Lo storico dell’arte tedesco Hartwig Fischer dirigerà il British Museum. È il primo direttore “straniero” degli ultimi due secoli di storia del museo londinese

Si chiama Hartwig Fischer, lo storico dell’arte tedesco di 53 anni, che dal prossimo dicembre sarà il nuovo direttore del British Museum. Dopo l’annuncio delle dimissioni di Neil MacGregor lo scorso aprile, si era azzardata l’ipotesi che, per la prima volta dal 1827, la direzione dello storico museo londinese potesse andare ad uno “straniero”. E […]

Hartwig Fischer

Si chiama Hartwig Fischer, lo storico dell’arte tedesco di 53 anni, che dal prossimo dicembre sarà il nuovo direttore del British Museum. Dopo l’annuncio delle dimissioni di Neil MacGregor lo scorso aprile, si era azzardata l’ipotesi che, per la prima volta dal 1827, la direzione dello storico museo londinese potesse andare ad uno “straniero”. E così è stato.
Fischer arriva dalla Dresden State Art Collections, una delle più autorevoli istituzioni culturali tedesche, dove negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di direttore generale. Ha studiato storia dell’arte tra Bonn, Berlino, Roma e Parigi; è stato assistente ricercatore al Museo d’Arte di Basilea e, in seguito, ha trascorso sei anni a dirigere il Museum Folkwang di Essen. A Londra, aveva già lavorato nel 2006, quando co-curò una mostra dedicata a Kandinskij alla Tate Modern, ma non si può dire che Fischer sia uno di famiglia nel mondo della cultura britannico. Anche se il suo nome non dirà molto ai più, il consiglio di amministrazione del museo ha valutato il suo profilo e ritenuto che abbia tutte le carte in regola per proseguire il brillante operato di MacGregor, a cui va il merito di aver trasformato il British Museum in una realtà dinamica, propositiva, aperta, in 13 anni di mandato.
Così, mentre in Italia abbiamo dovuto assistere a una polemica dietro l’altra per la recente decisione del Ministero della Cultura di nominare 7 direttori stranieri alla guida di altrettanti musei nostrani, un paese nazionalista e poco esterofilo come la Gran Bretagna non si è scandalizzato di fronte alla decisione del consiglio di amministrazione di scegliere il direttore di una delle più autorevoli istituzioni culturali del Paese sulla base del curriculum e non del certificato di nascita. Oltretutto, Hartwig Fischer è solo l’ultimo dei direttori non britannici a sedere sulla poltrona di un museo inglese: dal 2011 il Victoria & Albert Museum è guidato dal tedesco Martin Roth, mentre la Tate Modern ha affidato la sua più alta carica al belga Chris Dercon.

Marta Pettinau

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.