Cinquanta pioniere dell’architettura americana. In un portale web

Promuovere e documentare il contributo delle donne nella professione. Lanciato nelle scorse settimane, il portale Pioneering Women of American Architecture delinea una visione più inclusiva della storia dell’architettura.

Con molta probabilità, i nomi di Alice Austin, Louise Bethune o Anna Keichline non diranno nulla persino ai più appassionati conoscitori di storia dell’architettura americana. Eppure, autrici di piani urbani e landmark cittadini, case popolari e cucine razionali, queste progettiste hanno contribuito, al pari dei ben più noti colleghi in giacca e cravatta, a dare forma all’ambiente costruito dell’America del Novecento.
A riportare alla luce queste e altre storie al femminile è il sito Pioneering Women of American Architecture, promosso dalla Beverly Willis Architecture Foundation di New York, da quindici anni impegnata a migliorare la condizione femminile nell’industria delle costruzioni statunitense.
Con schede biografiche, disegni e foto, il sito ripercorre le straordinarie carriere di quelle progettiste, storiche e critiche americane nate prima del 1940 che, a partire dalla fine del XIX secolo, sfidarono tanto le frontiere della professione quanto quelle della disciplina. Il catalogo online, che a oggi conta 24 profili e una volta ultimato 50, è stato compilato attraverso innumerevoli ore di ricerche d’archivio, visite delle opere e centinaia di interviste. Un imponente sforzo di ricerca collaborativo, che, come scrivono le curatrici Mary McLeod e Victoria Rosner, vuole “non solo portare al centro della storia dell’architettura le opere delle donne, ma anche incoraggiare le giovani alla professione”. Un invito a cui, scorrendo la selezione di profili che vi proponiamo, sarà difficile resistere.

1. LOUISE BLANCHARD BETHUNE

Louise Blanchard Bethune, Bethune, Bethune & Fuchs, Lafayette Hotel, Buffalo, N.Y., 1904. Western New York Heritage Press

Prima donna architetto professionista degli Stati Uniti, Louise Blanchard Bethune fu fra i progettisti americani più attivi a cavallo fra Ottocento e Novecento. Il suo studio, fondato a Buffalo nel 1881, realizzò infatti oltre centocinquanta edifici nello Stato di New York e nel New England. Fra questi, il celeberrimo Hotel Lafayette di Buffalo, che, dotato di acqua calda e telefoni in ogni camera, fu descritto dal New York Times come “uno degli hotel più finemente arredati e sontuosi del Paese”. Eletta all’unanimità membro della Western Association of Architects, Bethune fu la prima progettista ammessa all’American Institute of Architects.

2. ANNA WAGNER KEICHLINE

Anna Keichline, Patent for Kitchen Construction, #1,612,730 A, filed 14 gennaio 1924, issued 28 dicembre 1926

Laureatasi in architettura presso la Cornell University dopo due anni di studi in ingegneria meccanica, Anna Wagner Keichline fu una innovatrice dello spazio domestico. Oltre ad aver realizzato numerosi edifici residenziali in Pennsylvania, la progettista di Bellefonte brevettò infatti prototipi di cucine razionali dotate di servizi pieghevoli, letti salvaspazio a scomparsa e una casetta per bambini portatile con porte, finestre e cornicioni mobili. È del 1927 il brevetto della sua più nota creazione, il Building Block o K-brick, un pionieristico mattone in argilla che anticipò i blocchi in cemento odierni.

3. NATALIE GRIFFIN DE BLOIS

Skidmore, Owings & Merrill, Natalie de Blois (Senior Designer), Pepsi-Cola Headquarters, esterni, 1960, New York City. Photo Ezra Stoller © Ezra Stoller-Esto

Progettista, educatrice e attivista, Natalie Griffin de Blois fu la prima donna a scalare i vertici del colosso Skidmore, Owings & Merrill, divenendo prima Senior Designer della sede di New York e poi Associate Partner di quella di Chicago nel 1961. Fondamentale il suo contributo alla realizzazione di alcuni dei più noti grattacieli Anni ’50 di Manhattan, come la Lever House, lo Union Carbide Building e gli HQ Pepsi Cola. Sebbene Gordon Bunshaft sia stato a lungo l’unico progettista ufficialmente legato a questi edifici, fu a tutti gli effetti de Blois l’ideatrice delle loro eleganti strutture in acciaio e vetro, icone del modernismo americano.

4. NORMA MERRICK SKLAREK

Norma Sklarek, Gruen Associates, San Bernardino City Hall, San Bernardino, California, 1973 © Gruen Associates

Prima progettista afro-americana a essere abilitata alla professione negli Stati di New York e California e poi a essere eletta membro dell’American Institute of Architects e director della sezione di Los Angeles, Norma Merrick Sklarek è non a caso ricordata come la “Rosa Parks dell’architettura”. Esclusa dalla progettazione a causa di discriminazioni razziali e di genere, la professionista newyorkese raggiunse i vertici delle practice in cui lavorò eccellendo nel project management di interventi a grande scala, come il Terminal One dell’aeroporto di Los Angeles e l’ambasciata americana a Tokyo, della quale fu in seguito riconosciuta coautrice con il collega Cesar Pelli.

5. BLANCHE LEMCO VAN GINKEL

Van Ginkel Associates and Ove Arup & Partners, disegno per il ponte pedonale in Bowring Park, St. John’s, Newfoundland, Canada, 1959. City of St. John’s Archives

Studentessa di Harvard e apprendista di Le Corbusier, Blanche Lemco van Ginkel è considerata una pioniera dell’urban planning canadese. Il suo studio, fondato nel 1952 con il marito Sandy van Ginkel, è ricordato per aver salvato lo storico distretto di Old Montreal dalla demolizione realizzando una superstrada sotterranea e per un pionieristico studio della circolazione pedonale di Manhattan, da cui nacque l’idea di un minibus elettrico, adottato poi in Colorado. In qualità di educatrice, negli Anni Sessanta van Ginkel introdusse i primi corsi di urbanistica nelle due università statali di Montreal e nel 1977 fu la prima donna eletta preside della facoltà di architettura di Toronto.

Marta Atzeni

https://pioneeringwomen.bwaf.org/

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.