Glasgow School of Art di Mackintosh: una strategia per la ricostruzione

Denominata The Mackintosh Building, la Glasgow School of Art è stata devastata dalle fiamme lo scorso 15 giugno. A un mese dagli eventi, il direttore della scuola Tom Inns non ha dubbi sul suo futuro: verrà ricostruita.

Glasgow School of Art dopo il secondo incendio, giugno 2018 Photo by Thomas Nugent, Fonte geograph.org.uk

Fra le più importanti istituzioni d’arte al mondo, la Glasgow School of Art è considerata il capolavoro dell’architetto Charles Rennie Mackintosh, che ne curò la composizione e gli allestimenti sbalordendo per gli spazi attenti ai fruitori e adatti a molteplici usi. Nel 2019, a 110 anni dal completamento dei lavori di costruzione, si prevedeva la riapertura dell’edificioin seguito al restauro che stava giungendo al termine.
Nel maggio del 2014 il complesso è stato colpito da un incendio che ha distrutto la biblioteca, uno dei più eloquenti esempi di architettura in stile Art Nouveau. Il fuoco è divampato durante la preparazione dello spettacolo di fine anno, a causa di un’accidentale dispersione di gas infiammabili. Allo scoppio del secondo incendio, lo scorso giugno 2018, ancora più distruttivo del precedente, gran parte delle opere murarie, delle finiture interne e dell’arredo progettato dall’architetto scozzese erano state recuperate grazie allo studio dei documenti storici, all’utilizzo di materiali originali e all’impiego di artigiani specializzati.

IL DIBATTITO SULLE SORTI DEL MACK

Le cause dell’incendio dello scorso giugno 2018 non sono ancora chiare, mentre si è appreso che il sistema antincendio era in fase di installazione e non ancora funzionante al momento dei fatti. La reazione della comunità architettonica mondiale all’episodio è stata forte. L’immediato dibattito sulle sorti dell’edificio ha messo a confronto le opinioni di studiosi e architetti, fino alla decisione di ricostruire il “Mack” annunciata pochi giorni fa dal direttore della scuola, Tom Inns. La rotta da prendere per il futuro dell’edificio non era scontata: sono state vagliate le proposte di demolizione in favore di un nuovo edificio e quelle di costruirne uno mantenendo la facciata storica. Considerando che quasi tutti gli sviluppi ottenuti dai lavori in corso sono stati perduti, il costo del restauro è ora stimato in 100 milioni di sterline.

UNA STRATEGIA PER LA RICOSTRUZIONE

Le operazioni di valutazione dei danni sono iniziate a soli tre giorni dagli eventi, quando un team di esperti è stato autorizzato ad entrare nel sito. La School of Simulation and Visualisation– uno dei centri di ricerca interni alla Glasgow School of Art, NdR- ha prodotto una scansione completa dell’area e impiegato droni per la ripresavideo: materiali che insieme ai dati raccolti durante il restauro in corso forniranno la base per formulare la strategia di recupero. La società appaltatrice, Reigart Construction, ha incaricato gli ingegneri strutturisti di David Narro Associates di elaborare un piano per mettere in sicurezza l’area e garantire la stabilità statica delle parti meno danneggiate. I progettisti, in accordo con il consiglio comunale della città e con l’ente pubblico che si occupa della cura e promozione del patrimonio storico scozzese, hanno iniziato nella prima metà di luglio i lavori. Per la settimana in corso, tra le altre attività, si prevede anche lo smantellamento del blocco d’angolo sud ovest dell’edificio, sopra Sauchiehall Street. “L’incendio nel Mackintosh Building ha avuto un effetto devastante sulla comunità di Garnethill”, ha sottolineato lo scorso 24 luglio lo stesso Inns, in una nota diffusa dai canali ufficiali della scuola. “Vogliamo assicurare alle persone che la nostra prima priorità è smantellare gli elementi pericolosi dell’edificio nel modo più sicuro, sia per i lavoratori che per le proprietà circostanti. La nostra attenzione è sulle parti dell’edificio che influiscono più direttamente sui nostri vicini, per garantire che possano tornare alle loro case e attività il più presto possibile.”A conclusione di tali operazioni verranno valutati i prossimi passi, con l’obiettivo di riconsegnare ai futuri studenti l’atmosfera creativa progettata da Mackintosh.

-Silvia Meterc

http://www.gsa.ac.uk/

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Silvia Meterc
Silvia Meterc, nata a Trieste si è trasferita a Torino per frequentare la facoltà di Architettura del Politecnico dove, a dicembre 2017, si è laureata in Architettura per il progetto sostenibile con una tesi progettuale che indaga l’apporto benefico dell’architettura sulle persone con problemi psichiatrici e propone nuove soluzioni compositive per i luoghi della salute mentale. Lavora in uno studio di architettura del capoluogo piemontese dove si occupa, su diverse scale, di progettazione architettonica, di interni e allestimenti. Fa parte del team di executive production in TedxTorino come scenografa. Negli ultimi due anni ha maturato esperienza nel campo della progettazione grafica online e offline lavorando in JEToP, Junion Enterprise del Politecnico di Torino, ricoprendo il ruolo di Project design manager in JADE Italia e di Designer nel network europeo delle Junior Enterprise.