Arriva a Torino Open House. Un percorso in 7 tappe, tra palazzi storici riconvertiti e studi

Prima edizione torinese di un format internazionale nato a Londra, appena svoltosi a Roma e a Milano. Per 2 giorni visite gratuite in 111 spazi privati e pubblici. Dallo Studio Gribaudo al Palazzo del Lavoro di Nervi.

Sulla scia delle recenti esperienze romane e milanesi, arriva sotto la Mole Open House Torino, manifestazione che nel weekend del 10-11 giugno 2017 aprirà gratuitamente al pubblico 111 spazi pubblici e privati, tra edifici storici e industriali. Open House è un format internazionale nato negli anni ‘90 a Londra, dove attualmente apre circa 700 spazi e arriva ad avere oltre 300mila visitatori; in Italia è già presente a Roma, dal 2012 (e in quattro anni la partecipazione del pubblico è aumentata del 400%), e a Milano dal 2016. “Quando ho deciso di portare Open House a Torino avevo ben chiaro il patrimonio architettonico della nostra città – racconta Luca Ballarini, fondatore e presidente dell’Associazione Open House Torino, che organizza l’evento -. La nutrita community di architetti locali contemporanei poi si è fatta coinvolgere facilmente nel progetto”. Non resta che vederne un assaggio nella nostra selezione.

-Claudia Giraud

www.openhousetorino.it

1. STUDIO GRIBAUDO, VIA BIAMONTI 15/B

Studio Gribaudo

Ezio Gribaudo, scultore, pittore, collezionista, promotore culturale, ha pensato il suo studio-bunker ai piedi della collina torinese insieme allʼamico-architetto Andrea Bruno, autore del restauro del Castello di Rivoli: di fatto, un monumento a sua volta, sorvegliato dal dinosauro in pietra – fra gli elementi cardine della sua produzione – che campeggia nel giardino.

2. PALAZZO DELLA LUCE, VIA STAMPATORI 18

Palazzo della Luce

Definito dai torinesi “la piccola Madama” per la maestosa e scenografica facciata di ispirazione juvarriana su modello di Palazzo Madama, questo capolavoro della Belle Époque in pieno centro città era un tempo sede della direzione Siptel, poi Enel. Grazie alla riconversione a cura di Peter Jaeger Architetti con l’architetto Giorgio Emprin, ora sul tetto sorgono dieci appartamenti aperti su ampi giardini, mentre il piano nobile ospita eventi o esposizioni.

3. STUDIO CARLO RATTI ASSOCIATI, CORSO QUINTINO SELLA 26

Studio Carlo Ratti

Carlo Ratti è un riferimento in tutto il mondo per lʼintegrazione fra spazio fisico e digitale. Per gli interni della sede dello studio associato di architettura in pre-collina, all’interno di una palazzina di stile razionalista – opera del nonno del fondatore, lʼingegnere Angelo Frisa -, il gruppo di architetti ha scelto un approccio semplice e conservativo.

4. VILLINO RABY, CORSO FRANCIA 8

Villino Raby

La palazzina, oggi sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino (OMCeO), è fra i capolavori dell’architetto più celebre dello stile Liberty torinese: Pietro Fenoglio. Le ringhiere in ferro battuto accompagnano verso le stanze con l’ampio bow-window e le preziose decorazioni del maestro Domenico Smeriglio.

5. CASA HOLLYWOOD, CORSO REGINA MARGHERITA 104

Casa Hollywood

Un tempo cinema porno – da qui il nome Casa Hollywood – ora il palazzo, che comprendeva anche una sala da ballo e un teatro, riconfigurato dagli architetti Luciano Pia, Silvia Ferrero e Giovanna Furbatto, ospita diversi appartamenti, l’albergo e un orto urbano sulla terrazza: le aperture irregolari con viste insolite sulla città, dotate di serre verdi bioclimatiche, sono la caratteristica più distintiva dell’edificio.

6. PALAZZO DEL LAVORO, VIA VENTIMIGLIA 221

Palazzo del lavoro a Ventimiglia

Al momento della costruzione, il “Palazzo dell’Esposizione Internazionale del Lavoro,” creato da Pier Luigi Nervi per Italia ’61, era un’opera di ingegneria e architettura all’avanguardia con le sue enormi arcate in calcestruzzo. Ora giace in disuso da troppo tempo, in attesa di una nuova destinazione.

7. THE NUMBER 6, VIA VITTORIO ALFIERI 6

The Number 6

La definiscono “la casa più bella del mondo”, vincitrice della sezione restauro nel concorso Building of the Year di ArchDaily. Stiamo parlando di Number 6, lo storico Palazzo Valperga Galleani che il Gruppo Building di Piero Boffa ha trasformato in una spettacolare residenza di 36 appartementi. Insieme al cortile, il prezioso piano nobile, con le sue ampie stanze affrescate, è ora dotato di opere contemporanee dʼarte e design.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).