Il British Museum di Londra pronto per il più grande restyling della sua storia

l British Museum svela un programma di rinnovamento e restyling imponente con la ridefinizione degli spazi e la creazione di un hub nel 2018 focalizzato sulla conservazione e le analisi delle opere d’arte. È il nuovo museo targato Hartwig Fisher, il primo direttore della storia non inglese…

BRITISH MUSEUM WORLD CONSERVATION AND EXHIBITIONS CENTRE
BRITISH MUSEUM WORLD CONSERVATION AND EXHIBITIONS CENTRE

Essere il più funzionali possibili per essere sempre più competitivi ed accogliere un numero maggiore di visitatori: è questa la grande sfida che i più importanti musei del mondo si troveranno ad affrontare nei prossimi anni. Una gara che si gioca sul piano dell’estensione e dei metri quadri con i musei che si contendono gli architetti più famosi e titolati al mondo. Dopo il MoMA e il suo enorme progetto di espansione, firmato da Diller Scofidio + Renfro, il Prado con Norman Foster, il MET con David Chipperfield, il nuovissimo Whitney Museum progettato da Renzo Piano, la Fondazione Beyeler con lo svizzero Peter Zumthor, Il Museo delle Belle Arti di Quebec City con Rem Koolhaas, nella corsa all’ampliamento si inserisce anche il British Museum.

IL BRITISH MUSEUM WORLD CONSERVATION AND EXHIBITIONS CENTRE

Hartwig Fischer, il direttore tedesco subentrato nel 2016 a Neil MacGregor alla direzione del British Museum, ha immediatamente messo mano ad un programma di rinnovamento del museo che prevede nell’arco dei prossimi anni una nuova disposizione della raccolta che conta oltre 8 milioni di pezzi. L’obiettivo è creare una maggiore connessione tra epoche diverse. In questo piano si ascrive il British Museum World Conservation and Exhibitions Centre, uno dei più grandi progetti di riqualificazione del museo, fondato da Sir Hans Sloane nel 1753. Progettato da Rogers Stirk Harbour + Partners (RSHP) e costruito da Mace, il nuovo Centro, la cui inaugurazione è prevista per il 2018, avrà il suo focus sulla conservazione, sull’esame e sull’analisi di oggetti culturali provenienti da tutto il mondo in un’ottica di continua acquisizione di opere d’arte.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

Situato accanto al British Museum, il nuovo edificio si compone di cinque padiglioni, di cui uno interamente sotterraneo, collegati tra loro e ospita una nuova galleria espositiva, laboratori per l’analisi delle opere e la conservazione, magazzini e strutture destinate alla logistica e ai prestiti internazionali del Museo. L’ampliamento è stato necessario soprattutto per creare nuovi depositi per le opere d’arte. Il British Museum conta, infatti, la più ampia collezione di oggetti culturali del mondo, con opere che attraversano più di due milioni di anni. Solo una piccola parte stimata nell’ordine di 50.000 pezzi sugli 8 milioni posseduti è esposta, mentre il resto è stipato nei depositi. Il nuovo progetto architettonico dovrebbe risolvere i problemi di spazio e permettere al museo di continuare ad acquisire opere d’arte così da restare competitivo a livello globale. Il progetto d’ampliamento dello studio di architettura RSHP è stato inserito tra i sei edifici selezionati per lo Stirling Prize il riconoscimento più prestigioso nel Regno Unito per l’architettura.

LA RISTRUTTURAZIONE INTERNA AL MUSEO

Il piano annunciato da Fischer prevede anche una ristrutturazione interna e una diversa collocazione delle opere. Per il prossimo novembre è prevista la creazione di nuove sale dedicate all’arte cinese e sud asiatica e la ristrutturazione di quelle destinate all’arte islamica, indiana e giapponese. Nell’autunno del 2018 verrà inaugurata un’ala dedicata all’arte islamica. Albukhary Foundation Galleries of the Islamic World. Sarà reso più agevole, inoltre, il percorso che conduce alla Stele di Rosetta, una delle opere più celebri del museo, per evitare il sovraffollamento di alcune sale e distribuire meglio i visitatori in tutto il museo.

Mariacristina Ferraioli

British Museum
Great Russell St, Bloomsbury, Londra
www.britishmuseum.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.