Fantagraphic. Parola (e matita) a Cristina Portolano

Fantagraphic, la rubrica di fumetti di Artribune, passa la parola a un’altra protagonista del fumetto made in Italy. Si tratta di Cristina Portolano, autrice del fumetto inedito pubblicato sul numero 48 di Artribune Magazine.

Cristina Portolano
Cristina Portolano

Prosegue il nostro viaggio nel fumetto italiano contemporaneo. Questa volta incontriamo Cristina Portolano (Napoli, 1986). I suoi fumetti esplorano sessualità e difficoltà relazionali ai giorni d’oggi. Ne abbiamo parlato con l’autrice, con tanto di mini-storia dolce e un po’ salata…

Cosa vuol dire per te essere fumettista?
Vuol dire avere uno strumento con cui decodificare la realtà e sintetizzare concetti complessi in modi semplici ma, quasi mai, semplicistici.

Nei tuoi fumetti parli di corpo, di sessualità, della bellezza di chi si scopre per la prima volta. Cosa ti interessa indagare?
Mi interessa indagare l’umano e le sue reazioni, le sue conflittualità, la tenerezza e lo stupore che le cose della vita possono suscitare.

Nel 2018 è uscito Io sono Mare (Canicola Edizioni), come parte del progetto Dalla parte delle bambine. Mi racconti di cosa parla e con quali intenzioni è nato?
Parla di un viaggio iniziatico e fantastico intrapreso da una bambina (Mare) insieme al suo pesce domestico (Franky) che si rivelerà essere un pesce pagliaccio capace di trasformarsi! L’intenzione è di far vivere un’avventura simbolica al lettore, in un mondo che è simile al nostro, dove bisogna superare le proprie paure per scoprire di poter stare bene con se stessi e con gli altri. Ho voluto raccontare una storia dal punto di vista di un bambino. Ho ritrovato lo sguardo di quando ero piccola e l’ho trasportato tutto dentro al libro.

Cristina Portolano, Petting, 2019 © Cristina Portolano per Artribune Magazine
Cristina Portolano, Petting, 2019 © Cristina Portolano per Artribune Magazine

Io sono Mare non è il primo libro che indirizzi a un pubblico giovane…
Il mio primo libro è uscito per Topipittori, si chiama Quasi Signorina ed è pensato per un pubblico di pre-adolescenti e adolescenti. Per me è importante disegnare storie che parlino ai più giovani e riuscire a raccontare qualcosa in cui possano riconoscersi. Anche trattare argomenti tabù come le mestruazioni, il sesso, la relazione con l’altro, sono tutte cose imprescindibili che formano la personalità degli adulti di domani. Oltre ad opere di intrattenimento è importante scrivere storie che smuovano la parte più intima di noi.

Negli anni sei saltata dall’autoproduzione alle collaborazioni con case editrici importanti, tra cui Topipittori e Rizzoli, fino a sperimentare il crowdfunding di recente. Qual è la differenza più significativa tra ognuna di queste esperienze, e in quale ti trovi più a tuo agio?
Mi trovo a mio agio ovunque mi si dia la possibilità di sperimentare e non ho paura di andare da una parte all’altra. Per me vige una sola regola: osare sempre nei contenuti. Il crowdfunding, invece, ha bisogno di una rete che si costruisce nel tempo. Non avrei potuto affrontarlo da sola ed è soltanto grazie a Canicola Edizioni che è stato possibile.
Infatti Io sono Mare è stato realizzato con il sostegno di molti festival di fumetto italiani, i miei lettori forti, alcune librerie, ed è un fatto importante perché ti fa capire che un libro ha bisogno di persone che lo sostengono e che sentono l’esigenza di leggerlo, altrimenti è un libro messo al mondo da solo che non arriva a nessuno.

Ti senti libera quando disegni?
Arrivata fin qui posso dire di sentirmi molto libera. Ho sempre pubblicato e raccontato ciò che volevo e ringrazio chi me ne ha dato la possibilità assumendosene anche una parte di rischi notevoli. Questo non è mai da sottovalutare.

A cosa stai lavorando ora e cosa hai in programma per il 2019?
Sto lavorando a una biografia sul pittore Francis Bacon. Era da tempo che volevo cimentarmi con il racconto di una vita che non fosse la mia.

Alex Urso

www.cristinaportolano.com/

Versione integrale dell’articolo pubblicato su Artribune Magazine #48

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.

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