È morto Zygmunt Bauman, il sociologo e filosofo teorizzatore della società liquida

Si è spento uno degli intellettuali più illustri dell’epoca contemporanea. Sociologo e filosofo di origini polacche, è stato uno dei maggiori teorici della modernità e della postmodernità.

Zygmunt Bauman, foto by M. Oliva, fonte Wikipedia

Se il 2016 si era aperto con la comparsa di David Bowie, anche quest’anno inizia con un grave lutto per il mondo della cultura mondiale. È scomparso a 91 anni Zygmunt Bauman, intellettuale di origini polacche scampato alla ferocia nazista e affermatosi nel corso dei decenni quale figura di spicco della sociologia e della disciplina filosofica. Emigrato definitivamente da Varsavia sul finire degli anni Sessanta e trasferitosi a Leeds, in Inghilterra, pochi mesi più tardi, Bauman si fece conoscere anche nel campo dell’insegnamento, praticato in parallelo agli studi sulla modernità prima e sul passaggio alla postmodernità poi, sfociati nella celebre teoria della “società liquida”.

GLOBALIZZAZIONE, CONSUMISMO, OMOLOGAZIONE

Secondo Bauman, il tessuto sociale e politico contemporaneo è caratterizzato da una consistenza liquida e sfuggente, complici la globalizzazione, il consumismo e una decisa avanzata dell’incertezza e del desiderio di omologazione. Al concetto di “liquidità” si aggancia un particolare filone del suo corpus saggistico, intitolato alle idee di “amore liquido”, di “arte liquida” e di “paura liquida”. Nel pensiero dell’intellettuale la liquidità della società ingenera comportamenti che sono instabili per definizione, una lettura strettamente collegata a quanto diceva Lyotard in merito alla fine delle grandi narrazioni. Non essendoci più quadri di riferimento “solidi”, gli individui tendono a inseguire modelli che tuttavia sono mutati appena li si avvicina, come l’illusione di un’oasi nel deserto.

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AutoreZygmunt Bauman
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