Morto Giancarlo Olgiati, l’avvocato collezionista svizzero delle avanguardie del Novecento. La sua raccolta condivisa con la città di Lugano

Con sua moglie Danna, curatrice e specialista del Futurismo, dal 2012 Olgiati aprì al pubblico parte della sua collezione, raccolta a partire dagli Anni Sessanta, attraverso una donazione al MASI Lugano. Scompare a 88 anni

Erano gli Anni Sessanta quando, giovane avvocato, Giancarlo Olgiati iniziava a coltivare con impegno assiduo e acuto spirito collezionistico la sua consuetudine con l’arte contemporanea. Una passione che l’avrebbe portato a diventare, dal 1985 in sinergia e comunione d’intenti con sua moglie Danna (curatrice italiana specializzata nel Futurismo), uno dei più strenui divulgatori della materia. E con l’attitudine a condividere, da collezionista illuminato, il patrimonio raccolto in decenni di attività sul mercato.

La collezione di Danna e Giancarlo Olgiati al MASI Lugano

Nel 2012, infatti, l’avvocato ticinese – figlio del politico Libero Olgiati – e sua moglie scelsero di aprire al pubblico le propria collezione, dandola in usufrutto alla città di Lugano: “Il nostro percorso di collezionisti” dissero allora “si è compiuto sempre nel silenzio e nella riservatezza assoluti. Noi non abbiamo eredi e dunque ci auguriamo che le istituzioni, attraverso le opere raccolte nell’arco di una vita, aiutino a creare un sistema-cultura in grado di mostrare l’identità più aggiornata di Lugano e di questo Cantone”. Oggi la raccolta si apprezza negli spazi ipogei di pertinenza del MASI (lo Spazio -1, nei sotterranei adiacenti al centro culturale LAC), con allestimenti sempre diversi e mostre temporanee, dedicate in particolare alle avanguardie del XX secolo (dal 20 settembre 2026 inizierà la mostra Jannis Kounellis: Io sono un pittore, curata da Vincenzo de Bellis; nel 2025 protagonisti erano stati Prampolini e Burri, nel ’24 Yves Klein e Arman).

Le opere della raccolta Olgiati

La Collezione Olgiati al MASI, che riunisce oltre 200 opere tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, installazioni e video (delle complessive oltre 1.200 opere collezionate dai coniugi), si compone, infatti, di un significativo nucleo di opere legate all’Arte Povera, ma approfondisce anche lo spazialismo, il nouveau realisme e tendenze neo-astrattiste e neo-pop dell’inizio degli Anni Duemila.

Il collezionismo secondo Giancarlo Olgiati

Nel 1962 mio padre mi mandò a Düsseldorf, appena laureato, per imparare a lavorare e a vivere. In quegli anni, alla galleria Shmela vidi per la prima volta i blu di Klein: fu una folgorazione che mi aprì in via definitiva la mente al contemporaneo e mi mise in cerca delle grandi avanguardie”, raccontava Olgiati in un’intervista ad Artribune più di dieci anni fa “Sebbene ancora non potessi permettermi di acquistare nulla. Solo nel 1975, grazie anche all’influenza del Nouveau Réalisme, ma soprattutto di Arman e delle allures d’objet, mi avvicinai al Futurismo”. E a proposito del suo modo (e di Danna) di intendere il collezionismo, l’avvocato non aveva mai cambiato approccio: “Nonostante noi si venga sommersi dai cataloghi, non frequentiamo le aste, se non per necessità, poiché non amiamo competizione e mercatismo finanziario. Preferiamo essere consigliati dai nostri compagni di viaggio e ascoltare selettivamente i galleristi che più conoscono la nostra collezione e la sua integrità”.

Giancarlo Olgiati si è spento all’età di 88 anni nella notte del 20 agosto 2026, a Lugano. Questo il ricordo del MASI: “Il MASI Lugano ricorda Giancarlo Olgiati, amico e lungimirante sostenitore del Museo, colto e raffinato collezionista. Giancarlo ha costruito nel corso degli anni, insieme alla moglie Danna, una raccolta guidata da uno sguardo personale e rigoroso, capace di attraversare le avanguardie del Novecento e l’arte contemporanea con particolare attenzione all’arte italiana. Il legame di Giancarlo con il Museo si è tradotto anche nella volontà di condividere questa passione con il pubblico. La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, aperta nel 2012 negli spazi adiacenti al MASI, rappresenta oggi una presenza fondamentale nel panorama artistico contemporaneo”.

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Redazione

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