Il Barbican di Londra realizza la sua nuova Concert Hall: Gehry, Foster e Piano in lizza

Avviata l’ultima fase della selezione per la scelta del progettista della nuova sala concerti del Barbican Centre. Nella short list tante archi-star tra cui Frank Gehry, Amanda Levete e Renzo Piano.

L'attuale Barbican Centre a Londra
L'attuale Barbican Centre a Londra (Photo by Chris Jackson/Getty Images)

Grandi nomi dell’architettura mondiale si contenderanno l’incarico della progettazione della nuova sala che accoglierà l’attività della London Symphony Orchestra e che sorgerà nell’attuale sito occupato dal Museum of London che a sua volta sarà trasferito nei pressi del mercato di Smithfield. Una rivoluzione urbanistica per costruire non una semplice sala da concerti, ma un vero centro culturale per portare la musica a un pubblico sempre più ampio.
Il progetto costerà 278 milioni di sterline e comprenderà anche spazi per una scuola di formazione e corsi di perfezionamento. Il progetto nasce come segno tangibile dell’impegno dell’amministrazione per il futuro della musica a Londra, che sinora non aveva una struttura del genere.

GLI ARCHITETTI IN LIZZA

Fra gli studi selezionati non mancano i grandi nomi dell’architettura internazionale come Frank Gehry, Renzo Piano, Amanda Levete, Diller Scofidio + Renfro, Norman Foster, e i norvegesi Snøhetta. Ognuno di essi, a suo modo, ha progettato edifici capaci di rivoluzionarie i canoni dell’architettura, nonché di sorprendere il pubblico per l’arditezza delle soluzioni estetiche e ingegneristiche. Basti pensare alla rivoluzione rappresentata negli anni Settanta dal Centre Pompidou ideato da Piano (e da Rogers) o al cambiamento di prospettiva nello skyline di Bilbao apportato da Gehry con la sede del Museo Guggenheim. E ancora, Amanda Levete nei suoi ultimi progetti per V&A Museum e soprattutto l’instagrammatissimo MAAT di Lisbona, ha fatto un uso massiccio della tecnologia con risultati spettacolari. Mentre Diller Scofidio + Renfro hanno firmato lo spettacolare parco urbano della High Line a New York e, sempre nella Grande Mela, stanno realizzando alcune ambiziose torri nel nuovissimo quartiere degli Hudson Yards.
Progetti importanti, con una forte personalità, i quali lasciano pensare che, chiunque uscirà vincitore dal bando di gara, la nuova Barbican Concert Hall sarà un edificio sorprendente. Tuttavia, il suo futuro è stato messo in discussione lo scorso anno quando il governo ha ritirato il suo contributo di 5,5 milioni di sterline.

L’IMPEGNO DELLA MUNICIPALITÀ

La decisione del Governo della City di continuare con la progettazione è indice di fiducia; la municipalità si è impegnata in prima persona a trovare le risorse mancanti. Catherine McGuinness, presidente della commissione politica e risorse della City of London Corporation, in una dichiarazione a The Guardian ha descritto il progetto come “uno degli sviluppi più attesi e significativi nel vibrante centro culturale di Square Mile”. Parole che non sono bastate a sopire le polemiche, e i detrattori continuano a indicare possibili, migliori destinazioni alternative per queste risorse finanziarie, come le sale di Gateshead, Birmingham e Edimburgo. Ma l’iter prosegue, anche se potrebbe andare incontro a ritardi, come accaduto per la discussa Elbphilharmonie concert hall di Amburgo.

L’ESEMPIO DI AMBURGO

Lo scorso gennaio, con sette anni di ritardo sull’apertura prevista, e un budget lievitato a 798 milioni di euro (dai 77 iniziali), è finalmente realtà la nuova sede della Elbphiliarmonie, progettata dal duo di architetti svizzeri Herzog & de Meuron, e inserita in un megacomplesso di 45 appartamenti di lusso e un hotel da 250 camere. Una gigantesca montagna di vetrocemento che domina la città e il porto, una moderna “piramide di Giza”, il cui progetto fu approvato nel lontano 2003. Il budget iniziale fu giudicato troppo esiguo dagli architetti svizzeri, mentre il lievita mento dei costi ha suscitato non poche perplessità all’interno della commissione edilizia della municipalità di Amburgo, tanto da sottolineare l’assurdità di acquistare, con soldi pubblici, spazzole da toilette da 290 euro l’una. Ma il lusso impone i suoi dazi.
Polemiche a parte, l’edificio piace ai cittadini perché con i suoi colori scuri riflette l’atmosfera del Mare del Nord.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.