A Bologna inaugura la Biblioteca Eco: oltre 30mila volumi del semiologo scomparso 10 anni fa ora disponibili per la consultazione pubblica
Bologna rende omaggio allo studioso che fece dell’università cittadina uno dei principali centri di ricerca per semiotica e scienze della comunicazione. A Palazzo Poggi, la raccolta in arrivo dalla casa-studio milanese di Eco, donata dagli eredi, ripropone l’organizzazione tematica originale
A Palazzo Poggi, i 32mila volumi provenienti dalla casa-studio milanese di Umberto Eco (Alessandria, 1932 – Milano, 2016) hanno appena trovato una nuova dimora permanente. È l’ala novecentesca dello storico edificio bolognese ad accogliere – nel decimo anniversario della morte del semiologo e intellettuale che proprio all’Alma Mater di Bologna legò una fase molto importante della sua carriera universitaria, facendone uno dei principali centri internazionali di ricerca nel campo della semiotica e delle scienze della comunicazione – la nuova Biblioteca Eco.

A Bologna apre la Biblioteca Eco
“Un vero dono per Bologna, città della conoscenza, del sapere e di Umberto Eco”, sottolinea il sindaco Matteo Lepore nel celebrare il traguardo: “Grazie alla generosità degli eredi e alla collaborazione con l’Università di Bologna, oltre 32mila volumi arrivati dalla casa-studio di Milano diventano oggi un patrimonio culturale condiviso. La cosa più straordinaria è che i libri conservano l’esatta disposizione originale voluta da Eco, rendendo le sale di questa biblioteca un vero e proprio laboratorio di idee che spazia dalla filosofia medievale ai fumetti classici di Linus (la rivista fu co-fondata da Eco nel 1965, ndr), dai grandi romanzi fino agli studi sulla cabala e l’occultismo”.
Con l’apertura della Biblioteca Eco, infatti, una raccolta nata per l’uso personale di uno studioso diventa patrimonio culturale condiviso, a disposizione della comunità scientifica e del pubblico, accessibile (da piazza Puntoni, 2) per la consultazione e le visite guidate su prenotazione online, all’indirizzo email dedicato.
La donazione della biblioteca di Umberto Eco allo Stato
In attesa che il fondo sia completato nella stessa sede con l’arrivo dei libri della casa di campagna a Monte Cerignone, nelle Marche, la biblioteca ora ospitata a Palazzo Poggi diventa, dunque, una delle più significative biblioteche d’autore contemporanee in Italia (e nel mondo), testimonianza del metodo di Eco, delle sue fonti, dei suoi interessi culturali e delle relazioni intellettuali che hanno alimentato la sua produzione. E il progetto che si concretizza grazie alla donazione degli eredi – espletata nel 2020 in favore dello Stato italiano, con la clausola che fosse concessa in comodato all’Università di Bologna – è anche il riconoscimento del legame profondo e duraturo che ha unito Eco all’Alma Mater (dove lo studioso ha tenuto la cattedra di semiotica dal 1971 al 2007) e al contesto culturale bolognese.

L’organizzazione tematica e le raccolte della Biblioteca Eco
Nell’allestire lo spazio si è scelto di preservare il più possibile l’impianto concettuale originario della raccolta, con sale tematiche che consentono di esplorare i principali nuclei del pensiero dello studioso. Per questo la biblioteca, prima del trasferimento, è stata studiata e rilevata scaffale per scaffale, documentando la posizione dei volumi, le sequenze tematiche e gli accostamenti tra autori e discipline. E ora a Bologna si ritrovano applicati i criteri che avevano guidato Eco nell’organizzare la raccolta: il principio del “buon vicino” teorizzato da Aby Warburg e sottoscritto dal semiologo, le relazioni interdisciplinari, i rimandi tra testi e le affinità tematiche. Per riprodurre una mappa articolata del sapere umanistico, dove le stanze delle letterature – italiana, francese, anglosassone, tedesca, mitteleuropea, slava, ispanoamericana – possono essere “lette” sia in orizzontale, in senso diacronico, sia in verticale, in senso sincronico, per comprendere quali fossero le opere e gli autori dello stesso periodo storico in Italia, Inghilterra, Germania, Francia. Tra i temi più approfonditi, a partire dalle pubblicazioni ottocentesche, spiccano poi il giallo e la fantascienza, la letteratura popolare e il feuilleton. E tra gli scaffali si trovano anche oltre 2mila opere scritte o curate da Eco in varie edizioni e traduzioni, in decine di lingue e da molti paesi, e circa 600 libri su Eco tra cui tesi di laurea e di dottorato. E ancora le edizioni dei suoi romanzi con copie di lavoro e correzioni autografe, oltre a interi scaffali dedicati agli autori più amati, come Joyce, Nerval, Borges.
Livia Montagnoli
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