Tate Modern guardona. Problemi legali a pochi mesi dall’inaugurazione della nuova ala

Sul piede di guerra gli abitanti di Bankside, quartiere super trendy che ospita la Tate. Sotto accusa la terrazza panoramica progettata da Herzog & de Meuron…

Tate Modern, Switch House di Herzog & de Meuron
Tate Modern, Switch House di Herzog & de Meuron

Abitare in uno dei quartieri più cari e alla moda di Londra, in appartamenti extra-lusso da decine di milioni di sterline, accanto ad uno dei musei d’arte contemporanea più famosi del pianeta, sembra non essere più il massimo delle aspirazioni se i fortunatissimi vicini della Tate Modern sono pronti alla guerra contro il super museo londinese. Sembra una storia da poco ma i toni sono accesissimi. Cinque persone che abitano in prossimità della Tate hanno denunciato l’istituzione londinese per infrazione costante della privacy e, di conseguenza, dei diritti umani. Atto di accusa serissimo che trascina il museo in una situazione di controversia legale. A far precipitare i rapporti di “buon vicinato” è stata l’inaugurazione della nuova ala del museo, Switch House, progettata dagli archistar Herzog & de Meuron ed inaugurata solo lo scorso giugno. Oggetto del contendere è la vicinanza della nuova costruzione alle abitazioni private e soprattutto la terrazza panoramica con vista a 360° sulla città che offre, allo stesso tempo, una visuale diretta sui condomini adiacenti. La sensazione per gli abitanti del quartiere è di sentirsi come dei pesci rossi in un acquario, osservati continuamente all’interno dei loro lussuosissimi appartamenti costruiti con le pareti in vetro per godere della splendida vista su Londra. Ad aggravare la situazione il fatto che la nuova costruzione sia diventata una delle attrazioni più fotografate e instagrammate di Londra e che la terrazza panoramica sia effettivamente diventata uno dei punti di osservazione preferiti della capitale inglese. È proprio sulla perdita di privacy e sui timori per la sicurezza personale che puntano gli abitanti di Neo Bankside (così si chiama il condominio adiacente) nella causa contro la Tate che rischiano seriamente di vincere.

LA NUOVA ALA DELLA TATE

Inaugurata in pompa magna solo pochi mesi fa, alla presenza dei massimi rappresentanti del mondo della politica e della cultura inglese, The Switch House, progettata da Herzog & de Meuron come il resto del museo, è stata salutata come il simbolo di una nuova era per l’arte. Un’operazione enorme di fundraising che ha permesso di raccogliere, tra fondi pubblici e donazioni private, i 260 milioni di sterline necessari per l’ampliamento del museo. Una struttura di dieci piani in cui ha trovato finalmente alloggio parte dell’immensa collezione della Tate, soprattutto le tante opere acquisite dopo la sua inaugurazione nel 2000. Non solo spazi espositivi ma anche un bar, un ristorante alla moda, una terrazza e vari negozi. Un luogo in cui trascorrere il proprio tempo e non solo in cui recarsi per visitare una mostra. Con il progetto di Herzog & de Meuron scompare in parte il concetto di museo come contenitore d’arte e trova massima realizzazione l’idea di una piattaforma aperta agli incontri anche grazie alle aperture straordinarie in orario serale.

Mariacristina Ferraioli

www.tate.org.uk

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.