Uno dei progetti editoriali più originali del panorama italico si rinnova. This is Not a Love Song, collana che unisce musica, cinema e fumetto, ha appena lanciato un nuovo sito web e molti nuovi titoli. Per l’occasione, abbiamo parlato con il fondatore, Andrea Provinciali, per parlare di Tinals, ma anche del mondo del fumetto e dell’illustrazione in Italia.

Dopo sei anni di attività This is Not a Love Song si rinnova. Ci racconti?
Tinals è nato nel 2013 come un hobby. Mi era venuta questa idea di unire musica e fumetto tramite un formato editoriale atipico come quello della musicassetta (senza musica, ma solo con l’illustrazione del brano) e l’ho messo in piedi grazie all’aiuto di alcuni amici. Un’autoproduzione basata su passione, divertimento e, appunto, amicizia.

Il successo però è stato inaspettato…
Sì, Tinals ha suscitato da subito un grande interesse sia tra gli addetti ai lavori che tra il pubblico. Siamo partiti con 21 titoli e l’anno dopo li avevamo già triplicati. La sua forza sta proprio nel formato: breve, tascabile e fortemente pop. Agli artisti non porta via troppo tempo lavorarci sopra e nei “lettori/ascoltatori” invece si crea subito un cortocircuito feticistico verso questo oggetto-canzone.

Avete appena lanciato un nuovo sito web. Da dove nasce l’esigenza di rinnovarlo?
Il primo sito era stato costruito in maniera semplice proprio come l’idea che stava dietro al progetto, per cui era ottimizzato per le sole cassettine. Ma quando Tinals ha iniziato a ingrandirsi, proponendo prodotti di formati diversi (VHS, not tv, nicotinals, ellepì, t-shirt e shopper bag) è emersa l’esigenza di dar vita a un sito con un e-commerce strutturato. L’altra cosa a cui tenevamo molto era avere anche una sezione “magazine” nella quale inserire articoli che rientrano nell’ambito Tinals, che come si può capire è quanto mai onnicomprensivo abbracciando musica, cinema, serie tv e ora anche romanzi con la rubrica GraphiQuote. Se vi piace il nuovo sito, è tutto merito di Manlio, colui che dal primo giorno è il vero demiurgo di thisisnotalovesong.it

Siete famosi per l’utilizzo creativo, in chiave editoriale, di un formato tanto amato, quello della musicassetta. Da qualche tempo però avete anche i VHS…
Il salto dalle cassette alle videocassette è stato naturale e di facile previsione. È stato il mio amico Brizio ‒ altro determinante compagno di viaggio dell’esperienza Tinals ‒ a indicarci la via dei cult movie illustrati. Anche qui siamo partiti con 5 titoli sul finire del 2015 e a oggi ci troviamo con 30 film illustrati e 2 music remake.

This is Not a Love Song. Zuzu per "La notte"
This is Not a Love Song. Zuzu per “La notte”

Nella collana VHS stanno per uscire nuovi titoli, giusto?
I nuovi titoli sono La notte (regia di Michelangelo Antonioni), disegnato dalla promettente ZUZU (il suo esordio editoriale Cheese, uscito circa un mese fa per Coconino Press, e è già un caso editoriale) e Star Wars – Episode IV: A New Hope, reinterpretato a quattro mani da Nova e Zerocalcare. Sì, proprio quel Zerocalcare: non poteva che essere lui a omaggiare Guerre stellari. Hanno disegnato 6 fotogrammi e un poster a testa. Nova è invece quasi da considerarsi una della famiglia Tinals: l’ho coinvolta dal primo giorno, quando ancora si faceva chiamare Erbalupina, e ha disegnato già 2 cassettine, 1 serie tv e 3 VHS.
Nel mese di maggio usciranno scaglionate anche le VHS di Call Me By Your Name (Giulia Pex), Caro diario (Viola Niccolai) e Non ci resta che piangere (Cristina Portolano e Silvia Rocchi).

Guardando indietro alla vostra esperienza editoriale, dagli inizi a oggi, che riflessione ti viene da fare?
Quello che più mi colpisce, e me ne sono accorto soltanto strada facendo, è la facilità con cui Tinals arriva a persone che di fumetto o illustrazione non si sono mai interessate. Grazie al formato, che in qualche modo genera un sentimento di nostalgia, e al legame con la canzone o con il film amato, riesce a essere trasversale e aprirsi a un pubblico maggiore. Con questa consapevolezza, ci muoviamo da sempre non solo nei festival di fumetto e illustrazione, ma anche in quelli musicali, in quelli di design, nel mondo del cinema, nei mercatini vintage. Cerchiamo di arrivare a più persone possibili nonostante restiamo orgogliosamente una piccola nicchia, sia chiaro.

