Sulle Madonie in Sicilia un progetto artistico di lungo termine riattiva le aree interne con la cultura
RITORNI è il progetto di ricerca artistica e culturale di Luca Pantina, che contro lo spopolamento si chiede cosa significhi oggi ritornare in un luogo, e prendersene cura. Dal 5 al 7 agosto l’inizio di un percorso partecipato con artisti e abitanti del paesino di Catalani
Non si propone di essere un festival, né una residenza artistica nella sua accezione canonica. RITORNI nasce, invece, come processo di trasformazione destinato a crescere nel tempo, attraverso pratiche di ascolto, cammino, condivisione e cura per i luoghi. Partendo da una domanda semplice: che cosa significa oggi ritornare?
Il ritorno di Luca Pantina a Catalani, nel Parco delle Madonie
A porsi l’interrogativo è Luca Pantina, artista originario di Catalani, piccolo centro nel Parco delle Madonie, che vive e lavora tra la Sicilia (fino al 30 luglio si visita all’Ottagono di Santa Caterina di Cefalù la sua personale Nostos. Le forme del viaggio) e l’Andalusia. Da molti anni, la sua ricerca si sviluppa attraverso il disegno, la pittura, la grafica d’arte e l’installazione per esplorare i temi del paesaggio e della memoria. E RITORNI è l’obiettivo su cui si è concentrato l’impegno degli ultimi mesi, in vista della prima attivazione del percorso, dal 5 al 7 agosto 2026. “Dopo molti anni trascorsi tra Sicilia e Spagna, ho sentito il desiderio di riportare una parte della mia ricerca nel luogo da cui provengo, trasformando quel legame in un’occasione di incontro e di confronto con altri artisti. Dunque dietro al progetto c’è un ritorno personale, ma anche l’occasione per tornare a un tempo sospeso, a un paesaggio, a una relazione con il territorio. Il ritorno non è un gesto nostalgico, ma un atto di attenzione e cura”.

Catalani e l’Archivio del progetto RITORNI
Il territorio in questione è quello che si sviluppa, partendo dal Comune di Castellana Sicula, verso la montagna che conduce, nell’ordine, alle frazioni Calcarelli, Catalani (circa 900 metri s.l.m.) e, ancora più in alto, Nociazzi. “Ho iniziato a pensare al progetto nel 2006, ho restaurato la casa di Catalani in cui è nata mia mamma, che è diventata una sorta di casa-studio. Accanto è nato più di recente l’AtelierStudioNica, che ospiterà l’Archivio di RITORNI”. Un archivio vivente dedicato alla memoria e all’evoluzione, che raccoglierà fotografie, documenti, testimonianze, registrazioni e opere prodotte dagli artisti che entreranno in contatto con Catalani, per creare un patrimonio condiviso capace di intrecciare passato e presente: “Ogni ritorno lascia una traccia. Ogni traccia diventa memoria”.

La prima edizione di RITORNI dal 5 al 7 agosto
Ogni anno – a partire dall’edizione pilota prossima a prendere il via, intitolata alle Presenze nel paesaggio – artisti (da diversi contesti europei), ricercatori e tutte le persone interessate a condividere i temi del territorio saranno invitati a trascorrere alcuni giorni a Catalani. Tra incontri, passeggiate, laboratori, conversazioni e interventi artistici. “L’obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio umano e paesaggistico locale senza alterarne il carattere. Ho la convinzione che i territori meno visibili possono diventare spazi privilegiati di ricerca, incontro e sperimentazione culturale. Qui il paesaggio non è un semplice sfondo, ma una presenza attiva. Camminare, osservare, ascoltare e condividere diventano parte integrante del processo artistico”. Immaginando anche nuove forme di abitare il territorio.

Le artiste e le attività di RITORNI a Catalani
Si comincia con due artiste, Elisabetta De Luca, anche lei attiva tra l’Italia e la Spagna, e la francese Sylvie Riant. Una terza presenza, quella di Federico Guzma – artista di Siviglia scomparso prematuramente in fase di sviluppo del progetto – sarà evocata nella tre giorni di incontri e riflessioni, aperti gratuitamente al pubblico. “Nessuna delle due artiste conosce Catalani, le accoglieremo, visiteremo i paesi vicini, ascolteremo i loro spunti e saranno libere di rielaborare le proprie idee se vorranno creare qualcosa. L’obiettivo non è quello di riempire il paese di murales o installazioni. Durante i momenti di comunità si parlerà di spopolamento e le artiste terranno laboratori per chi vorrà partecipare”.
Durante RITORNI, l’AtelierStudioNica (al centro c’è tutto il potenziale delle piccole cose: nica in siciliano vuol dire piccola) sarà aperto agli artisti, agli abitanti e ai visitatori, trasformandosi in uno spazio di lavoro, confronto, ascolto e condivisione. Nel resto dell’anno continuerà ad accogliere visitatori, artisti, ricercatori e persone interessate a conoscere il progetto e il territorio attraverso l’Archivio, che custodirà anche interviste e le foto scattate da Pietro Di Girolamo durante i momenti partecipati.
Ritornare per abitare
Un primo traguardo è già stato raggiunto: “Sin dall’inizio ho percepito la collaborazione delle persone del posto e delle attività locali. I pochi abitanti di Catalani hanno accolto con curiosità il progetto, il B&B La Terrazza sulle Madonie ospiterà il momento inaugurale nel pomeriggio del 4 agosto, l’agriturismo Il Gelso accoglierà le artiste. E con il tempo vorrei coinvolgere anche l’ente Parco delle Madonie. RITORNI non nasce come progetto turistico, ma proponendosi di riflettere su come viviamo e abitiamo i luoghi vorrebbe incentivare anche un turismo più attento e più lento”.
Livia Montagnoli
RITORNI Catalani // dal 5 al 7 agosto 2026
Catalani, Castellana Sicula (PA)
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