Gli studenti del liceo Eugenio Montale di Roma hanno intervistato la street artist italiana, Claudia La Bianca, trasferitasi 23 anni fa a Miami, dove la sua arte è oramai molto conosciuta e apprezzata.

Buonasera, sono la prof.ssa Perea Costa e insieme a me ci sono alcuni degli studenti del quarto e del quinto anno della sezione Q del liceo Eugenio Montale di Roma. Oggi abbiamo la fortuna di poter incontrare e conoscere meglio una grande artista italiana, Claudia La Bianca.
Abbiamo avuto modo di sapere di te alla fine dell’anno   scolastico; abbiamo visto un video su YouTube che raccontava del bellissimo murale che hai dipinto sulla facciata di uno dei più grandi ospedali di Miami, raffigurando il personale ospedaliero come dei supereroi.
Questo video ci ha colpito moltissimo. Abbiamo letto altre interviste, abbiamo visto altri video e ci siamo incuriositi sempre di più, quindi volevamo avere un momento d’incontro per poterti fare altre domande. Noi siamo qui, felicissimi di poter contare sulla tua presenza e sulla tua disponibilità. Io adesso ti ringrazio immensamente e cedo la parola ai ragazzi.

Buongiorno, io sono Edoardo e volevo sapere qual è l’emozione principale che ha provato nel vedere la reazione felice dei medici dinanzi al suo lavoro?  
Il murale l’ho dipinto ad aprile. Voi l’effetto del Covid lo avete sentito prima, qui è arrivato intorno a marzo, quindi ad aprile era proprio fresca la cosa, e la paura era dappertutto, perciò fare il murale e portare questi colori nell’ospedale, in un posto dove veramente si sentiva la paura, ha creato un sacco di gioia. Mentre dipingevo, tutto il personale medico veniva a trovarmi mentre io stavo sul “lift”, con dei sorrisi grandissimi, e alcuni mi hanno detto che dentro l’ospedale non facevano altro che parlare del murale. Questo ha portato tanta gioia a loro e a me.

Buongiorno, mi chiamo Marco. Vedendo alcune delle sue interviste, abbiamo saputo che lei è stata vittima di bullismo quando era piccola. Come ha superato il bullismo nel periodo dell’adolescenza?  
Io sono siciliana, stiamo parlando di più di 30 anni fa, quando il bullismo non è che non si conoscesse, però non se ne parlava come se ne parla oggi, e lì era dura! Perché non potevo parlare a nessuno di questo bullismo, perché ancora non si identificava chiaramente come tale; a quel tempo io ero cicciottella e c’erano dei ragazzi a scuola che mi prendevano in giro dalla mattina alla sera, e l’unica maniera per combattere era tornare a casa e disegnare queste supereroine e sognare che un giorno sarei diventata una di loro, con questa forza, con questa sicurezza. I sogni si avverano!

Buongiorno, mi chiamo Martina. Volevo sapere   com’è stato iniziare dal nulla una carriera in un Paese straniero, se ha trovato delle difficoltà inizialmente, perché immagino che non sia stato facile il cambiamento dall’Italia agli Stati Uniti.
Questa è una bella domanda. No, non è stato facile. Tutti i grandi sogni non sono mai facili, c’è da lavorare tanto! Essendo cresciuta in Sicilia, la Sicilia mi stava stretta, perché comunque io sono cresciuta con queste grandi idee, con questa esuberanza. Avevo 18 anni quanto sono “scappata” dalla Sicilia e non è stato facile, però con la grinta, con la forza dello spirito, sono riuscita ad arrivare qui   e a crearmi una carriera. Io faccio la muralista adesso, ma ho fatto di tutto, sono un’artista a 360 gradi, la mia arte si evolve sempre. Ho studiato in Italia moda, quindi qui sono arrivata come una stilista di moda e, da lì, a poco a poco, ho iniziato a fare diversi lavori,   come scenografa, fumettista, poi mi sono data alla scultura e anche al cinema; sono stata a New York per due anni a studiare cinema e adesso sono arrivati i murales. Quindi, alla fine, se hai un sogno non devi avere paura perché è la paura ciò che ti ferma, ciò che ti blocca ad andare avanti e quindi essere “fearless”, senza paura, è importante perché i sogni si avverano! Ci vuole la buona volontà e bisogna focalizzare. È stato duro però è stato bello. Poi c’è sempre qualcuno che arriva e ti dice “Ma dove vai? Stai sognando? Come potrai farcela?”. Queste persone non devono essere ascoltate, bisogna andare avanti! Il vincitore non è chi vince, il vincitore è chi, quando perde, si rialza e continua;   nella sconfitta non c’è la perdita, c’è la crescita, c’è la conoscenza, quindi non si perde mai! È importante tenerlo bello chiaro in mente.

