Una collezione di trecento opere d’arte, messa in piedi da Edouard Carmignac ‒ fondatore della casa d’investimenti francese ‒ apre al pubblico con l’inaugurazione della sede di Porquerolles. La mostra “Sea of Desire”, a cura di Dieter Buchhart, conta su settanta opere prelevate dalla ricca raccolta. Tra Pop Art e Gerhard Richter.

Immersa nel paradiso indaco e smeraldo della Costa Azzurra, in una piccola isola che accoglie più di un milione di visitatori l’anno, la Fondazione Carmignac si afferma da subito come una meta dall’offerta veramente esclusiva: un’esperienza rigenerante grazie all’ingresso cadenzato di cinquanta persone ogni mezz’ora, che permette al visitatore di trovarsi face to face con arte e natura.
Una foresta di pini e una florida vegetazione mediterranea. Un cantiere dove operai volenterosi piantano arbusti e alberi da frutto nel rispetto della biodiversità del luogo. Louis Benech, il garden designer responsabile del rinnovamento del giardino delle Tuileries, ha concepito questo disegno: un parco che abbracci i 2mila mq delle sale espositive. Entriamo dal bookshop in uno spazio limpido e immacolato; dopo aver levato le scarpe e assaggiato una bevanda fresca di erbe naturali, siamo pronti a scendere e a percorrere a piedi nudi le sale del piano interrato. Ad accoglierci il ritratto di Eduard Carmignac che balla, ad opera di Basquiat e Ed Ruscha, artefice dell’opera che dà titolo alla mostra Sea of Desire, con Level As A Level. Una fontana di cento pesci di Bruce Nauman precede i capolavori di Warhol Lenin e Mao. Si passa dunque a un’esposizione da investigare senza un ordine di percorso prestabilito, gli ambienti non sono rigidamente separati, al contrario connessi e aperti. Botticelli viene accostato un po’ superficialmente a Roy Lichtenstein per la bellezza del corpo femmineo e il potere dell’icona della Venere, ma ciò che risulta efficace è l’accostamento continuo e proficuo di artisti emergenti con alcuni capisaldi dell’arte contemporanea. Convince anche il largo spazio dedicato ad autori dall’estetica coinvolgente, insieme prosaici e poetici come Davide Monteleone e Shirin Neshat.
Il protagonista assoluto della Fondazione è il parco con i suoi percorsi, le sue specie botaniche protette come la Serapias ‒ una rara orchidea color vino che cresce spontaneamente a Porquerolles ‒, le sculture e le installazioni. Nils-Udo nasconde un nido di enormi uova marmoree in un sentiero di cespi, Jean Denant, disegnando il profilo dell’isola con una superficie inox specchiante, include il fruitore e il paesaggio, Jeppe Hein, con il piccolo labirinto Path of Emotions, segue un andamento curvilineo e riflette le immagini frammentate degli Eco e dei Narciso. Tra numerosi altri, lo street artist portoghese Alexandro Fatto aka Vhils, scorticando la superficie muraria di un piccolo capanno, lo stesso che compare nel film di Godard Pierriot le Fou, restituisce i ritratti della figlia del guardiano e del pornostar più famoso dell’isola.

Fondation Carmignac. Alexandre Farto aka Vhils. Photo © Giorgia Basili
Fondation Carmignac. Alexandre Farto aka Vhils. Photo © Giorgia Basili

L’INTERVISTA

Per approfondire l’entità futura di questa extra-ordinaria Fondazione, il giovane direttore Charles Carmignac ha risposto ad alcune nostre domande.

Un giardino di quindici ettari, un progetto equo e solidale, come sfruttarlo e far conoscere la biodiversità? Avete ideato progetti di workshop per bambini e adulti?
Abbiamo parlato con il team del parco nazionale per organizzare attività per adulti e bambini così da accrescere la consapevolezza sull’equilibrio precario dell’ecosistema da preservare nella sua fragilità. Abbiamo molte specie di flora protette e vogliamo mostrarle, spiegarle e parlare delle loro debolezze e rarità. Connettere le persone e far evolvere la loro sensibilità su queste tematiche. Gli artisti possono essere veicoli adatti a convogliare conoscenze, stimolare un approccio eco-responsabile.

Avete in programma residenze d’artista?
Il principio è quello di invitare un artista con il quale si sente una connessione, ospitarlo per fargli concepire un’opera site specific. Le residenze si sono inaugurate quest’anno ma l’artista, Miquel Barceló, non ha ancora finito, quindi ci sarà una seconda manche. L’importante è che, potendo usufruire di un sito pieno d’ispirazione, esso non si riduca semplicemente a uno spazio espositivo ma a un luogo di creazione.

Il tuo apporto sarò diverso rispetto a quello di tuo padre?
Il mio approccio è complementare. Mio padre ha scelto di collezionare opere d’arte iconiche, emozionali e provocatorie; io provengo da altre influenze, quelle musicali, ho creato l’agenzia Enigma, sono interessato al lato invisibile dell’arte che gioca con le apparenze della mente, le idee che emergono nel nostro immaginario mentre percepiamo e giochiamo con l’opera. Ho ripreso da mia madre il suo essere meditativa, riflessiva, il suo meravigliarsi della realtà che ci circonda.

Fondation Carmignac. Jeppe Hein, Path of Emotions. Photo © Giorgia Basili
Fondation Carmignac. Jeppe Hein, Path of Emotions. Photo © Giorgia Basili

Ho visto nella vostra collezione Aerei di Alighieri Boetti. Quali artisti italiani e francesi, emergenti o già affermati, vorreste nella vostra collezione?
C’è un artista che mio padre adora e di cui è fan, Maurizio Cattelan. Abbiamo un’opera in collezione ‒ in cui Cattelan ironizza sulla figura di Picasso e sulla forte influenza della corrente della Pop Art, ricostruendo un salottino alla maniera di Roy Lichtenstein, con il puntino Ben-Day ‒ mio padre vorrebbe invitarlo in Fondazione, non si sa come, dovremmo invitarlo a fare una traversata in mare e farlo ritrovare per caso sull’isola! Ci sono molti artisti emergenti francesi, apprezzo particolarmente Edgar Sarin, artista concettuale che gioca con le percezioni del fruitore.

Tuo padre ha parlato di artisti come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat o Roy Lichtenstein quali “antidote to conformity and convention”. Quale potrebbe essere la tua formula personale affinché questa Fondazione abbia uno sguardo fresco e diventi essa stessa antidoto a conformità e convenzione?
Mio padre ha scelto artisti anticonformisti, dallo sguardo e dalla poetica liberi e stimolanti come Basquiat e Warhol. Personalmente vorrei aggiungere a ciò che mio padre ha costruito, qui a Porquerolles, artisti provenienti dall’ambito musicale, live performer, cantanti, ballerini, poeti che trasportino il visitatore in una dimensione dal cuore pulsante e forte.

Eventi in programma?
Ci sono molti spazi vuoti che si possono riempire e coltivare. Ho in mente nuove sculture per il parco, vorrei invitare nuovi curatori e mostrare il resto della collazione. Elaborare nuovi format espositivi, consegnare a un unico artista lo spazio per fargli strutturare un progetto inedito. Questa Fondazione è un cross-inspirational place che mi fa immaginare nuove possibilità di sperimentare.

Giorgia Basili

Porquerolles // fino al 4 novembre 2018
Sea of Desire
FONDATION CARMIGNAC
www.fondationcarmignac.com

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.