Pittura, ribellione e mitologia. Parola a Odd Nerdrum

Classe 1944, Odd Nerdrum è protagonista di una pittura che non risponde alle regole del tempo e dello spazio. Di origini norvegesi, il suo essere artista supera i limiti delle convenzioni, paragonando l’eternità a un “orfano perseguitato dai secoli” e sostituendo il concetto di accademia con una sua personale interpretazione del sistema scolastico norvegese.

Odd Nerdrum davanti a uno dei suoi dipinti
Odd Nerdrum davanti a uno dei suoi dipinti

Pittore e maestro di bottega vecchio stampo e attento conoscitore dei moti dell’animo umano, Odd Nerdrum si aggira per le stanze di musei e gallerie vestito di bianco, coi capelli arruffati, quasi a voler impersonare il fantasma in carne e ossa di una pittura d’altri tempi. La sua mostra Crime and Refuge alla Booth Gallery di New York è un’occasione per vedere i suoi lavori dal vivo nella Grande Mela. Qui ci ha raccontato qualcosa in più di una pittura che dialoga con la mitologia e invita a “camminare in salita”.

Cominciamo dall’inizio: di cosa si occupava il giovane Nerdrum prima di dedicarsi alla pittura?
Non esiste alcun “prima”: ho sempre cercato conforto nel disegno e nella pittura, e nello sviluppo di un linguaggio finalizzato a una corretta espressione del bisogno inconscio di comunicare. Il linguaggio a cui mi riferisco è stato elaborato nell’ambito del Rinascimento italiano.

Nerdrum studente: disciplinato o ribelle?
Direi abominevole, maledetto e ribelle.

Quando e perché, a un certo punto, ha deciso di creare una scuola e un museo a lei dedicati? Una scelta a dir poco autoreferenziale…
Non è stata esattamente una scelta, ma una questione di sangue, o per meglio dire di anticonformismo. Avevo solo 18 anni eppure, avendo letto gran parte della letteratura europea, mi sentivo già vecchio: non ambivo certo a seguire le regole dettate dal mio tempo e dalla mia cultura, in quanto le ritenevo incentrate su una fondamentale mancanza di conoscenza; è proprio quando tale consapevolezza si è manifestata che ho capito l’importanza di dipingere anche una semplice mela così bene da volerla addentare, ma forse mi sono discostato dalla domanda.

Odd Nerdrum, The Night, 2006
Odd Nerdrum, The Night, 2006

Cosa hanno (o non hanno) in comune le accademie d’arte norvegesi e la filosofia post-accademica di cui si fa vanto nonostante le connotazioni negative del termine “kitsch”?
“Accademia,” al giorno d’oggi, vuol dire essere controllati dallo stesso germanismo che aveva prevalso durante la Seconda Guerra Mondiale. Non Hitler, ma il concetto stesso di germanismo ha quasi vinto la guerra. Hitler non era altro che un volgare prodotto della filosofia kantiana ed hegeliana, mentre il germanismo era una traduzione accademica di tale combinazione. Quasi tutto quel che vediamo si potrebbe interpretare come un’estensione percettiva del termine “germanismo”: ogni edificio, ogni museo moderno, ogni cosa. Il termine “kitsch” rimanda automaticamente ad Aristotele, il cui pensiero, dopo aver avuto un ruolo chiave nel Rinascimento, è stato messo in discussione in tempi moderni. Gli antichi greci, con la loro téchne, si potrebbero considerare kitsch in chiave moderna, ma poiché modernismo fa rima con germanismo e i tedeschi si sono rivelati incapaci di minare gli standard prefissati dai greci, è proprio in tale incapacità che si potrebbe individuare la “vendetta” estetica e concettuale dei tedeschi verso i greci.

La pittura ha attraversato innumerevoli fasi, nel tempo, ma ha sempre rispecchiato il presente. La sua pittura si può considerare “contemporanea” nonostante gli elementi anacronistici?
Non lavoro per conquistare il mio tempo, lavoro per amore degli eterni valori che mi sono stati trasmessi indirettamente dai greci, i quali vivevano un tempo circolare, non lineare come la dimensione metafisica illusoria del germanismo e della filosofia tedesca.

Odd Nerdrum, Running Bride, 2007
Odd Nerdrum, Running Bride, 2007

Cosa ha influenzato maggiormente la sua carriera, le “strategie di self-mythology” forse apprese da Leonardo e Warhol, o lo studio dei grandi maestri del passato?
Credo le immagini pornografiche dei grandi maestri. Quando ero giovane e gli altri ragazzi si trastullavano con la “pornografia pornografica,” io preferivo studiare Tiziano, Poussin e Correggio.

Cosa intende comunicare, esattamente, ai fruitori delle sue opere?
La mia arte è un invito a camminare in salita, non in discesa, e seguire l’esempio di Brahms, Rembrandt e Marlow: non dimenatevi fra i vostri dubbi esistenziali come animali selvatici in gabbia, ma inseguite chimere non facili da raggiungere, datevi uno scopo, cercate di acquisire una seconda vista che vi permetta di vedere oltre, e non rincorrete fama e successo auto-declassandovi al rango di scimmie o fantocci ambulanti, ma ponetevi sempre obiettivi elevati.

Deianira Tolema

New York // fino al 30 luglio 2016
Odd Nerdrum – Crime and Refuge
BOOTH GALLERY
325 West 38th Street
+1 (0)646 9024566
[email protected]
www.paulboothgallery.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Deianira Tolema
Deianira Tolema è una giovane scrittrice italiana e virtual activist appassionata di arte contemporanea, blogger su www.drailedmag.com e fondatrice dell'agenzia internazionale per artisti visivi www.oneandsevenpr.com. Tolema ha pubblicato articoli in Italia, America, Asia e Australia. Scrive per Artribune dal 2014.