Il Caffè di Palazzo Doria Pamphilj a Roma cambia look. E diventa un bistrot all’insegna dell’arte

Aperto nel 1999, il Caffè Doria è stato protagonista di un importante progetto di restyling che lo ha trasformato in bistrot e cocktail bar. Ecco le immagini

Caffè Doria - ph. Andrea Di Lorenzo
Caffè Doria - ph. Andrea Di Lorenzo

Negli ultimi anni, per quanto riguarda i servizi offerti dai musei ai propri visitatori (e non solo), sta crescendo sempre di più l’importanza dedicata all’area ristoro, con progetti ricercati che innescano spesso un peculiare dialogo tra il mondo del food e la storia e l’arte del luogo che ospita bar, bistrot e ristoranti. Molti di questi progetti danno vita a collaborazioni importanti e multidisciplinari, tra chef, bartender, designer e artigiani, impegnati nel creare ambienti ricercati che possano dare agli avventori, dopo la visita al museo, la possibilità di proseguire il loro percorso con un’esperienza che stimoli tutti e cinque i sensi. E questo è il mood che contraddistingue il nuovo corso del Caffè Doria, locale nato nel 1999 all’interno di Palazzo Doria Pamphilj a Roma, negli ambienti che un tempo ospitavano le scuderie nobili, e di recente protagonista di un progetto di ristrutturazione (iniziato ad agosto 2019 e terminato a febbraio 2020) che ha dato al locale, precedentemente tea room e caffetteria, nuova linfa e look. Caffè Doria infatti adesso è anche bistrot e cocktail bar, e la sua cucina è capitanata dallo chef Massimiliano Mazzotta.

Caffè Doria - ph. Andrea Di Lorenzo
Caffè Doria – ph. Andrea Di Lorenzo

PALAZZO DORIA PAMPHILJ A ROMA 

Situato tra Via del Corso e Via della Gatta, Palazzo Doria Pamphilj ospita un’importantissima collezione d’arte moderna (creata a partire dal XVI secolo dalle famiglie Doria, Pamphilj, Landi e Aldobrandini) che comprende arredi, sculture e pitture, con capolavori tra gli altri di Tintoretto, Tiziano (Salomè con la testa del Battista), Raffaello (Doppio ritratto), Carracci (Paesaggio con la fuga in Egitto; Susanna e i vecchioni), Correggio (Allegoria della Virtù), Caravaggio (Riposo durante la fuga in Egitto; Maddalena penitente), Filippo Lippi (Annunciazione), Lorrain (Paesaggio con figure danzanti), Velásquez (Ritratto di papa Innocenzo X Pamphilj).

Caffè Doria - Colazione. Ph. Andrea Di Lorenzo
Caffè Doria – Colazione. Ph. Andrea Di Lorenzo

IL NUOVO CAFFÈ DORIA A PALAZZO DORIA PAMPHILJ. IL PROGETTO 

Il Caffè Doria ha il suo ingresso principale su Via della Gatta 1/a, ma può essere raggiunto anche dall’interno del Palazzo Doria Pamphilj dai visitatori della Galleria. Il progetto di restyling è stato curato dai fondatori del Caffè, la famiglia Bianchi, che adesso ha potuto finalmente riaprire il proprio locale dopo le chiusure e le restrizioni imposte dalla pandemia. Il Caffè si contraddistingue per la presenza di una seicentesca fontana monumentale che un tempo serviva ad abbeverare i cavalli; si tratta quindi di un ambiente fortemente connotato dal punto di vista storico e anche stilistico, aspetti questi tenuti in considerazione nel progetto di ristrutturazione. Sono stati scelti infatti arredi, materiali e colori in linea con il luogo e le caratteristiche architettoniche dello spazio, i soffitti alti sei metri, le imponenti colonne, le volte e gli archi a tutto sesto. L’utilizzo del rivestimento listellare il legno enfatizza il senso di verticalità dell’ambiente, e mette in risalto gli arredi forniti dalla CIAM, come il bancone bar, il banco pasticceria e il drink trolley. La sala principale si contraddistingue per una boiserie in legno massello recuperata e ristrutturata, che accompagna i divani ocra per tutta la loro lunghezza e facendo da cornice alle esposizioni di quadri e mostre a rotazione continua: attualmente è in corso Le Mostre Impossibili, progetto a cura del Prof. Renato Parascandolo che riunisce le principali opere della storia dell’arte italiana, riprodotte in scala originale ad altissima definizione e retroilluminate.

CAFFÈ DORIA, TRA FOOD E DRINK

Tra le novità del locale è il Bistrot, che accompagna gli avventori dalla colazione fino al drink serale. Alla guida della cucina è Massimiliano Mazzotta, chef classe 1987 che con le sue ricette coniuga tradizione e modernità, conoscenza per le materie prime e stagionalità, il concetto di “comfort food” e innovazione. Qualche esempio dei piatti che potrete trovare al Caffè Doria? Millefoglie di vitello tonnato; Alici alla beccafico in salsa di arancia; Gnocchi di patate con crema di scarola e fonduta di provola affumicata; Misticanza erbe e fiori da permacultura con vinaigrette al miele e passion fruit; Filetto di agnello con il suo fondo, carotine, porri e cipollotti bruciati.

– Desirée Maida 

www.doriapamphilj.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.