Una micro-città per l’arte contemporanea: Schiattarella Associati in Arabia Saudita

Amedeo e Andrea Schiattarella raccontano il progetto per il Contemporary Art Center di Addiriyah. Un’architettura per il futuro dell’arte saudita immersa nella storia del regno arabo.

Schiattarella Associati, Addiriyah Contemporary Art Center
Schiattarella Associati, Addiriyah Contemporary Art Center

Da quando un’estesa campagna di scavi ha riportato alla luce il suo passato di prima capitale del regno saudita, Addiriyah, località sull’altipiano del Najd a venti chilometri da Riyad, ha riscoperto la sua naturale vocazione di custode della cultura nazionale. Al restauro della cittadella di Turaif – patrimonio Unesco dal 2010 – si affianca dal 2005 un piano di valorizzazione territoriale, per trasformare l’antica capitale sulle sponde del Wadi Hanifa nel principale distretto culturale della regione. È in questo vasto programma che si inserisce un ambizioso progetto tutto italiano.

UN HUB PER L’ARTE MULTIMEDIALE
Il progetto per il nuovo Contemporary Art Center di Addiriyah porta la firma dello studio romano Schiattarella Associati. Vincitore del concorso internazionale bandito nel 2013 dall’Arriyadh Development Authority, il centro è pensato come un hub dedicato alla produzione, promozione e documentazione dell’arte saudita contemporanea: un progetto pilota, da replicare poi sul territorio.
Per un Paese difficile come l’Arabia Saudita, dove anche l’espressione artistica è soggetta a severe limitazioni, si tratta di un’operazione tanto inedita quanto attesa. Come dimostrato dalla partecipazione al progetto di galleristi e artisti locali, i quali, racconta Andrea Schiattarella, “non solo hanno seguito con grande interesse tutto il percorso, ma, riuniti in un comitato scientifico, hanno anche fornito un contributo determinante per la definizione del programma del centro come luogo di produzione di arte digitale.” Quasi la metà dei 6500 mq del complesso – che ospiterà spazi per la formazione e l’esposizione, aree pubbliche e commerciali – sarà dunque destinata a residenze e laboratori, quali video-photo set, sale di registrazione, post-produzione e proiezione.

Schiattarella Associati, Addiriyah Contemporary Art Center
Schiattarella Associati, Addiriyah Contemporary Art Center

UN FRAMMENTO URBANO
Ad accogliere l’articolato mosaico di attività, sarà un’architettura immersa tanto nel paesaggio quanto nella memoria di Addiriyah. “L’impianto dell’Art Center”, spiega Amedeo Schiattarella, “nasce dalla particolare condizione del sito, insieme parte della città e punto di passaggio fra artificio e natura: un lotto sul limite del centro abitato originario, un tempo separato dai territori agricoli del wadi dalle mura cittadine”. Con un fronte continuo lungo il wadi e uno permeabile verso la città antica, il centro ricompone il frammento mancante fra paesaggio naturale e costruito: all’interno, un sistema di percorsi e piazze su più livelli collega i volumi che ospitano le varie attività.
Una micro-città dedicata all’arte contemporanea, in cui più che i pieni, sono i vuoti a costruire lo spazio. Un tema in linea con le ricerche portate avanti fin dagli Anni Settanta dallo studio: “Se si potesse fare il negativo dei nostri progetti”, prosegue l’architetto, “trasformando i vuoti in pieni e i pieni in vuoti, si vedrebbe come tutto lo spazio interstiziale sia progettato: nella nostra visione, questa è l’essenza dell’architettura”.

Schiattarella Associati, Addiriyah Contemporary Art Center
Schiattarella Associati, Addiriyah Contemporary Art Center

COME ARTIGIANI IN ORIENTE
Un approccio attento al luogo che negli ultimi quindici anni ha permesso allo studio di inserirsi con successo in mercati da colossi – per numero di collaboratori e struttura finanziaria di sostegno – quali la Corea prima e il Medio Oriente poi. “La piccola dimensione del nostro studio”, sottolinea Andrea Schiattarella, “costituisce un alto fattore competitivo: ci permette di essere “artigiani”. Riusciamo a seguire il cliente e a dare risposte di qualità in tempi brevi: una flessibilità che una grande struttura non sempre riesce a garantire.”
Un copione ripetuto anche per l’Art Center: del progetto – che ha avuto la meglio sulle proposte di Rafael De la Hoz, Keith William, Erick van Egeraat – è stato infatti consegnato l’esecutivo già lo scorso novembre. Il suo destino, e la speranza per la scena artistica saudita che porta con sé, è ora nelle mani di autorità e artisti, che contano sull’intervento di finanziatori privati per realizzare e gestire il centro.

Marta Atzeni

www.schiattarella.com

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.