Parola a Pier Paolo Pancotto, curatore de La Fondazione, la nuova sede culturale che sta per aprire i battenti nel centro di Roma sotto l’egida di Nicola Del Roscio.

Si chiama La Fondazione e promette di portare nella Capitale artisti mai esposti in città. Qualche settimana fa avevamo provato ad anticiparne un po’ i contenuti ma in larga parte non ci avevamo preso affatto. Oggi siamo in possesso di notizie più ‘ufficiali’ e anche di un intervista al curatore de La Fondazione. Dunque ci scusiamo di aver dato anteprime non propriamente corrette (ma chi non risica non rosica!) e andiamo avanti.
Stiamo parlando della nuova sede culturale ed espositiva che, dal 20 settembre, aprirà i battenti a Roma, in via Francesco Crispi proprio sotto a Gagosian. Deus ex machina Nicola Del Roscio, presidente della fondazione a lui intitolata e della Cy Twombly Foundation. Abbiamo intervistato Pier Paolo Pancotto, al quale è stata affidata la supervisione delle attività de La Fondazione, che ci ha regalato alcune anticipazioni sulla mostra inaugurale, con protagonisti Geta Brătescu, Adrian Ghenie, Ciprian Mureşan e Şerban Savu. E attenzione, giovani giornalisti, La Fondazione premia il cronista under 35 che scriverà il miglior articolo sul nuovo spazio culturale romano.

Inaugura la Fondazione Roma
Inaugura la Fondazione Roma

Come è nato il rapporto con questa nuova realtà? Come vi siete incontrati, come vi siete conosciuti, come avete deciso di lavorare insieme?
La Cy Twombly Foundation, della quale Nicola Del Roscio è presidente oltre a esserlo della Fondazione che porta il suo stesso nome, svolge da sempre un’eccezionale attività scientifica e di studio su Cy Twombly. La profonda ammirazione che nutro per questo artista mi ha portato a seguire con attenzione le attività della Fondazione. La stessa Cy Twombly Foundation ha generosamente sostenuto uno degli “Art Club” da me curati per l’Académie de France à Rome, concedendo eccezionalmente in prestito, nel 2017, un’opera molto rara dell’artista per esporla negli Appartamenti del Cardinale (in dialogo virtuale con Poussin, Balthus e il contesto storico della Villa). L’incrocio di queste esperienze, sommato alla geniale visionarietà di Nicola De Roscio e al lavoro di un curatore indipendente, ha dato luogo alla nascita de La Fondazione.

In che modo questo spazio dialogherà con gli altri progetti culturali di Nicola del Roscio come Cy Twombly Foundation e il giardino di Gaeta?
Sempre, ove e come possibile. L’intera programmazione, pur nella sua eterogeneità, intende rendere omaggio anche alla memoria e all’opera di Cy Twombly, ricordandone il profondo legame con Roma, città in cui l’artista ha scelto di spendere buona parte del proprio tempo, considerandola una sorta di patria elettiva.

Pier Paolo Pancotto
Pier Paolo Pancotto

Raccontaci come sono gli spazi espositivi de La Fondazione. Spiegaci questi 700 metri quadrati, come li avete organizzati, come li utilizzerai.
La Fondazione prende casa in un edificio degli Anni Venti: circa 700 metri quadrati caratterizzati da un salone a pianta ovale. L’ampio ingresso che si affaccia su via Crispi, con una grande porta vetrata, si trasformerà in una sorta di project room complementare alla mostra principale. Questo spazio, visibile dall’esterno di notte come di giorno, opererà come invito a entrare nella dimensione dell’arte rivolto a tutti, sottolineando l’idea di apertura, condivisione e dialogo che sono alla base del progetto.
La quasi totalità degli spazi è dedicata all’attività espositiva. Solo una piccola porzione è riservata agli uffici che, in caso di necessità, potranno anch’essi essere convertiti alla programmazione artistica. Ma è la creatività, in tutte le sue sfumature semantiche, la vera protagonista de La Fondazione, svolgendo quasi il ruolo di padrona di casa, pronta ad accogliere le esigenze dei suoi ospiti.

In qualità di curatore della Fondazione farai tutto da solo o sei riuscito a dotarti di un team?
La programmazione de La Fondazione è il risultato del dialogo tra il Presidente dell’istituzione e il suo curatore, da sempre indipendente e, in quanto tale, abituato a lavorare autonomamente.

