MCASD La Jolla: una petizione per salvare l’intervento architettonico di Venturi e Scott Brown

Il Museo di Arte Contemporanea di San Diego a La Jolla necessita di un nuovo ampliamento, ma il progetto proposto dallo studio Selldorf Architects divide la critica. Al centro della polemica l’intenzione di demolire parte dell’architettura postmodernista firmata Venturi, Scott Brown & Associates, che definisce l’ingresso al Museo dal 1996

Selldorf Architects, The Museum of Contemporary Art San Diego (MCASD) in La Jolla. Credits: Selldorf Architects
Selldorf Architects, The Museum of Contemporary Art San Diego (MCASD) in La Jolla. Credits: Selldorf Architects

“Il Museo di Arte Contemporanea di San Diego sta per commettere un tremendo errore: demolire gran parte dell’edificio progettato da Denise Scott Brown e Robert Venturi”. Si apre così l’appello pubblico presentato a fine luglio al presidente del consiglio del MCASD La Jolla Paul Jacobs e alla direttrice e amministratrice delegata Kathryn Kanjo. Tra le 86 firme – in crescita – che seguono il tagliente testo della petizione ci sono lo storico e paesaggista Charles Jencks, gli architetti Richard W. Hayes e Sir Terry Farrell, i curatori Barry Bergdoll Meyer Schapiro e Pippo Ciorra, gli studiosi Mohsen Mostafavi e Alan J. Plattus. Nel documento la richiesta è chiara: riconoscere il valore dell’edificio della metà degli anni Novanta, evitarne la parziale demolizione e rielaborare un progetto di espansione rispettoso del contesto.

Selldorf Architects, The Museum of Contemporary Art San Diego (MCASD) in La Jolla. Credits: Selldorf Architects
Selldorf Architects, The Museum of Contemporary Art San Diego (MCASD) in La Jolla. Credits: Selldorf Architects

LA LUNGA STORIA DEL MUSEO

Il Museo di La Jolla è il frutto della stratificazione di architetture che nell’ultimo secolo si sono adagiate l’una sull’altra. Dal 1941 la Scripps House, capolavoro dell’architetto Irving Gill costruito nel 1916, è diventata la prima sede espositiva del museo. Negli anni Cinquanta e Sessanta, i primi ampliamenti furono affidati allo studio di San Diego degli architetti Robert Mosher e Roy Drew. Robert Venturi e Denise Scott Brown, assieme a David Singer, progettarono il rinnovamento e l’ampliamento del museo nel 1996. Una trasformazione partita dalla profonda conoscenza del territorio. Il prospetto sull’oceano si riconosce dal sistema di rampe in cemento che favorisce l’accessibilità alla struttura. Su Prospect street, verso la città, la facciata vive in armonia con il contesto, mentre il ritmo viene interrotto dal colonnato che invita i visitatori a fermarsi alla caffetteria, ammirare l’architettura di Gill ed entrare nel museo. Nel 2007 l’architetto Richard Gluckman è intervenuto sul complesso costruendo un nuovo edificio in acciaio e vetro per riunire uffici, spazi didattici e una sala conferenze.

Selldorf Architects, The Museum of Contemporary Art San Diego (MCASD) in La Jolla. Credits: Selldorf Architects
Selldorf Architects, The Museum of Contemporary Art San Diego (MCASD) in La Jolla. Credits: Selldorf Architects

LA COLLEZIONE

Il museo possiede una ricca collezione di opere d’arte create dagli anni Cinquanta in poi. Oltre 4700 lavori tra dipinti, sculture, stampe, fotografie, video e installazioni formano una raccolta artistica dallo spirito internazionale, le cui perle sono le composizioni di astrazionismo e minimalismo, arte californiana e latino americana. Secondo la direttrice del Museo, Kathryn Kanjo l’ampliamento delle gallerie permetterà di offrire al pubblico, contemporaneamente all’esposizione permanente, numerose mostre temporanee.

IL NUOVO PROGETTO DI AMPLIAMENTO

Nel 2014 l’amministrazione ha selezionato e incaricato lo studio Selldorf Architects di ideare una nuova espansione. L’atelier newyorkese ha previsto sul fronte nord un parco pubblico, ulteriori spazi panoramici a ovest e la costruzione di un edificio ex novo sul fronte meridionale. Il fabbricato si sviluppa su due livelli descritti da grandi superfici trasparenti e interni flessibili dove organizzare esposizioni, performance site specific e incontri pubblici, musicali o con gli artisti. Il baricentro del complesso muove verso sud e così pure il discusso ingresso. In questo modo l’attenzione si sposta dal nucleo primigenio e la Scripps House diviene da primo a ultimo elemento nel percorso di visita. Il museo è stato chiuso al pubblico nel 2017 per iniziare i lavori; ad oggi le operazioni procedono secondo il progetto di Annabelle Selldorf, che prevede di ultimare l’opera nel 2020. Rimane aperta, per i firmatari della petizione, la speranza di ridiscutere il progetto e rispondere alla domanda di Denise Scott Brown: “Perché non ripartire da ciò che abbiamo così amorevolmente costruito?”.

– Silvia Meterc

www.mcasd.org

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Silvia Meterc
Silvia Meterc, nata a Trieste si è trasferita a Torino per frequentare la facoltà di Architettura del Politecnico dove, a dicembre 2017, si è laureata in Architettura per il progetto sostenibile con una tesi progettuale che indaga l’apporto benefico dell’architettura sulle persone con problemi psichiatrici e propone nuove soluzioni compositive per i luoghi della salute mentale. Lavora in uno studio di architettura del capoluogo piemontese dove si occupa, su diverse scale, di progettazione architettonica, di interni e allestimenti. Fa parte del team di executive production in TedxTorino come scenografa. Negli ultimi due anni ha maturato esperienza nel campo della progettazione grafica online e offline lavorando in JEToP, Junion Enterprise del Politecnico di Torino, ricoprendo il ruolo di Project design manager in JADE Italia e di Designer nel network europeo delle Junior Enterprise.