Claudia La Bianca, Believe in yourself
Claudia La Bianca, Believe in yourself

LA STREET ART E I GIOVANI

Buongiorno, mi chiamo Andrea e penso che il suo lavoro denoti la sua fervida creatività, il suo impegno e la sua sensibilità verso i sanitari che si spendono per il bene comune. Nella realizzazione della sua opera, ha pensato di essere un esempio per noi ragazzi del secondo millennio?
Tutto quello che creo è per ispirare i giovani; il futuro sono i giovani, quindi tutto quello che si crea è per ispirare i giovani, sì, per ispirare anche voi!

Buongiorno io mi chiamo Ilaria e volevo sapere quali sono i temi oppure i soggetti che preferisce rappresentare e perché?
Le donne, le donne forti! Io sono cresciuta in una famiglia di donne, sono la più piccola; mia sorella ai tempi era una modella e, quando la mamma lavorava, io andavo con mia sorella dietro le quinte mentre faceva le sfilate. Andavo lì con lo sketchbook e disegnavo tutte queste modelle che si cambiavano, queste donne magre che correvano per la passerella, quindi il soggetto femminile è sempre stato presente nella mia vita e nella mia arte; e poi le supereroine, perché è un “reminder”, è qualcosa per ricordare a me stessa, e agli altri, l’emancipazione, la forza della donna, che bisogna credere in se stessi. Anche io mi ricordo che essere donna è una cosa bellissima, ma non è una cosa fragile, è una cosa forte perché le donne sono quelle che fanno i figli! La forza della donna, la sua emancipazione sono sempre state parte del mio messaggio.

Salve, io mi chiamo Elisabetta e volevo chiederle quale messaggio vuole trasmettere con la sua arte.
La forza delle donne, appunto, l’emancipazione, il fatto di amarsi e non lasciare che le circostanze o qualcuno dal di fuori possa buttarti giù. Tu devi essere il tuo primo ammiratore, devi ammirarti per tutto quello che hai, per tutte le tue imperfezioni, per tutto! È quello il messaggio.

Buongiorno, mi chiamo Francesco e prima di farle due domande volevo dirle che la l’ammiro molto perché anche io vorrei intraprendere una carriera artistica e vedere persone con così tanto successo mi fa molto piacere. Vorrei sapere se lei ha mai pensato che i suoi murales e le sue opere d’arte possono influenzare le persone e in quale modo?
Eccome! I murales sono grandi manifesti quindi il messaggio è istantaneo, è grande. Se un quadro magari resta nello studio, un murale lo vedono tantissime persone, tanta gente, quindi il messaggio è grande ed è molto “powerful”, è forte! Perciò è importante pensare a quale messaggio voglio trasmettere. I murales cambiano i quartieri, cambiano l’umore della gente: è assodato che i colori portano felicità, quindi un murale cambia tutto, e per questo mi sono proprio tuffata sui murales, per la forza del messaggio.

Claudia La Bianca, I primi passi
Claudia La Bianca, I primi passi

ESSERE DONNA E ARTISTA

Salve, sono Safia. Nel video abbiamo visto che la sua richiesta è stata rifiutata da alcuni ospedali, le volevo chiedere se pensa che sia dovuto magari a un fattore di sessismo.
No, non penso. Quando ho cercato di contattare tutti gli ospedali era proprio all’inizio della pandemia. Qui tutto è iniziato a marzo, due settimane dopo rispetto all’Italia, quindi era ancora troppo fresca la cosa, c’era tanta paura e allora negli ospedali non volevano, avevano paura di questo progetto perché, non sapendo come questo virus potesse andare avanti, non volevano che persone esterne lavorassero nell’ospedale.

Volevo dirle che mi ha fatto molto piacere il fatto che nel suo progetto abbia inserito una vasta tipologia di medici: non c’era soltanto il solito medico biondo e bianco, ma c’erano uomini neri, donne, donne anche nere con i capelli super ricci. La ringrazio molto perché, soprattutto in quel periodo, a marzo-aprile, c’è stato il Black Lives Matter Movement. È stato importantissimo, e io, da ragazza di colore, la volevo ringraziare.  
Grazie. L’infermiera, coi capelli ricci è il ritratto della nonna di mio figlio, l’ho fatto in onore a lei, a cui voglio tanto bene!

Buongiorno, sono Mathias e volevo sapere quanto tempo impiega di solito per dipingere un murale.
Sono molto molto veloce, quasi supersonica, anche perché lo spray paint, le bombolette, riducono il tempo, quindi mi fanno andare ancora più veloce. Per esempio, il murale che ho fatto   al Jackson Memorial, copre 9 piani ad angolo, quindi prima abbiamo fatto un muro è poi abbiamo fatto   l’altro. Più o meno dall’inizio, da quando ci siamo attaccati al muro, fino a quando abbiamo finito, sono trascorsi 12 giorni. Ho avuto un assistente con me sull’impalcatura. Ho iniziato il 1° maggio e il 12 maggio era la festa internazionale degli infermieri, quindi era importante finirlo entro quella data. Non c’era tempo, non potevo fermarmi. Durante quel periodo c’è stata anche la festa della mamma, una domenica, e sono venuti i miei figli a portarmi i fiori, però io ero lì attaccata che continuavo a dipingere. E poi c’è un altro fattore, il fatto che quando dipingo, quando prendo quelle bombolette e inizio a dipingere, accendo la musica e mi concentro così tanto che il tempo si ferma e io vado ancora più veloce.

