Fenomeno della rete, grazie a milioni di visualizzazioni dei suoi video su YouTube, il rapper Ghali è certamente sulla cresta dell’onda. Ma la differenza con il collega Stromae è grande e si sente.

Da quando è partita la promozione lo scorso 26 gennaio le visualizzazioni su YouTube hanno subito una progressione geometrica: primo giorno 900mila, secondo 1,4 milioni, terzo 1,8 milioni. Stiamo parlando della brevissima clip (30 secondi) Vodafone Shake Remix realizzata da Ghali per il colosso britannico della telefonia. A Vodafone serve per spingere la nuova offerta di acquisto rivolta agli under 30: “Scegli Giga, minuti e SMS e crea il tuo mix”.
Chi è Ghali? 25 anni, di mestiere rapper, nato a Milano in zona Baggio, da genitori tunisini. Ghali ha i tratti inconfondibili del magrebino, monta un’acconciatura moderatamente rasta e si disegna volutamente con una sessualità indefinita, che però piace alle giovanissime. Il suo primo Album (si chiama proprio così), uscito lo scorso agosto, nelle prime due settimane di vendita ha totalizzato 50mila copie. Fabio Fazio lo ha invitato lo scorso settembre a Che tempo che fa, dove Ghali è apparso più lucente persino di Filippa Lagerback. In quell’occasione di visualizzazioni ne ha raccolte un milione. Ottimo per il lancio di Fazio e certamente per Vodafone, ma poca roba per lui che da solo fa ben altri numeri.

I suoi “pezzi” (ma forse bisognerebbe chiamarli semplicemente “canzoni”) citano spesso la mamma, un tratto che lo accomuna con i neo-melodici napoletani e poi il consumo di alcool e droghe leggere. L’estetica però è tutt’altro che trash: tutti i video dove compare sono prodotti con evidente dovizia di mezzi. Particolare l’attenzione per le coreografie e lo styling costruito su un leisurewear davvero lussuoso. Vanity Fair Italia, in un articolo del 24 luglio scorso, lo ha incoronato: “Un nome, in particolare, è letteralmente esploso: Ghali, rapper milanese di 24 anni, con origini tunisine… Addirittura, su Spotify è più ascoltato di Fedez”.
Ghali ora è pronto per Sanremo. Il messaggio che passa non è proprio quello che un genitore vorrebbe sentire per il proprio figlio adolescente? Andiamo… quel che conta è il numero di visualizzazioni. Sappiamo tutti che Gomorra (del pure altissimo Saviano) è anche grazie all’estetica con cui sono profilate le paranze del crimine napoletano se raggiunge vette inusitate per qualsiasi altro serial televisivo italiano.
Ghali, nei suoi video, non spara con l’Uzi e per di più si propone come un bell’esempio di integrazione etnica. La sua ultima clip, lanciata contemporaneamente su tutte le televisioni in chiaro il 26 gennaio scorso in prima serata, si chiama Cara Italia Su Instagram Ghali l’ha presentata così: “Cara Italia, ti dedico questa canzone che ho ideato tornando dal mio primo viaggio in America… Non hai nulla da invidiare a questi grandi paesi che vediamo nei film. Spero però che tu non ti offenda per aver risaltato i tuoi difetti, sappiamo tutti che sei bellissima ma questo serve a migliorarsi“.

È molto attento a quel che dice, Ghali: quando viene intervistato mica cita rapper brutti e cattivi come Eminem o Snoop Dogg. No, il suo idolo è il “Michael Jackson di “Man in the Mirror”, “Thriller”, “Bad”, o “Billy Jean”…” Ghali non cita mai neppure Stromae, rapper come lui, con cui i punti di contatto non mancherebbero. Stromae, madre fiamminga e padre africano, è cresciuto in Belgio e come Ghali canta nella lingua del Paese di adozione. Anche lui è un bell’esempio di integrazione etnica.
Però. Stromae si è imposto nel 2009 con Alors on danse, un clip semplice e surreale con cui ha raggiunto 139 milioni di visualizzazioni. Quest’anno ha proposto, senza Vodafone, senza Fazio, senza Filippa Lagerback, senza televisioni in chiaro, Papaoutai, una clip elegantissima e commuovente ‒ sì, esatto, commuovente – in cui racconta il suo dolore per aver vissuto l’assenza del padre architetto di etnia tutsi assassinato nel 1994 durante il genocidio del Ruanda. Risultato: 503 milioni di visualizzazioni. Stando ai numeri evidenziati nell’indice in grigio a sinistra su YouTube, nonostante Fazio, Filippa Lagerback, Vodafone, le televisioni in chiaro e (prossimamente) San Remo, la differenza dunque c’è. Ed è grande.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Onlus Mediterraneo Sicilia Europa che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà.

4 COMMENTS

  1. Ghali fa trap e Stromae non è un rapper. Entrambi talentuosi ma perché compararli? Che c’entrano?

  2. Pessimo articolo… fazioso sarebbe forse la parola che userei per esprimere un giudizio. Stromae? Ma almeno la musica la sente? Uno canta in italiano – italiano?!?! chi mai lo fa? ed è un rappresentante di un generazione totalmente diversa. Può piacerti il genere, ti possono incuriosire i suoi versi, ma dare un giudizio frettoloso mi sembra assai azzardato. Non per altro, ma lo sta paragonando ad un altro che canta in “francese” e fa tutt’altro genere di musica. Che poi, il video che ha appena pubblicato è sublime.

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