Nuovi ristoranti nei musei di Roma: Livia a Palazzo Massimo e Molto a Galleria Borghese

È intitolato a Livia Drusilla il nuovo ristorante del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, mentre Galleria Borghese inaugura il suo nuovo piano servizi dotandosi di un’offerta di ristorazione più strutturata con Molto

Livia, Palazzo Massimo
Livia, Palazzo Massimo

È un tema ricorrente quello dell’adeguamento dei servizi museali italiani agli standard che più spesso si incontrano all’estero. Pesa in questo processo anche la lungimiranza di scommettere su progetti gastronomici ambiziosi, che non releghino l’offerta ristorativa del museo a semplice necessità. 
Di strada, anche in Italia, negli ultimi anni se n’è fatta molta. Basti pensare all’unico tristellato milanese, il ristorante di Enrico Bartolini, che ha sede all’ultimo piano del Mudec. O, sempre a Milano (dov’è sbocciata pure la collaborazione tra Aimo e Nadia e le Gallerie d’Italia col ristorante Voce), all’imminente inaugurazione del progetto di chef Andrea Aprea nel rinnovato Museo Etrusco della Fondazione Luigi Rovati. In giro per l’Italia si intercettano poi le scommesse del Mart di Rovereto (con Alfio Ghezzi e il suo duplice impegno con alta cucina e bistrot), del Centro Pecci di Prato (dov’è storia di lungo corso il sodalizio con chef Angiolo Barni, patron di Myo), di Spazio 7 (alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e Dolce Stil Novo (alla Venaria Reale) a Torino. A Roma il panorama dei ristoranti museali ha iniziato a evolversi verso progetti gastronomici di un certo rilievo solo di recente (ma non dimentichiamo l’esperienza precoce del fu Open Colonna al Palazzo delle Esposizioni), ma già consolidata e soddisfacente è l’esperienza al Caffè Doria, che completa il percorso di Palazzo Doria Pamphilj negli ambienti che furono le scuderie della dimora signorile. Mentre a Palazzo Brancaccio, è Spazio Field ad accogliere il ristorante Roland 

Caffetteria Massimo, Palazzo Massimo
Caffetteria Massimo, Palazzo Massimo

ROMA: RISTORANTE LIVIA A PALAZZO MASSIMO 

Nelle ultime settimane, due new entry si affacciano nel contesto capitolino, con eguale obiettivo di migliorare e implementare i servizi al pubblico di istituzioni strategiche per la vita culturale della città. A Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano che affaccia su piazzale dei Cinquecento e conserva la collezione archeologica relativa ai ritrovamenti degli scavi avviati a Roma e dintorni dal 1870 in avanti (con lo stesso biglietto si visitano gli altri musei del circuito, Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps e Crypta Balbi), ora si può beneficiare di una caffetteria – già in attività dal 2019, ma rinnovata negli spazi e nell’offerta – e di un ristorante, al primo piano dell’edificio, direttamente collegato al percorso museale. Entrambi sono gestiti dal Gruppo Camst che si è aggiudicato il bando di gara nel 2019. Siamo a breve distanza dalla stazione Termini, e soprattutto la Caffetteria Massimo promette di diventare anche un pratico punto di sosta e ristoro per pendolari e viaggiatori, con un’offerta che spazia dalla colazione del mattino (si apre alle 7) alle proposte sempre disponibili della bakery, al menu informale del bistrot, con piatti espressi caldi e freddi. È intitolato a Livia, moglie di Augusto di cui il museo conserva il celebre giardino affrescato in arrivo dalla villa di Prima Porta, il ristorante con terrazza aperto solo a cena (e per l’aperitivo), ai visitatori e al pubblico esterno. In cucina c’è Fulvio Penta, formatosi accanto ad Antonello Colonna e qui nel ruolo di capo brigata, per concertare un menu che dà spazio alle produzioni regionali (ma non solo).  

L'offerta di Molto, Galleria Borghese
L’offerta di Molto, Galleria Borghese

ROMA: RISTORANTE MOLTO ALLA GALLERIA BORGHESE 

Nel frattempo arriva a compimento anche il progetto di riqualificazione del piano servizi della Galleria Borghese. Dal 2019 si sono infatti susseguiti gli interventi di valorizzazione e adeguamento del piano seminterrato, quello dedicato ai servizi museali di accoglienza al pubblico: biglietteria, bookshop, caffetteria, noleggio audioguide, guardaroba. Con l’occasione, è stato possibile ampliare gli spazi adibiti alla ristorazione, che per la prima volta può contare su un ristorante che si affianca alla caffetteria. A gestirli c’è Molto Italiano (creatura di Lorenzo Bassetti, tra l’altro anche collezionista d’arte), con un’offerta che spazia dalle 9 alle 19 (ma si protrarrà fino a cena in occasione delle aperture serali del museo) e un format gastronomico agevole, ma di qualità. Le materie prime arrivano in parte dall’orto di proprietà del gruppo – che ha già un ristorante all’attivo in viale Parioli, e si occupa anche di banqueting – nell’Agro laziale. A dolci e lievitati della caffetteria corrisponde una proposta salata fatta di focacce, maritozzi, croissant farciti (sempre disponibili) e piatti caldi per il servizio del pranzo, dal riso al salto agli gnocchetti alla Sorrentina, alle polpette di vitello alla cacciatore, per strizzare l’occhio ai classici della cucina regionale italiana. Si è pensato anche a privilegiare il legame col parco che circonda la villa, garantendo un servizio di box take away per un picnic sul prato. Meglio se dopo aver visitato la mostra su Guido Reni, allestita fino al 22 maggio nelle sale della Galleria. 

 – Livia Montagnoli 

https://galleriaborghese.beniculturali.it https://museonazionaleromano.beniculturali.it/palazzo-massimo/

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