La redazione di Artribune rende omaggio con questo articolo a Chiara Piccolo, responsabile dell’amministrazione di questa testata, scomparsa in questi giorni.

Dopo aver lottato per oltre un anno con una grave malattia, ci ha lasciati venerdì 5 aprile Chiara Piccolo (1978-2019), la nostra responsabile dell’amministrazione. La raccontiamo con un articolo per ricordarla insieme a tutti coloro (centinaia tra clienti, fornitori, referenti istituzionali) che con lei hanno avuto a che fare in questi anni.

CHI ERA CHIARA PICCOLO

Grande viaggiatrice, con un bel talento per la fotografia, Chiara possedeva una ricca cultura umanistica: attraverso le proprie esperienze in paesi come la Giordania, la Siria, l’Africa, l’India, la Cina e molti altri ancora, aveva imparato a conoscere popoli, culture e religioni, dalle quali era molto affascinata. Nei suoi scatti – anche pubblicati da National Geographic ed esposti pubblicamente – questo sguardo curioso e affettuoso nei confronti della vita e delle persone emergeva fortemente, portando tutti coloro che le vedevano a scoprire nuove realtà insieme a lei.
Per Chiara, pugliese di origine, questa era una passione privata, che insieme alle molte letture e all’amore profondo per il teatro, per la musica, per il cinema e per l’arte, sviluppava all’interno di una propria ricerca di crescita personale condivisa con tantissimi amici provenienti da tutto il mondo.
La sua grande generosità di cuore, il rispetto per le persone (che trattava sempre calorosamente), l’apertura totale nei confronti della diversità e dell’altro erano grandissime qualità che Chiara portava anche dentro il lavoro.

IL LAVORO AD ARTRIBUNE

Meno nota di altri protagonisti della nascita e della crescita di Artribune, Chiara Piccolo è stata in realtà una figura decisiva per l’affermazione del nostro progetto editoriale. È rarissimo che start up come la nostra trovino nel giro di pochi mesi una stabilità economica ed una serenità finanziaria; in Artribune questo è avvenuto grazie all’impegno quotidiano di Chiara in tutto quello che è stato il dietro le quinte dell’azienda: fatturazione, rapporto sano, schietto e intelligente con i fornitori e – ultimo ma non ultimo – recupero crediti. Trasformare il fatturato in pagamenti reali è cosa non banale per una piccola e giovane società e lei aveva trovato il giusto modo, il giusto approccio e i giusti modi per ottenere questo basilare e cruciale risultato.
Uno degli aspetti principali della personalità di Chiara era infatti la grande cura che riservava al suo lavoro: il gusto cioè di fare le cose per bene, di occuparsi attentamente di ogni singolo aspetto. Qualcosa che oggi è sempre più raro, e proprio per questo estremamente prezioso. Non a caso, Chiara rispettava moltissimo il lavoro degli altri e un suo orgoglio era la puntualità nei pagamenti, così come l’impegno nel rispondere tempestivamente a tutte le richieste.
La grande passione per l’arte e per tutte le forme del sapere le davano inoltre la capacità di capire alla perfezione le dinamiche e le esigenze di un settore complesso come il nostro.
Ha lavorato con meticolosità fino all’ultimo istante, con la grande forza d’animo che contraddistingueva il suo carattere, unita ad un’immensa dolcezza. E forse anche grazie al lavoro e all’attaccamento che aveva al progetto Artribune è riuscita a superare sorridendo e con coraggio da leonessa i tanti mesi di cure. Anche per questo tutta Artribune si stringe alla famiglia e agli amici di Chiara e ricorda una grande professionista – oltre che una grande persona – senza la quale non saremmo qui oggi ad offrire ai nostri lettori ogni giorno contenuti e ispirazioni.

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