Da Ginevra a Montecarlo. Tutti i fiamminghi della Galleria De Jonckheere

Storica galleria svizzera specializzata in arte fiamminga, la Galerie De Jonckheere ha aperto una nuova sede nel Principato di Monaco. Accostando opere di Brueghel e Bosch a lavori di artisti chiave della modernità, da Fontana a Magritte. Abbiamo colto l’occasione per parlare di mercato e collezionismo con Laura De Jonckheere.

The meeting of Masters, exhibition view at Galerie De Jonckheere, Principato di Monaco, 2017
The meeting of Masters, exhibition view at Galerie De Jonckheere, Principato di Monaco, 2017

Maestri dell’arte fiamminga si affiancano a opere di moderno respiro all’interno di The meeting of Masters, mostra inaugurale della nuova Galleria De Jonckheere di Monaco. Fondata nel 1976, la galleria ha celebrato il suo 40esimo anno di attività a gennaio nella sede di Ginevra con una mostra sulla Golden Age dell’arte fiamminga dei secoli XVI e XVII, epoca per la quale è considerata un punto di riferimento, disponendo del più grande catalogo d’archivio. Dal 2012 la galleria supporta i suoi collezionisti anche sulle orme dei grandi maestri dell’arte moderna.

LA MOSTRA

The meeting of Masters propone alcune tra le opere più celebri di artisti come
Hieronymus Bosch, la dinastia Brueghel, Lucas Cranach il Giovane, Abel Grimmer, Jan van Kessel, Herri met de Bles, Frans Snyders, Peeter Snyers, Isaak Soreau, Adriaen van Stalbempt, David Teniers, Louis de Caullery e Corneille de Lyon. La ricchezza dei dettagli e il vocabolario pittorico dei dipinti fiamminghi rivelano la modernità di queste opere, che ritraggono scene religiose e rurali, feste tradizionali ed esempi di vita nei Paesi Bassi del Sud. A queste tele si accostano i capolavori di maestri moderni, che accolgono i visitatori nel grande spazio luminoso d’ingresso.
Le sale, curate con una particolare attenzione per il design contemporaneo, accentuano il dialogo dinamico tra le due epoche artistiche in mostra. Nella prima sala, una grande tela bianca estroflessa di Enrico Castellani accompagna sullo sfondo una scultura di Alexander Calder, un Concetto Spaziale di Lucio Fontana si affianca a pezzi originali di uno degli artisti chiave del surrealismo, René Magritte, nonché a opere di Jean Dubuffet e Nicolas de Staël.

The meeting of Masters, exhibition view at Galerie De Jonckheere, Principato di Monaco, 2017
The meeting of Masters, exhibition view at Galerie De Jonckheere, Principato di Monaco, 2017

L’INTERVISTA A LAURA DE JONCKHEERE

Appartieni alla nuova generazione di galleristi della famiglia De Jonckheere. L’apertura di questa galleria, nonché la mostra inaugurale, rispecchiano un grande cambiamento verso uno stile contemporaneo. A cosa si deve questa scelta?
Il gusto delle persone si è evoluto grazie anche allo stimolo visivo dei diversi media, portando a una curiosità e interessi eterogenei, al contrario di quanto accadeva in passato. I collezionisti di un tempo erano maggiormente focalizzati su un periodo in particolare, spesso addirittura su un singolo artista. Le collezioni moderne oggi possono annoverare opere di Brueghel accostate a meravigliosi Fontana: sono molto più eclettiche e spesso contemplano anche pezzi di design contemporaneo.
Pertanto abbiamo cercato di affinare la nostra offerta artistica, sia per soddisfare le nuove richieste dei collezionisti sia per mostrare la continuità che lega l’arte del passato a quella moderna.

In una recente intervista, tuo zio François ha sottolineato l’importanza educativa delle mostre organizzate dai grandi musei, che con il loro contributo mantengono viva l’attenzione del pubblico sulle opere dei Maestri del passato. Al contrario, tu hai sottolineato la rilevanza dei nuovi canali media e social network. In che modo credi che le nuove tecnologie possano supportare il mercato dell’arte?
Appartengo alla nuova generazione ormai abituata a un’iperstimolazione visiva, pertanto reputo che l’interesse suscitato da un’opera possa crescere esponenzialmente, nel momento in cui viene pubblicata sui canali social: pensa ad esempio al grande uso quotidiano di applicazioni come Instagram. Non credo che questo debba necessariamente essere un canale di vendita, ma ha tutto il potenziale di un mezzo educativo.

Credi che si possano veicolare anche mostre d’arte attraverso Internet?
Sicuramente grazie a Internet possiamo avere a disposizione un’ampia selezione di opere e spesso beneficiare di lenti d’ingrandimento, che ci danno la possibilità di osservare i dettagli di un’immagine, che generalmente saremmo costretti a guardare a distanza. Tuttavia i limiti della Rete sono la mancanza di interazione con il pubblico e l’assenza di quelle sensazioni percettive che restituiscono il vero feeling dell’opera.

The meeting of Masters, exhibition view at Galerie De Jonckheere, Principato di Monaco, 2017
The meeting of Masters, exhibition view at Galerie De Jonckheere, Principato di Monaco, 2017

La moderna tendenza dei collezionisti, sostiene tuo padre Georges, è quella di cercare un’opera che spicchi tra le altre per assoluta particolarità e unicità. Offrendo generi così diversi tra loro, come riesci a individuare e suggerire il pezzo mancante nella collezione di un privato?
Mio padre si riferisce alla ricerca attuale, da parte del collezionista, di opere che abbiano in sé un tocco di modernità, un gusto speciale, più in linea con le tendenze. Anni fa, ad esempio, al contrario di quanto accade oggi, l’attenzione verso le miniature era scarsa. Opere come la Tentazione di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch o le nature morte di Frans Snyders, che una volta riscuotevano scarsa attenzione, sono ora molto ambite dal mercato. In questo senso c’è stato un cambiamento, un’evoluzione dell’interesse e del gusto.

A quali fiere partecipate?
Il nostro mercato è attualmente decentrato, diversamente dai decenni scorsi: il collezionista si reca di rado presso la galleria, motivo per cui abbiamo deciso di aprire una nuova sede proprio qui a Monaco, luogo più intimo, che permette uno scambio maggiore con la clientela, mentre prima ne avevamo una a Parigi.
Partecipiamo a diverse fiere, all’interno delle quali l’incontro e lo scambio con gli acquirenti è certamente maggiore. Scegliamo TEFAF Maastricht e TEFAF New York. Abbiamo partecipato con estremo interesse a quest’ultima, che si è rivelata molto proficua, per esporre le collezioni dei Maestri antichi, mentre Frieze Art Fair a Londra è la nostra preferita per quanto riguarda l’arte moderna. La capitale inglese resta un luogo centrale nell’ambito degli scambi commerciali.

Elena Arzani

GALERIE DE JONCKHEERE
7 rue de l’Hôtel de Ville – Ginevra
27 avenue Princesse Grace – Monaco
www.dejonckheere-gallery.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Elena Arzani
Elena Arzani, art director e fotografa, Masters of Arts, Central St. Martin’s di Londra. Ventennale esperienza professionale nei settori della moda, pubblicità ed editoria dell’arte contemporanea e musica. Vive a Milano e Londra.

LEAVE A REPLY