Buongiorno, mi chiamo Nicolò e volevo sapere che cosa consiglierebbe agli alunni che attualmente subiscono il bullismo.
Di parlarne! È importante non tenerlo dentro, quindi di parlarne con gli amici, di parlarne con i familiari, con i professori, con tutti! Tenere le cose nascoste non va bene, quando ti tieni qualcosa dentro prima o poi esplodi! È importante parlarne. L’altra cosa secondo me importante è andare all’origine: Perché ti stanno dicendo che tu sei meno di loro? O anche loro hanno subito il bullismo o sono insicuri e, facendoti sentire male, si sentono meglio loro, devono sentirsi superiori! Alla fine, quando capisci da dove arriva il bullismo, “it disappears”, sparisce, non ha più forza!

Claudia La Bianca, Follow your heart
Claudia La Bianca, Follow your heart

DALLA SICILIA ALL’AMERICA

Buongiorno sono Denisa. Innanzitutto ci tenevo a farle sapere che ho apprezzato davvero molto il murale. Ho anche guardato altre interviste e mi è stata molto d’ispirazione. Durante l’intervista ho notato i suoi tatuaggi e volevo sapere se sono anch’essi una forma di espressione della sua arte.
Sì, sono tutti disegni miei tranne questo qui. Mia mamma quando ero piccola (e ancora adesso!) mi chiamava Bumma, che in siciliano vuol dire bomba. Poi questo si riferisce a una gioco a dadi in cui si vince quando ti esce 7/11, siccome questa è la mano con cui lavoro e il mio compleanno è l’11 di luglio, quindi 7/11, è la mano vincente. Poi qui c’è scritto: “Little girls with dreams become women with visions”,   le bambine sognatrici diventano donne visionarie. Questo è “Aware”, consapevole, consapevole di tutto, del segreto della vita,   perché il segreto della vita è stare bene, ma stare bene non perché possiedo questo o quello, no, il segreto della vita è stare bene con se stessi e senza niente, perché nel momento in cui tu stai bene con te stesso e senza niente si aprono le porte e quindi senti di più, apprezzi di più, la buona energia arriva. È quello l’importante. La gente si lamenta, ma lamentandosi è come la legge dell’attrazione dell’universo: quando uno si stressa, cosa fa? Attrae più stress! Quando la persona sta bene attrae buona energia. Io vivo tutto così.

Buongiorno, mi chiamo Ilenia e sono siciliana anche io, quindi la domanda è d’obbligo: da Bagheria a Miami, poi da Guttuso alla Street Art, potremmo dire che c’è un filo conduttore tra queste dimensioni all’apparenza così lontane oppure no?
Sì, quando ero piccola, avrò avuto 8 o 9 anni, una volta c’è stata una mostra di Guttuso, una delle ultime mostre di Guttuso a Bagheria, e mia madre mi portò a vederla. Io già disegnavo le donne, le figurine, e vedere i quadri di Guttuso, con questi colori forti, con queste forme di queste donne, mi ha ispirato tantissimo. I colori e le forme di Guttuso sono ancora nei miei quadri, lui è stato una grande ispirazione per me, una delle prime grandi ispirazioni artistiche che ho avuto, che non potrò mai dimenticare.

P. Costa: Vorrei fare un’ultima domanda. Tu cosa diresti ai ragazzi di oggi che vogliono partire (a volte forse contro il parere dei genitori), vogliono andare in un altro Paese perché pensano che lì si possono realizzare meglio i loro sogni?
Io dico “va’ dove ti porta il cuore” e poi, se vuoi ritornare a casa, ritorna! Se vuoi andare, vai! Io ho sempre seguito il mio cuore, sono stata fortunata ad avere una mamma che, essendo siciliana, mi ha lasciato andare, anche se con qualche opposizione. Però ha capito che avevo bisogno di uno spazio più grande per esprimermi; e poi viaggiare fa bene, viaggiare, conoscere altre culture fa benissimo, ti fa diventare anche un po’ internazionale. E “credi in te stesso!: è importante credere in se stessi, è specialmente per i giovani, magari noi adesso siamo più grandi e capiamo altre cose, però è importantissimo credere in se stessi, amarsi per quelli che si è e andare avanti, e le sconfitte non sono mai sconfitte, sono vittorie, vittorie di conoscenza.

Questo nuovo incontro virtuale è stato possibile grazie alla generosità di molte persone. Vorremmo ringraziare Claudia La Bianca, per tutto il tempo che ci ha dedicato (specialmente negli ultimi 3 mesi), la prof.ssa Lanciani e la prof.ssa Martorana per il loro aiuto linguistico e il prof. Saina per l’ineguagliabile aiuto come tecnico del suono.

a cura di Perea Costa

https://claudialabianca.com/

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