hadid.

La Marseillaise, client: Constructa, architect : Jean Nouvel. Photo: Stéphane ABOUDARAM | WE ARE CONTENT(S)
La Marseillaise, client: Constructa, architect : Jean Nouvel. Photo: Stéphane ABOUDARAM | WE ARE CONTENT(S)

LA MARSELLAISE RACCONTATA DA NOUVEL

Inaugurata il 25 ottobre scorso, La Marseillaise di Jean Nouvel ospiterà diverse aziende offrendo loro una superficie per uffici di 35.000 mq. “Le torri di tutto il mondo sembrano troppo simili, spesso appaiono intercambiabili – potrebbero stare ovunque. Troppo raramente descrivono la loro città. Sono alte, ma anonime. Preso atto di queste considerazioni critiche, la mia proposta è una torre unica”, dichiara l’archistar francese. “La sua ambizione è di appartenere chiaramente alla densa aria del Mediterraneo. Mostra il suo desiderio di giocare con il sole e disegnare ombre sul cielo… Ma solo ombre leggere, geometrie semplici per creare complessi giochi matematici. E, sì, sempre semplicità e complessità…Immagino questa torre. Ne parlo. La chiamo La Marseillaise”. Nelle facciate è presente il fibrocemento e il cemento alleggerito, “leggero come un disegno architettonico incompiuto… Il tipo che può essere visto sugli schermi dei computer, mostrando solo tratti e linee… Il lavoro di un architetto spensierato che non sa come finirlo! Gli elementi positivi delle torri sono il belvedere e il sentimento di appartenenza all’atmosfera… Di essere sia dentro che fuori… Dentro nelle nebbie, nella pioggia o nella notte nuvolosa… Fuori quando il vetro scompare e tutto ciò che rimane è un  profilo matematico punteggiato da linee di ombre e luci, la tenda da sole che si confonde nel soffitto, gli stessi colori che passano, dall’interno verso l’esterno, per mescolare e cancellare meglio i limiti fisici trasparenti del vetro”. Sono infatti 16.000 mq di superficie vetrata totale a permettere la permeabilità della torre.

LE FACCIATE E I SERVIZI OFFERTI

Le facciate sono realizzate in cemento verniciato in 30 tonalità, che riprendono, con le loro gradazioni, i colori della regione: il blu del cielo, il bianco di Les Calanques e il rosso dei tetti della città. I colori sono distribuiti in modo da creare un’illusione ottica a seconda della distanza da cui si osserva la torre. Con una spesa totale di 113.000.000 €, l’edificio è stato progettato pensando all’ambiente, con attrezzature ad alte prestazioni e materiali sostenibili. L’impianto di climatizzazione della torre è collegato a un circuito di acqua salata che preleva l’acqua direttamente dal mare, rendendo possibile l’utilizzo di acqua fredda esistente senza il consumo eccessivo di elettricità. La torre ha anche pannelli solari, che forniscono energia al ristorante. Nella progettazione della torre è stata prestata molta attenzione ai bisogni dei dipendenti che usufruiranno degli spazi. Sono infatti stati previsti un ristorante interaziendale con vista mare di 2.800 mq con una capacità di 1.500 coperti, che comprende una brasserie, un’area snack e una caffetteria; un asilo nido con orari di apertura prolungati; una portineria che fornisce servizi di lavaggio a secco, cassetta postale, prenotazioni e altri servizi di shopping; servizio a domicilio per pranzi di lavoro negli uffici. Al piano stradale è stata destinata una superficie di 300 mq per cinque attività commerciali.

– Ilaria Bulgarelli

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AutoreJean Nouvel
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Ilaria Bulgarelli
Ilaria Bulgarelli (Roma, 1981) ha studiato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, conseguendo la laurea triennale in Ingegneria Edile, poi presso “Sapienza Università di Roma”, per terminare i suoi studi con la laurea specialistica in Architettura. Un mix di studi scientifici e creativi che si vanno a fondere con la sua passione per l’arte. Sarà proprio questa passione a condurla verso l’arte contemporanea frequentando il Master of Art della LUISS Creative Business Center. Una formazione che le permette di curare mostre dal progetto curatoriale all’allestimento, collaborando così con artisti di arte contemporanea. È uno stage presso la redazione di “Rai Arte” e una collaborazione con l’ufficio stampa di MondoMostre, a portarla verso la comunicazione e il giornalismo.

1 COMMENT

  1. un mostro del genere che cancellerà la visione del mare a migliaia di cittadini è un monumento dell’architettura ostile (quella che impone di mettere gli spuntoni in mezzo alle panchine per impedire ai senzatetto di dormirci sopra). Semplicemente abominevole.

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