In Sardegna rinasce un altro villaggio minerario (un crowdfunding cerca risorse per proseguire i restauri)

Da qualche anno, dopo lungo abbandono, il villaggio operaio fondato a fine Ottocento da Giorgio Asproni accanto alla miniera di Seddas Moddizzis è oggetto del recupero che l’ha riaperto al pubblico. Ora si punta a farne un museo a cielo aperto per la divulgazione inclusiva

Il recupero dell’ex Villaggio Minerario Asproni, in quell’area ancora turisticamente intatta della Sardegna che è il Sulcis Iglesiente, ha avuto inizio da qualche anno a questa parte.

Le miniere del Sulcis Iglesiente

L’intera regione, nel quadrante sud-ovest dell’isola, vanta un’identità mineraria antichissima, legata all’estrazione di zinco, piombo, argento e carbone. E la conversione dell’economia locale verso un turismo culturale attratto dagli incredibili siti di archeologia industriale che punteggiano il territorio – dai ruderi di Buggerru alla Laveria Lamarmora e Porto Flavia – si è consolidato progressivamente nell’ultimo decennio grazie a “nuovi” percorsi come il Cammino di Santa Barbara e a investimenti mirati per il ripristino di infrastrutture e villaggi operai compresi nel Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco nel 1998.

La storia del Villaggio Minerario Asproni

Sull’altipiano di Seddas Moddizzis, l’ex villaggio sorto attorno alla miniera omonima (in attività per circa un secolo, per l’estrazione di calamina) si raggiunge a pochi chilometri da Iglesias. E si è preservato come importante esempio di architettura mineraria dell’isola, nonostante i decenni di abbandono scontati a partire dagli Anni Settanta. Dopo essere stato vandalizzato e depredato a più riprese, il sito ha beneficiato di un progetto di riqualificazione fondato su approfondite ricerche presso gli Archivi Storici e Minerari locali, sotto la supervisione della Fondazione Giorgio Asproni, che porta il nome di colui che edificò villaggio tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, dopo aver acquisito la proprietà della vicina miniera, nel periodo in cui l’impianto riuscì a raggiungere l’apice della sua produttività, quando dava lavoro a 200 operai. Anche l’ingegner Asproni, che si era specializzato giovanissimo in Mineralogia a Saint-Étienne e poi aveva perfezionato la sua formazione tra Inghilterra e Belgio, assumendo nel 1885 la direzione della miniera, visse con la sua famiglia nel villaggio, fino alla sua scomparsa, nel 1936. Per altri trent’anni, però, il centro continuò a essere abitato da diverse famiglie.

Il recupero del Villaggio Minerario Asproni

Nel 2020, la famiglia Lorefice, dopo l’acquisizione del sito all’asta giudiziaria da parte di Giovanni Lorefice (per anni medico di miniera), ha avviato il Progetto VIL.MIN.AS., puntando a ricostruire la storia del contesto, bonificare gli spazi verdi – la proprietà era vastissima e nell’altopiano si coltivavano vigneti e mandorleti, si praticavano l’agricoltura e l’allevamento e si effettuava il taglio della legna – recuperare gli edifici del borgo minerario (oltre alle abitazioni la Chiesa, la Direzione, gli uffici della miniera, l’ufficio postale, lo spaccio-cantina, l’infermeria, la scuola elementare, la rimessa degli attrezzi agricoli, la scuderia) e farne un museo a cielo aperto, ripristinare gli spazi destinati alla socialità.

Le visite al sito e il crowdfunding

Oggi, la missione è ben avviata. Tra il 2021 e il 2023 sono stati completati i primi importanti interventi di restauro conservativo: il recupero completo dell’edificio della Direzione Mineraria e il restauro del tetto di Casa Asproni. In estate, da giugno ad agosto, l’ex Villaggio Minerario Asproni apre ogni giorno (lunedì e giovedì esclusi; da settembre a maggio solo nei weekend e festivi) alle visite guidate, previa prenotazione online, introducendo il pubblico a un tour in dieci tappe di circa due ore, che tocca tutti i punti di interesse storico, culturale e architettonico del borgo, con possibilità di vedere i lavori di bonifica e recupero già completati.

Ma per proseguire l’opera di restauro e bonifica è necessario uno sforzo ulteriore. Per questo fino al 31 agosto 2026 è attivo su Produzioni dal basso un crowdfunding che vuole finanziare interventi per l’ammontare di circa 50mila euro, mirati alla messa in sicurezza dei percorsi di accesso, alla realizzazione di nuove attività didattiche (e inclusive) e spazi per la collettività, alla creazione di servizi igienici per il pubblico e di una rete idrica sostenibile. Con la campagna di donazione pubblica si punta a raccogliere la metà della cifra, pari a 25mila euro; ai donatori saranno riconosciute diverse ricompense, dalla visita guidata omaggio a una copia del libro che racconta la storia del sito.

Livia Montagnoli

Villaggio Minerario Asproni
Contrada Seddas Moddizzis, Iglesias


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