155 milioni del PNRR per la transizione digitale e verde della cultura. Le linee guida

Le indicazioni, presentate il 6 maggio, regolano i bandi destinati a micro o piccole imprese culturali e creative nate entro il 2020 in Italia

Mario Draghi, image.ch/Photo Remy Steinegger
Mario Draghi, image.ch/Photo Remy Steinegger

Presentate finalmente le linee guida per la transizione digitale e verde del settore culturale e creativo: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del governo Draghi, meglio noto come PNRR, aveva anticipato un anno fa che sarebbero stati messi a disposizione ben 155 milioni di euro in bandi destinati alle organizzazioni profit e non profit del settore, da selezionare entro il 31 dicembre 2023. I fondi sono rivolti a “due principali linee di azione, strettamente legate ai principi del Next Generation EU e delle politiche europee”, sostiene la comunicazione ufficiale del 6 maggio 2022: “Sostenere la ripresa delle attività culturali incoraggiando l’innovazione e l’uso della tecnologia digitale in tutta la catena del valore; favorire l’approccio verde in tutta la filiera culturale e creativa”. Questo con un occhio di riguardo per la parità di genere, la valorizzazione dei giovani e il superamento del divario territoriale Nord-Sud, con almeno il 40% delle risorse alle regioni del Mezzogiorno.

I FONDI DEL PNRR PER IL SETTORE CULTURALE E CREATIVO

Quello culturale “è tra i settori più colpiti dalla crisi legata alla pandemia”, ha detto Lucia Borgonzoni, sottosegretaria per la Cultura. “Servivano risposte urgenti. Per questo abbiamo giocato d’anticipo sul cronoprogramma che fissava i termini a dicembre 2023. Per la creatività italiana un supporto concreto per la ripartenza”. Destinatari effettivi dell’investimento sono le attività in tutti i settori che si basano su “valori culturali ed espressioni artistiche e altre espressioni creative individuali o collettive: questo significa che sono incluse tutte le organizzazioni che si occupano di musica, radio e audiovisivo, moda, architettura e design, arti visive, spettacoli dal vivo e festival, patrimoni materiali e immateriali (come le biblioteche), artigianato artistico ed editoria e letteratura.

GLI OBIETTIVI DELLA TRANSIZIONE DIGITALE E VERDE DEL SETTORE CULTURALE

Sono quattro gli obiettivi chiave posti dal bando, consultabile per intero a questo indirizzo, rispettivamente due in ottica digitale e due in ottica ecologica: il miglioramento dell’ecosistema culturale incoraggiando la cooperazione; il sostentamento finanziario della produzione attraverso l’innovazione digitale; la riduzione dell’impatto ecologico degli eventi; e la promozione di una progettazione ecocompatibile. Destinatarie degli investimenti saranno le micro e piccole imprese nate entro il 2020 e operanti su tutto il territorio nazionale, nonché le organizzazioni culturali e creative profit e no profit e i soggetti del Terzo Settore, con contributi a fondo perduto che possono toccare al massimo l’80% della spesa dei progetti (per un tetto di 75mila euro) per progetti da concludersi entro 18 mesi dalla sottoscrizione dell’ammissione e non oltre giugno 2026.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.