Mentre il cantiere del complesso residenziale 520 West 28th St si avvia alla chiusura, il developer annuncia che 15 nuove gallerie apriranno all’interno della struttura e nelle immediate vicinanze

Sta per alzarsi il sipario sulle 39 residenze lusso del 520 West 28th, opera d’esordio dello studio Zaha Hadid Architects a New York. L’edificio, uno degli interventi più attesi nella Grande Mela nell’anno in corso, è situato direttamente sulla High Line; al proprio interno disporrà di dimore esclusive, con dettagli e finiture di pregio anche made in Italy, di metrature variabili tra 90 e 500 metri quadrati. L’ultima novità nella vicenda del 520 West 28th riguarda l’apertura, appena annunciata dalla società sviluppatrice, di 15 nuovi spazi culturali, tra la West 28th Street e la West 27th Street. Destinati a ospitare gallerie e istituzioni, ricalcheranno l’impostazione delle gallerie europee.

LE NUOVE GALLERIE DI CHELSEA

Secondo le prime informazioni, disporranno di superfici espositive variabili, tra 60 e 160 metri quadrati, e avranno in comune alcuni servizi, tra cui quelli legati alla ristorazione. Già confermata la presenza della Paul Kasmin Gallery. Alle realtà che sceglieranno come propria sede gli ambienti a disposizione nel complesso progettato da Zaha Hadid, pronti entro la primavera 2017, andranno ad aggiungersi le gallerie indipendenti del circuito High Line Nine, collocate in uno dei nuovi edifici realizzati da Studio MDA, nelle medesima zona. L’idea, stando alle dichiarazioni di Greg Gushee – executive vice president della Related – sarebbe stata ispirata direttamente dall’aspetto scultoreo dello stabile dell’archistar scomparsa un anno fa. A riguardo ha infatti dichiarato che il 520 West 28th St è “uno dei più bei edifici residenziali della città e una monumentale opera d’arte. Abbiamo percepito l’opportunità unica di espandere e migliorare ulteriormente il West Chelsea Art district”. Che il distretto, dato troppo presto per morto per eccessiva commercializzazione delle gallerie e per le conseguenze degli ormai troppo frequenti uragani, si stia rilanciando anche grazie ai grandi architetti portati a lavorare qui dalla febbre da sviluppo immobiliare seguita al successone della High Line?

– Valentina Silvestrini

http://www.520w28.com/
http://www.related.com/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.