Lo studio norvegese Snøhetta firma rifugi immersi nei boschi per i pazienti in terapia

Uno spazio dove i malati possono allontanarsi dal vicino ospedale per vivere la magia e la serenità della natura. Lo studio norvegese Snøhetta ha progettato delle strutture tra i boschi per i pazienti e le loro famiglie

Snøhetta, Friluftssykehuset, Kristiansand. Foto: Ivar Kvaal
Snøhetta, Friluftssykehuset, Kristiansand. Foto: Ivar Kvaal

Purtroppo molti pazienti degli ospedali sono costretti a lunghi periodi di degenza o di terapie estenuanti, l’Outdoor Care Retreat è il progetto avviato dalla Friluftssykehuset Foundation, e sviluppato in collaborazione con il Department of Psychosomatics e CL-Child Psychiatry presso l’Oslo University Hospital e Snøhetta, con lo scopo di aiutare e accompagnare i malati, e i loro parenti, durante la malattia. Lo scorso 8 giugno è stato ufficialmente inaugurato dal Norwegian Minister of Health and Care Services, Bent Høie, il primo rifugio a Oslo. Le cabine sono donate agli ospedali dalla Friluftssykehuset Foundation, ma il progetto è sostenuto da finanziamenti privati e pubblici, tra cui Sparebankstiftelsen DNB, Gjensidigstiftelsen, Bergesenstiftelsen, la Children’s Foundation OUH e il Parlamento norvegese. I fornitori come Kvadrat, Kebony e Lindal Gruppen hanno sponsorizzato la realizzazione dei primi rifugi, fornendone i materiali di costruzione. È affidata allo studio norvegese di architettura Snøhetta la progettazione dei rifugi, di quelle che potremmo definire “isole felici” immerse nella natura, che hanno l’obiettivo di allontanare, anche se per un breve arco di tempo, i pazienti e le loro famiglie dalle sofferenze dell’ospedale. “La natura offre gioia spontanea e aiuta i pazienti a rilassarsi: stare in un ambiente naturale porta loro una rinnovata calma che possono poi portare con sé in ospedale”, dichiara la psicologa infantile Maren Østvold Lindheim dell’Oslo University Hospital, tra i promotori del progetto. “In questo senso, l’Outdoor Care Retreat aiuta a motivare i pazienti a superare le cure, e contribuisce a migliorare la gestione della malattia”.

Snøhetta, Friluftssykehuset, Kristiansand. Foto: Ivar Kvaal
Snøhetta, Friluftssykehuset, Kristiansand. Foto: Ivar Kvaal

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

Lo studio norvegese ha progettato due rifugi: uno tra gli alberi e vicino a un torrente posizionato a soli 100 m dall’ingresso dell’Oslo University Hospital, mentre l’altro affaccia su un laghetto ed è collocato tra querce e betulle vicino al Sørlandet Hospital Kristiansand nel sud della Norvegia. È l’abbraccio della natura la terapia per i pazienti che possono raggiungere queste costruzioni anche con i propri letti, perché non solo sono abbattute le barriere architettoniche ma l’accesso è studiato in modo da consentire l’ingresso anche ai malati completamente allettati. Con una superficie di 35 mq, e un design ispirato alle ludiche case sugli alberi, i rifugi sono costituiti da un ambiente principale, una stanza più piccola per la conversazione e il trattamento, e un bagno. L’ambiente esterno entra all’interno, non solo tramite il rivestimento delle pareti in rovere che richiama la natura, ma anche tramite le ampie vetrate che consentono di far vivere ai malati il paesaggio boschivo con i suoi suoni, colori e odori. Per rendere le stanze confortevoli anche ai bambini, sono stati messi a disposizione cuscini colorati, con i quali costruire capanne, sui quali sdraiarsi o arrampicarsi fino alla finestra circolare sul soffitto. Le malattie purtroppo devastano non solo il paziente ma le famiglie, che impotenti, vedono la sofferenza delle persone care, questi rifugi, sostenuti da enti privati e pubblici, e con un progetto architettonico attento alle varie esigenze, danno la possibilità di passare insieme dei momenti preziosi e lontani, almeno per un breve arco di tempo, dall’ambiente ospedaliero, consentono di creare ricordi non legati solo alla malattia ma alla magia della natura.

Ilaria Bulgarelli

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Ilaria Bulgarelli
Ilaria Bulgarelli (Roma, 1981) ha studiato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, conseguendo la laurea triennale in Ingegneria Edile, poi presso “Sapienza Università di Roma”, per terminare i suoi studi con la laurea specialistica in Architettura. Un mix di studi scientifici e creativi che si vanno a fondere con la sua passione per l’arte. Sarà proprio questa passione a condurla verso l’arte contemporanea frequentando il Master of Art della LUISS Creative Business Center. Una formazione che le permette di curare mostre dal progetto curatoriale all’allestimento, collaborando così con artisti di arte contemporanea. È uno stage presso la redazione di “Rai Arte” e una collaborazione con l’ufficio stampa di MondoMostre, a portarla verso la comunicazione e il giornalismo.