In che modo è cambiato il settore editoriale a livello di fumetto e illustrazione, secondo te?
Il settore mi sembra troppo ancorato al formato librone/romanzo a fumetti. Sono veramente pochi gli esempi che cercano di spezzare la tradizionale filiera editoriale fumettistica, e anche nell’ambito dell’autoproduzione trovo che manchi un po’ di voglia di osare. La maggior parte degli editori tende a fare libri veri e propri anche quando magari la storia raccontata sarebbe stata più consona a un formato piccolo. Allo stesso tempo, però, stanno venendo su disegnatori giovani sempre più bravi, con una capacità tecnica incredibile. Quello che vorrei dire loro è che non bisogna per forza fare un romanzo a fumetti, anche se è quello che vuole il mercato.

This is Not a Love Song. Zerocalcare e Nova per "Star Wars"
This is Not a Love Song. Zerocalcare e Nova per “Star Wars”

Quando avete iniziato avete tratto spunto da qualche altra esperienza simile? Quali sono state, in generale, le vostre fonti di ispirazione?
Da sempre ho avuto il desiderio di unire musica e fumetto, una spinta innata mi portava in quella direzione. Nel 2010 avevo già curato un libro, Tiamottì – 10+1 canzoni d’amore italiane a fumetti (Arcana Edizioni), coinvolgendo artisti che stimavo. Ma quell’esperienza mi ha fatto capire che il libro non era il formato più adatto per quell’operazione: ha una vita editoriale brevissima e poi era basato su una scelta obbligata di canzoni per la quale il lettore non poteva fare niente: solo comprare il pacchetto completo. Il sogno era quello di creare un progetto nel quale ognuno potesse scegliere la canzone desiderata o che più si avvicinasse ai suoi gusti. Ragionando su questo e avendo in testa l’idea di un sito che si sviluppasse in un’infinita cascata verticale di canzoni illustrate è nata l’idea per Tinals. Aver pensato alle cassettine come supporto editoriale ha chiuso il cerchio.

In che modo scegliete gli artisti da coinvolgere? Accettate proposte?
Certo, arrivano un sacco di proposte e la maggior parte delle ultime uscite arrivano proprio da selezioni fatte su tutte le proposte che ogni giorno giungono alla nostra mail. È anche la cosa più piacevole. Ovviamente nel mezzo pubblichiamo i lavori di artisti più noti o che abbiamo conosciuto agli ultimi festival.

Sfogliando il vostro catalogo si può affermare che avete pubblicato quasi tutti i disegnatori italiani…
Sì, il catalogo Tinals rappresenta in qualche modo una fotografia dello stato attuale dell’illustrazione in Italia. Ci sono nomi famosissimi e altri quasi sconosciuti. Ma soprattutto una cosa che ci hanno fatto notare di recente è che abbiamo un gran numero di autrici donne, credo la maggior parte. Se così è, significa che in Italia nell’ambito del fumetto e dell’illustrazione la donna c’è e si fa sentire. Eccome se si fa sentire.

This is Not a Love Song e l'artwork per "Black Dog" dei Led Zeppelin
This is Not a Love Song e l’artwork per “Black Dog” dei Led Zeppelin

Parliamo della distribuzione. È solo online o avete dei punti vendita?
La distribuzione avviene essenzialmente online tramite il sito. Abbiamo ottimizzato l’e-commerce e garantiamo un servizio di spedizione con corriere efficiente e veloce. Ci sono alcune librerie che hanno i nostri lavori e stiamo cercando di farle diventare punti vendita ufficiali (su tutte Gogol and Company e Germi a Milano, Giufà a Roma), anche se non è facile per via dei tanti titoli in catalogo. Diciamo che sul sito si trova tutto ed è sempre tutto disponibile, in libreria invece dipende molto dalle giacenze rimaste e dai rifornimenti che riusciamo a fare.

Domanda di rito: progetti per il futuro? Cosa volete diventare da grandi?
Al momento sono top secret ma posso dirti soltanto i temi che riguardano: il Porno e i Gattini. Non necessariamente assieme…

Valentina Tanni

www.thisisnotalovesong.it

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.