Ora anticipaci qualcosa sulla prima mostra. Come esordirete a La Fondazione e perché hai fatto questa scelta?
Una scelta di amore e di ammirazione profonda nei confronti degli artisti invitati. Con Adrian Ghenie, Ciprian Mureşan e Şerban Savu ho già avuto la fortuna di collaborare in passato, tra l’altro a Villa Medici o al Museo Canonica. È stato come ritrovarsi. Porre la loro opera in dialogo con quella di Geta Brӑtescu, sottolineandone analogie e affinità, è per me un sogno che finalmente si avvera.

Adrian Ghenie, 56t. Biennale d’Arte – La Biennale di Venezia, Padilgione Romania, 2015. Photo Mathias Schormann. Courtesy the artist & Plan B, Cluj Berlino
Adrian Ghenie, 56t. Biennale d’Arte – La Biennale di Venezia, Padilgione Romania, 2015. Photo Mathias Schormann. Courtesy the artist & Plan B, Cluj Berlino

La Fondazione ha una dotazione economica per lo svolgimento delle mostre che ti soddisfa? Si tratta di un budget con cui pensi di poter fare tutto oppure siete impegnati nel fundraising?
La Fondazione è una istituzione non profit e, al momento, fa affidamento sulle proprie risorse.

Dopo la prima mostra ne verranno altre. Come hai strutturato il programma? Quante mostre all’anno e in che periodi?
Le mostre proposte da La Fondazione nascono da un invito rivolto a diversi protagonisti del panorama internazionale a confrontarsi, vivere e perdersi nella città. Sperimentare lo spazio fisico dell’istituzione e l’atmosfera di Roma sono requisiti fondamentali per avviare la produzione di progetti espositivi originali, costruiti appositamente per La Fondazione. Gli artisti, protagonisti della scena internazionale raramente visibili a Roma o in Italia, talvolta alla loro prima personale presso una istituzione nel nostro Paese, sono invitati a prendere possesso del luogo, lasciandosi ispirare dall’atmosfera di Roma e dallo spazio della Fondazione. Il programma prevede la realizzazione di quattro mostre diluite nel corso dell’anno.

Inaugura la Fondazione Roma
Inaugura la Fondazione Roma

Senza necessariamente fare nomi e cognomi, ma puoi già anticiparci quale sarà l’impostazione delle prossime mostre dopo quella inaugurale?
La stessa che ha ispirato la mostra di apertura, vale a dire seguendo il cuore e non la testa. Le mostre in programma sono il frutto di un rapporto di stima, ammirazione e amore, consolidati nel tempo, nei confronti degli artisti invitati. Un po’ come nel caso degli “Art Club”, ad esempio, e, più in generale, di altre mie precedenti esperienze.

Puntate tutto sulle mostre o pensate di fare anche altro in questi spazi? Presentazioni? Workshop? Cinema? Performance? Hai strutturato un programma, in questo senso, per rendere viva La Fondazione?
Insieme alle mostre, il calendario prevede appuntamenti di carattere cinematografico, musicale e letterario. Particolare cura sarà data ai temi della scienza, dell’ambiente e della biodiversità, come è nella tradizione della Fondazione Nicola Del Roscio.
Un’attenzione speciale verrà rivolta ai giovani interpreti delle diverse discipline sostenendone la ricerca e, al tempo stesso, diffondendone la conoscenza presso il pubblico. Una sorta di continuo aggiornamento sulla scena artistica nazionale e internazionale. Ad esempio, in occasione dell’inaugurazione, gli spazi privati de La Fondazione ospiteranno alcune opere dell’artista Mateusz Choróbski. Più in generale, attenzione costante sarà riservata agli esponenti delle nuove generazioni (studenti, visitatori…), sollecitando il loro interesse verso la creatività contemporanea, in linea con la storia della Fondazione Nicola Del Roscio

Dichiarate di voler portare a Roma nomi e progetti che a Roma non si sono mai visti. E la prima mostra che ci hai raccontato lo certifica. Ci dai il tuo punto di vista sulla situazione attuale di Roma dal punto di vista artistico-espositivo? Punti di forza e punti di debolezza.
Roma alterna momenti esaltanti ad altri meno felici. Spero potremo riavere presto i primi, mancano ormai da troppo tempo; così come i suoi punti di forza, al momento nascosti dalle sue debolezze.

Massimiliano Tonelli

Roma // dal 20 settembre 2019 all’11 gennaio 2020
Geta Brӑtescu, Adrian Ghenie, Ciprian Mureşan,Şerban Savu
LA FONDAZIONE
Via Francesco Crispi 18
www.lafondazione.info

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CuratorePier Paolo Pancotto
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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.