Herzog & de Meuron firmeranno a Los Angeles la nuova sede del Berggruen Institute

L’istituto fondato dal filantropo Nicolas Berggruen si doterà di un campus per consolidare la propria mission. A progettarlo sarà il duo svizzero, autore di un intervento ispirato alla dimensione dei tradizionali monasteri, collocato in posizione panoramica sulla città californiana.

Berggruen Institute, Copyright © Herzog & de Meuron
Berggruen Institute, Copyright © Herzog & de Meuron

Nell’anno dell’apertura della Elbphilharmonie Hamburg, in Germania, lo studio guidato da Jacques Herzog e Pierre de Neuro si aggiudica la realizzazione di un vasto complesso destinato allo studio e alla ricerca negli Stati Uniti. Il Berggruen Institute ha infatti incaricato i due architetti di progettare la propria sede, un “ambiente ispiratore”, dotato di ambienti per conferenze, seminari, simposi e workshop, capace di “incoraggiare lo scambio spontaneo delle idee, fornire spazio tranquillo per la riflessione e ospitare soggiorni temporanei o di lunga durata”. Il sito di inserimento occupa circa 447 ettari nella zona orientale della catena Santa Monica Mountains, con un ampio affaccio panoramico su Los Angeles. L’impianto sviluppato da Herzog & de Meuron punta a minimizzare l’impatto della costruzione nel paesaggio: salvo modifiche, oltre il 90% dell’area in oggetto dovrebbe continuare a essere disponibile come spazio aperto, grazie a un sistema di cortili, giardini e aree verdi che andranno a comporre il parco.

UN’OASI AUTOSUFFICIENTE

Situato nei pressi del Topanga Canyon State Park, il “private educational forum” voluto e finanziato da Nicolas Berggruen disporrà di tre edifici principali: l’istituto vero e proprio, lo Scholar Village, con residenze celate nel paesaggio, e un articolato complesso residenziale, destinato al personale e provvisto di biblioteche e ristoranti. In particolare, la prima struttura sarà contraddistinta da un telaio in calcestruzzo armato; sollevata da terra, sarà intervallata da spazi aperti, disporrà di affacci panoramici e di due cupole. La più grande verrà impiegata come teatro per conferenze e altri appuntamenti. Allo scopo di offrire una risposta tangibile agli ambiti di indagine e di azione dell’istituzione – il cui lavoro è orientato allo studio degli squilibri economici, politici ed ecologici nella società contemporanea e al loro superamento – il Berggruen Institute punta a divenire una sorta di “oasi autosufficiente, mediante un sistema idrico basato sulla raccolta, sulla conservazione, sulla pulizia e sul riutilizzo” dell’acqua, come ha precisato in una dichiarazione lo stesso Herzog; una posizione ribadita anche nell’impiego di specie vegetali in grado di resistere alla siccità. Più in generale, l’attenzione verso il contenimento dell’impatto ambientale e dei consumi sarà garantita dall’adozione di misure strategiche, tra cui l’impiego di sistemi di illuminazione a basso consumo energetico, l’utilizzo di veicoli elettrici nel campus, il ricorso a pavimentazioni permeabili.

UN CAMPUS A BASSA DENSITÀ

La scelta di assegnare la centralità alla progettazione del paesaggio in questo intervento architettonico, infine, è stata motivata anche con la volontà di riconnettersi all’archetipo del monastero, almeno a livello di ispirazione. In quel modello, infatti, lo studio e la ricerca, quanto lo scambio di informazione, erano affiancati da un’esperienza di contatto diretto con l’ambiente naturale. Stando alla stampa statunitense, il progetto sarebbe prossimo al vaglio da parte del Los Angeles Department of City Planning; nel caso in cui tutti i passaggi burocratici venissero ultimati in tempi ridotti, la costruzione del campus potrebbe essere completata nei prossimi cinque anni.

– Valentina Silvestrini

http://berggruen.org/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.